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Un viaggio ... nella naja
"Signor capitano, al posto di Sabbadin che ha marcato visita stanotte monto io di guardia." "Chi si contenta gode" - rispose il capitano. Il mio compito di scritturale dell'autosezione del reggimento Garibaldi della Folgore mi esentava da guardie ed esercitazioni varie. Il giorno prima con un autocarro eravamo stati ad Enego, in libera uscita in una ventina di autisti. Avevo sentito varie frizzatine sul mio conto in quanto una burba come me da sei mesi sia in caserma sia al campo organizzava tutti i servizi di guardia, movieri, autista comandante, picchetto ecc. . Nessuno aveva mai trovato da ridire in quanto le tabelle erano esposte, belle chiare ed a portata di tutti. Quando toccò all'unico amico che avevo montare di servizio per Pasqua, tutti si resero conto che non facevo parzialità. Alcuni sudisti misero il don di fronte al mio nome, però pesava loro lo stesso. Decisi di fare la mia prima guardia. Era il 17 agosto del 1953, mio XXII compleanno. Era una nuova esperienza da provare, per far vedere agli amici che dove mettevo loro ci andavo anche io. Erano già due mesi che la divisione faceva manovre a fuoco con proiettili veri nell'altipiano dei 7 comuni, tanto famoso, che durante la Prima Guerra Mondiale penso che almeno centomila giovani italiani ci abbiano perso la vita. Ai primi di giugno eravano arrivati a Thiene. Sul far della sera, con due lunghissime tradotte militari cariche di soldati, automezzi, carri cingolati, cannoni, mortai ecc. Per prima cosa mi comprai il Corriere e lessi dell'insurrezione di Berlino Est. Quante insurrezioni ci sarebero state dopo e quando sangue prima di arrivare alla caduta del muro del I989. Presi dal mio CL 51 una ration K per la cena. Queste razioni americane erano state prodotte per i soldati nella Seconda Guerra Mondiale e contenevano tutto quanto serviva per un soldato in guerra, per una giornata. Il K non stava per kombat come tutti pensavano, invece era per kombi: razione combinata. C'era un pacchetto di cracker, una scatoletta di carne, una di formaggio fuso, charmes, nescafé, sigarette, fiammiferi, cioccolata, latte in polvere, combustibile solido per riscaldare i prodotti ed un preservativo, se mai capitasse... Dovevano avere una decina di anni e l'esercito, anche per rinnovarle, le aveva date una a soldato. La notte era calda, misi una coperta sotto l'automezzo, per evitare la rugida e mi addormentai. Alle 6 sveglia a partenza per Asiago. Da cima alla salita delle Rocchette diedi uno sguardo al di sotto di una enorme serie di tornanti, dove il lungo serpentone di automezzi saliva sulla montagna. Arrivammo a Roana e poi Asiago, entrambi centri montani di villeggiatura, passammo vicino all'ossario nel quale ci sono i resti di 40000 italiani caduti nella Grande Guerra. Dopo una ventina di chilometri arrivammo a Malcesine, unica costruzione: un albergo con rari turisti e migliaia di mucche al pascolo. Questa località da anni batte tutti i rekord del freddo in inverno. Alla autosezione fu destinato un pianoro confinante con un cimitero di guerra. Nel reparto vi erano 6 vas, cioè volontari allievi specializzati. Erano pastori sardi e braccianti meridionali che per 15,000 lire al mese facevano una ferma di 5 anni. Erano tutti abituali nella zona, unimmo i nostri teli da tenda e paletti per creare una tenda da 6. Due Vas andarono ad un Bren Carrier e presero due machete. Spiegarono che bisognava fare uno strato di rami di almeno 40 cm. La zona era piovosa e potarono degli abeti, sopra ai rami la paglia, infine le coperte. Venne montata una bella tenda. Nel primo mese piovve ben 27 volte: arrivava una nuvola, la pioggia e poi ritornava il sole caldissimo. Data la mia altezza dovevo dormire rannicchiato, in quanto o fregavo la testa o i piedi alla tenda e quando era molle non era gradevole. Siccome eravamo sopra i mille metri c'erano supplementi rancio come cioccolata e