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Il Forum di viaggi in Italia Forum di discussione dei viaggi in Italia by Hoteluri.org (From usenet newsgroup it.hobby.viaggi)

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  #1  
Old 10-26-2009, 04:30 PM
Emanuela
 
Posts: n/a
Riviera Maya - consigli

Eccomi qua.

Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare
a zonzo nel mondo!! :-)

Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010.

Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg

Area di interesse Penisola dello Yucatan

L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o
nell'altro (scalo a DeFe) a Cancun, noleggiare un'auto e da lì scendere
in un posto bello a caso tra Tulum e Playa del Carmen. Farci base per
girellare tra i vari siti archeologici per 6 giorni circa.

Dopo di che arrivare by ferry a Cozumel e fare altri 6 giorni di svacco
marino completo.

Al termine, giro inverso ovvero Cozumel - Cancun (ev. DeFe) Milano.

E' da pazzi?
Fa schifo?

Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo
vecchi), non ce ne frega una cippa della vita notturna, al massimo un
ristorantino, budget moderatamente al ribasso (c'è crisi).

Attendo commenti.

Saludos.

E.

--
Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT

Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti
(Johnny Hart - B.C.)


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  #2  
Old 10-26-2009, 04:47 PM
Bnx
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Emanuela ha scritto:

> Attendo commenti.


Fare base sulla costa per visitare i siti archeologici non ha senso,
poiché ti limiteresti a delle toccate e fuga, arrivandoci soprattutto in
piena orda turistica.
Tempo fa stilai un itinerario di massima per degli amici, tra l'altro
postato anche qui su ihv in qualche occasione.
Te lo riposto, tu guardalo, limalo, stringilo, allargalo, insomma, vedi
tu, ma rappresenta imho un'ottima base su cui lavorare:

Itinerario da vedere consultando e stampando le mappe presenti al sito
http://www.maps-of-mexico.com/ cliccando sulla cartina virtuale Mexico
State Maps.



1. Italia/Cancun. Arrivo in serata, pernottamento

2. Cancun/Chichén Itzà (circa 200 Km.). Visita del sito archeologico.
Pernottamento in loco (io soggiornai qui:hotel Hacienda Chichén
http://www.haciendachichen.com/)

3. Mattinata ancora nel sito archeologico.
Chichén Itzà/Merida (circa 120 Km.). Pernottamento a Merida.

4. Escursione giornaliera alla Riserva della Biosfera Ria Celestun.
Pernottamento a Merida.

5. Merida/Uxmal. Visita del sito archeologico.
Pernottamento in loco hotel Hacienda Uxmal.
http://www.mayaland.com/hotels.html#huxmal

6. Merida/Campeche (circa 290 Km.) Visita lungo il percorso degli altri
siti Puuc e di Edznà.
Pernottamento a Campeche.

7. Campeche/Chicannà. Pernottamento al Chicanna Ecovillage Resort od al
Riobec Dreams

8. Visita della Calakmul Biosphere Reserve. Proseguimento per Chetumal.

9. Chetumal/Xcalak

10. Xcalak

11. Xcalak

12. Xcalak/Tulum

13. Tulum. Escursione a Cobà

14. Tulum. Escursione alla Sian Ka’an Riserve.

15. Tulum/Cancun/Italia

Bnx

--

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  #3  
Old 10-26-2009, 04:48 PM
carla polastro
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Emanuela wrote:

> Attendo commenti.


A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque...

Ciao Ema,

Carla

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  #4  
Old 10-26-2009, 04:51 PM
Papera
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

> E' da pazzi?
> Fa schifo?


Stasera chiedo alla mia dolce metà e ti so dire: prima di trasferirsi per
amore (mio) a Milano, ha vissuto 8 anni a Cancun, per cui qualche idea te la
può dare!

saluti
Papera


> Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo
> vecchi), non ce ne frega una cippa della vita notturna, al massimo un
> ristorantino, budget moderatamente al ribasso (c'è crisi).
>
> Attendo commenti.
>
> Saludos.
>
> E.
>
> --
> Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT
>
> Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti
> (Johnny Hart - B.C.)
>
>



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  #5  
Old 10-26-2009, 04:53 PM
Albertuan au travail
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Quello strano tipo di carla polastro dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato
> Emanuela wrote:
>
>> Attendo commenti.

>
> A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque...
>

Quoto assolutamente.
Per evitare inutili rotture di vecchie ossa, c'è sempre l'aereo (volo
interno da Merida o Cancun).
Inoltre anche l'idea di mettersi "fissi" sulla riviera per girare i
siti Maya è da scartare, meglio (visto che prenderanno l'auto)
alloggiare direttamente nei pressi.

A1

--
Si, lo so, il mio indirizzo non è valido! Ti vedo sbavare dal desiderio
di sfrucugliarmi gli zebedei in privato a1(chiocciola)ihv(dot)it


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  #6  
Old 10-26-2009, 04:56 PM
Albertuan au travail
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato
> Eccomi qua.
>
> Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare a
> zonzo nel mondo!! :-)
>
> Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010.
>
> Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg


Marzo periodo più meglio secondo io :-)
Per il resto ho risposto in coda a Carla e non mi va di ripetermi :-)))

A1

--
Si, lo so, il mio indirizzo non è valido! Ti vedo sbavare dal desiderio
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  #7  
Old 10-26-2009, 05:11 PM
Emanuela
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Albertuan au travail ha spiegato il 26/10/2009 :

> Inoltre anche l'idea di mettersi "fissi" sulla riviera per girare i siti Maya
> è da scartare, meglio (visto che prenderanno l'auto) alloggiare direttamente
> nei pressi.



Mi attacco qui per ringraziare dei consigli.

La domanda principale resta irrisolta.

Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo
traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio
tutti fa niente) i siti archeologici?

La costa dite di no, ok,
Merida allora?
Qualche altra cittadina?

e poi, non mi dite nulla di Cozumel?

E.


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Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti
(Johnny Hart - B.C.)


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  #8  
Old 10-26-2009, 05:18 PM
Edoardo Vancini
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli


"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.d3de7d9a90fb4778.84824@gmail.com...

> L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o nell'altro
> (scalo a DeFe) a Cancun, noleggiare un'auto e da lì scendere in un posto
> bello a caso tra Tulum e Playa del Carmen.


Per i miei gusti non è che i posti belli abbondino, da quelle parti (mentre
certamente abbondavano 20 anni fa), ma comunque troverete il modo di
rilassarvi..

> Farci base per girellare tra i vari siti archeologici per 6 giorni circa.


Scusa ma... che senso ha fare base in un posto per visitare cose che sono da
tutt'altra parte, oltre tutto arrivandovi sotto il sole cocente e nell'ora
di picco del turismo mordi&fuggi?
Se prendete un'auto a noleggio usatela, sennò fermatevi in un resort e fine.

In altri termini: se vi "accontentate" di Chichen Itzà e Uxmal tecnicamente
si può fare, allo stesso modo in cui si può far base a Bologna per visitare
un giorno Siena e la Val D'Orcia e il giorno dopo Venezia; si può, ma mi
sembra infinitamente più furbo dormire una notte a Siena e una a Venezia.
E poi facendo base in riviera vi perdereste quanto meno gli altri siti della
Ruta Puuc e Palenque, non raggiungibile in day-trip, oltre naturalmente a
tutte le cose più o meno in strada (dai vari cenotes a Campeche).

> Dopo di che arrivare by ferry a Cozumel e fare altri 6 giorni di svacco
> marino completo.


Insomma:
- primi sei giorni di svacco marino salvo un paio di sfacchinate insensate;
- secondi sei giorni ancora svacco marino.

> E' da pazzi?
> Fa schifo?


Imho un pochino sì... :-)

> Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo
> vecchi)


Pregasi definire "trottole".
Cambiare letto per 4-5 notti consecutive (o anche soltanto 2o 3, se saltate
il pur splendido Palenque) al fine di vedere alcuni dei siti archeologici
più belli del mondo, salvo poi riposarsi per successivi 6-9gg. di svacco
totale, è "fare le trottole"? :-)

Ciao

Edoardo


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  #9  
Old 10-26-2009, 05:19 PM
Gabriel Feraud
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli


"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.d4077d9a58a1ab05.84824@gmail.com...
> Albertuan au travail ha spiegato il 26/10/2009 :
>
>> Inoltre anche l'idea di mettersi "fissi" sulla riviera per girare i siti
>> Maya è da scartare, meglio (visto che prenderanno l'auto) alloggiare
>> direttamente nei pressi.

>
>
>
> e poi, non mi dite nulla di Cozumel?



secondo me Cozumel non vale la pena, a meno che non fai immersioni.
se vuoi variare con il mare puoi andare a Isla Mujeres che tra l'altro è
anche + vicina a Cancun (ferry breve a tiro di taxi dalla città) e non è
male.
il mare migliore è Tulum, comunque.

mz


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  #10  
Old 10-26-2009, 05:25 PM
Bnx
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Emanuela ha scritto:

> La domanda principale resta irrisolta.


> Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo
> traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio
> tutti fa niente) i siti archeologici?


Merida per i siti Maya e qualche destinazione sulla costa.


> e poi, non mi dite nulla di Cozumel?


Ti elenco di seguito le località (con breve descrizione annessa) che ho
visitato nel Quintana Roo, vedi quale meglio ti aggrada:


CANCUN è una città costruita a tavolino e, oltre ad offrire bel mare (il
tratto di fronte all'Hotel El Pueblito è spettacolare, altri tratti possono
essere anche bruttini), numerosi centri commerciali, locali, bar, ecc.,
offre ben poco.
Ovviamente parlo della "zona hotelera" (la lunga striscia di
sabbia sulla quale si estendono tutti gli alberghi che si affacciano sul
mare), poichè alla fine della stessa vi è anche il paese vero e proprio,
abitato prevalentemente dai messicani che lavorano negli alberghi.
Qui ti consiglio di recarti a cena al ristorante "El tacolote" in Avenida
Cobà, dove potrai mangiare per pochi pesos una grande grigliata di carne
cotta all'istante ed il caratteristico e squisito "Tacos al pastor",
nonchè altre prelibatezze locali.