cognac, comunque alle 11 avevamo delle bellissime pastasciutte con ottimi secondi, idem la sera. La guerra vi era passata da 35 anni. Il campo di battaglia era quasi intatto: trincee, filo spinato, crateri delle bombe poi si trovava elmetti, posate, gavette, cartucce e anche fucili il cui calcio era marcito. Una domenica mattina con degli amici andammo sull'Ortigara, dove i nostri morti furono decine di migliaia. Trovai una maschera antigas. L'aprì e dentro al filtro, scritto con il lapis copiativo, c'era un nome: Herman Sfinzacher - Wien . Mi dispiace di averla gettata, con il senno di poi era da inviare ad un giornale locale. Se' vivo un vecchietto poteva riaverla, in Austria. La sveglia del mattino invece che dal trombettiere era suonata dalla banda musicale. Ogni settimana veniva un autobagno mobile, dono della VIII Army e di tanto in tanto l'autocinema. Più volte andai su di una collinetta a vedere le manovre a fuoco. Vidi colpire una capanna dei pastori dai proiettili dei cannoni, poi cadere bombe di mortaio, poi infine assaltatori e fucilieri all'attacco sparando a più non posso. Descritto l'ambiente, parliamo della mia prima guardia. Alle 8 di sera andai alla grande tenda del corpo di guardia, il mio primo turno era dalle 22 alle 24. Il capo posto mi affidò il lato del cimitero di guerra. Era una notte di luna piena. Avevo il cappotto perché faceva freddo. Il Garand a tracolla ed il caricatorre inserito. Queste guardie erano un addestramento: per chilometri non vi era anima viva, solo soldati e mucche. Entrai nel cimitero, all'inizio di esso vi erano due fosse comuni, una con la dicitura 406 e l'altra 407 austroungarici, sconosciuti. Poi vi erano un centinaio di tombe con i nomi, la data di nascita e di morte, tutti giovani dai 20 ai 30 anni. Quanto è ingiusta la guerra: le loro madri, mogli, fidanzate non avrebbero mai visto la loro tomba né gli avrebbero mai portato un fiore. Ne raccolsi qualcuno e li misi sulle croci. Nei giorni seguenti con altri amici rimettemmo a posto il filo spinato in modo che le mucche non invadessero più il cimitero. Dalle 4 alle 6 nuova guardia dall'altro lato. Vidi arrivare l'alba e spuntare il sole fra le montagne. Una decina di giorni dopo il periodo del campo era finito e ritornammo in caserma. Questa volta ebbi un compito impegnativo: riportare in caserma un vecchio Bedford inglese con i freni fuori uso. Sono autocarri con un raggio di sterzata esiguo e molte volte alle curve dovevo fare retromarcia per fare manovra vedendo al di sotto il burrone. Questo in particolare sul Grappa. Al radiatore del mezzo ci avevo messo un elmetto austriaco ed un nastro di mitraglia che il generale mi fece togliere. * WWW.ENZOPRUNETI.COM * HOME | INDICE Appunti di viaggio nella vita * |
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Re: Un viaggio ... nella naja
Tigre 31 wrote:
> "Signor capitano, al posto di Sabbadin che ha marcato visita stanotte > monto io di guardia." > > "Chi si contenta gode" - rispose il capitano. > > Il mio compito di scritturale dell'autosezione del reggimento > Garibaldi della Folgore mi esentava da guardie ed esercitazioni varie. > > Il giorno prima con un autocarro eravamo stati ad Enego, in libera > uscita in una ventina di autisti. Avevo sentito varie frizzatine sul > mio conto in quanto una burba come me da sei mesi sia in caserma sia > al campo organizzava tutti i servizi di guardia, movieri, autista > comandante, picchetto ecc. . > > Nessuno aveva mai trovato da ridire in quanto le tabelle erano > esposte, belle chiare ed a portata di tutti. > Quando toccò all'unico amico che avevo montare di servizio per > Pasqua, tutti si resero conto che non facevo parzialità. Alcuni > sudisti misero il don di fronte al mio nome, però pesava loro lo > stesso. > > Decisi di fare la mia prima guardia. Era il 17 agosto del 1953, mio > XXII compleanno. Era una nuova esperienza da provare, per far vedere > agli amici che dove mettevo loro ci andavo anche io. > > Erano già due mesi che la divisione faceva manovre a fuoco con > proiettili veri nell'altipiano dei 7 comuni, tanto famoso, che > durante la Prima Guerra Mondiale penso che almeno centomila giovani > italiani ci abbiano perso la vita. > Ai primi di giugno eravano arrivati a Thiene. > Sul far della sera, con due lunghissime tradotte militari cariche di > soldati, automezzi, carri cingolati, cannoni, mortai ecc. Per prima > cosa mi comprai il Corriere e lessi dell'insurrezione di Berlino Est. > Quante insurrezioni ci sarebero state dopo e quando sangue prima di > arrivare alla caduta del muro del I989. Presi dal mio CL 51 una > ration K per la cena. Queste razioni americane erano state prodotte > per i soldati nella Seconda Guerra Mondiale e contenevano tutto > quanto serviva per un soldato in guerra, per una giornata. Il K non > stava per kombat come tutti pensavano, invece era per kombi: razione > combinata. C'era un pacchetto di cracker, una scatoletta di carne, > una di formaggio fuso, charmes, nescafé, sigarette, fiammiferi, > cioccolata, latte in polvere, combustibile solido per riscaldare i > prodotti ed un preservativo, se mai capitasse... > Dovevano avere una decina di anni e l'esercito, anche per rinnovarle, > le aveva date una a soldato. > > La notte era calda, misi una coperta sotto l'automezzo, per evitare la > rugida e mi addormentai. > Alle 6 sveglia a partenza per Asiago. Da cima alla salita delle > Rocchette diedi uno sguardo al di sotto di una enorme serie di > tornanti, dove il lungo serpentone di automezzi saliva sulla > montagna. Arrivammo a Roana e poi Asiago, entrambi centri montani di > villeggiatura, passammo vicino all'ossario nel quale ci sono i resti > di 40000 italiani caduti nella Grande Guerra. Dopo una ventina di > chilometri arrivammo a Malcesine, unica costruzione: un albergo con > rari turisti e migliaia di mucche al pascolo. Questa località da anni > batte tutti i rekord del freddo in inverno. Alla autosezione fu > destinato un pianoro confinante con un cimitero di guerra. Nel > reparto vi erano 6 vas, cioè volontari allievi specializzati. Erano > pastori sardi e braccianti meridionali che per 15,000 lire al mese > facevano una ferma di 5 anni. Erano tutti abituali nella zona, unimmo > i nostri teli da tenda e paletti per creare una tenda da 6. Due Vas > andarono ad un Bren Carrier e presero due machete. Spiegarono che > bisognava fare uno strato di rami di almeno 40 cm. La zona era > piovosa e potarono degli abeti, sopra ai rami la paglia, infine le > coperte. Venne montata una bella tenda. > Nel primo mese piovve ben 27 volte: arrivava una nuvola, la pioggia e > poi ritornava il sole caldissimo. > > Data la mia altezza dovevo dormire rannicchiato, in quanto o fregavo > la testa o i piedi alla tenda e quando era molle non era gradevole. > Siccome eravamo sopra i mille metri c'erano supplementi rancio come > cioccolata e cognac, comunque alle 11 avevamo delle bellissime > pastasciutte con ottimi secondi, idem la sera. La guerra vi era > passata da 35 anni. Il campo di battaglia era quasi intatto: trincee, > filo spinato, crateri delle bombe poi si trovava elmetti, posate, > gavette, cartucce e anche fucili il cui calcio era marcito. > > Una domenica mattina con degli amici andammo sull'Ortigara, dove i > nostri morti furono decine di migliaia. Trovai una maschera antigas. > L'aprì e dentro al filtro, scritto con il lapis copiativo, c'era un > nome: Herman Sfinzacher - Wien . Mi dispiace di averla gettata, con > il senno di poi era da inviare ad un giornale locale. > Se' vivo un vecchietto poteva riaverla, in Austria. > > La sveglia del mattino invece che dal trombettiere era suonata dalla > banda musicale. Ogni settimana veniva un autobagno mobile, dono della > VIII Army e di tanto in tanto l'autocinema. > > Più volte andai su di una collinetta a vedere le manovre a fuoco. Vidi > colpire una capanna dei pastori dai proiettili dei cannoni, poi > cadere bombe di mortaio, poi infine assaltatori e fucilieri > all'attacco sparando a più non posso. > > Descritto l'ambiente, parliamo della mia prima guardia. > > Alle 8 di sera andai alla grande tenda del corpo di guardia, il mio > primo turno era dalle 22 alle 24. > Il capo posto mi affidò il lato del cimitero di guerra. > Era una notte di luna piena. Avevo il cappotto perché faceva freddo. > Il Garand a tracolla ed il caricatorre inserito. Queste guardie erano > un addestramento: per chilometri non vi era anima viva, solo soldati > e mucche. Entrai nel cimitero, all'inizio di esso vi erano due fosse > comuni, una con la dicitura 406 e l'altra 407 austroungarici, > sconosciuti. Poi vi erano un centinaio di tombe con i nomi, la data > di nascita e di morte, tutti giovani dai 20 ai 30 anni. Quanto è > ingiusta la guerra: le loro madri, mogli, fidanzate non avrebbero mai > visto la loro tomba né gli avrebbero mai portato un fiore. Ne > raccolsi qualcuno e li misi sulle croci. > Nei giorni seguenti con altri amici rimettemmo a posto il filo > spinato in modo che le mucche non invadessero più il cimitero. Dalle > 4 alle 6 nuova guardia dall'altro lato. Vidi arrivare l'alba e > spuntare il sole fra le montagne. > > Una decina di giorni dopo il periodo del campo era finito e > ritornammo in caserma. > Questa volta ebbi un compito impegnativo: riportare in caserma un > vecchio Bedford inglese con i freni fuori uso. Sono autocarri con un > raggio di sterzata esiguo e molte volte alle curve dovevo fare > retromarcia per fare manovra vedendo al di sotto il burrone. > Questo in particolare sul Grappa. Al radiatore del mezzo ci avevo > messo un elmetto austriaco ed un nastro di mitraglia che il generale > mi fece togliere. > > > > WWW.ENZOPRUNETI.COM > > > > HOME | INDICE Appunti di viaggio nella vita non posso pensare che ci sia chi ricorda la naja con piacere.. Io ho fatto il turno di guardia al sito di San Giuseppe di Comacchio ( non so se esiste ancora.. ma lo hanno fatto fare a noi.. ci e' costato lacrime e sangue ) il 31 dicembre 1972.. Fra l'altro. non ci facevano montare di guardia con il cappotto perche' avrebbe intralciato i nostri movimenti. quindi divisa invernale ( quella vecchia.. tipo inglese.. ) e tuta mimetica. unica cosa da ricordare.. alcuni abitanti di Argenta ci portarono qualcosa da mangiare e da bere.. L'esercito si era dimenticato di noi ( e lo faceva spesso.. non avevamo nulla da mangiare ) c'era per fortuna un commilitone.. faceva il macellaio. andava a casa. con una vecchia mini.. comprava un capretto vivo lo metteva nel baule poi lo faceva pascolare nei prati del sito lo macellava a colpi di baionetta ed avevamo da mangiare bene con pochi spiccioli spero che gli animalisti non inorridiscano.. quanto al vecchio fucile Garand. ogni tanto qualcuno ci lasciava un dito nell'otturatore. ed erano dolori.. meglio era la mitragliatrice pesante ( avevamo torrette quadrinate per la difesa del sito.. ) ma anche quella leggera era buona.. insomma. tutte armi della seconda guerra mondiale e derivate.. vecchie divise.. in mezzo alla campagna.. come si puo' avere buoni ricordi ?? |
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Re: Un viaggio ... nella naja
Il quoting, questo sconosciuto
![]() -- _-°-_ Seshe _-°-_ =========================== I Viaggi di Seshepankhatum www.seshepankhatum.net Un vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi =========================== |
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#4
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Re: Un viaggio ... nella naja
Ciao a tutti,
da oggi è attivo il portale per la ricerca degli hotel http://www.cerco1hotel.it E' completamente gratuito e spero diventi un servizio utile a molti di voi. Che ne dite? vi piace? Ale http://www.cerco1hotel.it |
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| Tags: naja, nella, viaggio |
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