COZUMEL http://www.islacozumel.com.mx/
è quanto di meglio (o quasi) si possa trovare nel Quintana Roo in
termini di snorkeling ed immersioni subacquee, ma latita abbastanza dal
punto di vista delle spiagge, ed è un tantino più cara rispetto a tutte le
altre destinazioni, essendo raggiunta da navi da crociera e da voli
diretti proveniente dagli Stati Uniti e dal Canada.


ISLA MUJERES http://www.isla-mujeres.net/
Se volete belle spiagge e possibilità di far snorkeling
(non comunque ai livelli di Cozumel imho) senza allontanavi
troppo da Cancun, Isla Mujeres
è un buon posto, tra l'altro sicuramente
pià economico e tranquillo, specie nel pomeriggio, quando i gitanti
giornalieri provenienti da Cancun se ne sono andati.
Il parco nazionale El Garrafon ti offre la possibilità di effettuare un
discreto snorkeling, specie nelle prime ore del mattino.
Playa Norte è una bellissima spiaggia con mare trasparente e fondale
degradante lentamente verso il basso (v. foto)
http://www.bnx.it/sea/slides/30.html
Nel nostro periodo invernale, l'isola risente delle migrazioni dei turisti
nordamericani, che di fatto l'inflazionano turisticamente, mentre nella
nostra estate, paradossalmente, è molto più vivibile.


AKUMAL
http://www.locogringo.com/akumal/
http://www.info-akumal.com/ ,
Una via di mezzo tra Cozumel ed Isla Mujeres potrebbe essere senza dubbio
Akumal, dove potreste effettuare un ottimo snorkeling e dove ci sono anche
belle spiagge.


TULUM
http://www.tulum.com/
http://www.hotelstulum.com/
Tulum offre belle spiagge, ma il reef non è vicino a riva, ed il mare a
volte può risultare un pò mosso.
E' attualmente la destinazione più in voga per chi voglia sottrarsi alla
mondanità statunitense di Cancun, ed italiana di Playa del Carmen,
anche se è molto cambiata dall'epoca della mia visita, dove le uniche
sistemazioni (a parte El Crucero motel) erano offerte dalle cabanas
di Don Armando in cui soggiornai io e da un'altra di cui non ricordo il
nome.


A sud di Cancun, verso PUNTA ALLEN ci sono bellissime spiagge e posti
relativamente isolati, adatti però molto a chi voglia estraniarsi dal
mondo.


XCALAK http://www.xcalak.info/
Altro posto bellissimo, isolato e difficile da raggiungere (un mezzo a
noleggio è davvero consigliato in quel caso)
è Xcalak, ai confini con il Belize, sul cui banco
Chinchorro, ho fatto una delle più belle immersioni della mia vita.


Bnx




--

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  #11  
Old 10-26-2009, 05:30 PM
Emanuela
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Il 26/10/2009, Bnx ha detto :
> Emanuela ha scritto:
>
>> La domanda principale resta irrisolta.

>
>> Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo
>> traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio
>> tutti fa niente) i siti archeologici?

>
> Merida per i siti Maya e qualche destinazione sulla costa.
>
>

Sei meglio di un assegno in banca!

So sempre di poter contare su di te!
Mille grazie per tutti i preziosi suggerimenti.

Comincio a studiare.
E.

--
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Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti
(Johnny Hart - B.C.)


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  #12  
Old 10-26-2009, 05:37 PM
Edoardo Vancini
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli


"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.d4077d9a58a1ab05.84824@gmail.com...

> Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo
> traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio
> tutti fa niente) i siti archeologici?
>
> La costa dite di no, ok,
> Merida allora?
> Qualche altra cittadina?


Non capisco.
Avete l'auto a noleggio.
Le strade sono larghe, comode, senza traffico.
Per quale oscura e misteriossima ragione vorreste dormire sempre nello
stesso posto????

Se proprio volete un Bignami (ovvero una versione ultra-soft) del valido
itinerario di Bnx, potreste fare una notte a Chichen Itzà, quella successiva
a Merida (o direttamente nei dintorni di Uxmal, se avete veramente fretta),
poi una notte nei dintorni di Uxmal (da vedere nell'area anche qualcuno dei
bei siti della Ruta Puuc), poi:
- o 8-9 gg. di svacco in riviera maya;
- o - ed è l'opzione che io preferirei - una notte a Campeche e -
soprattutto - una notte a Palenque prima di darsi alle spiagge.

Ciao

Edoardo



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  #13  
Old 10-26-2009, 05:54 PM
Albertuan au travail
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato

> La domanda principale resta irrisolta.
>
> Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo
> traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio tutti
> fa niente) i siti archeologici?


Ed io cito e quoto Edoardo: perchè no?
>
> La costa dite di no, ok,


No no, se ti piace il mare la costa si, ma farci base fissa per
visitare (chesso') Merida e/o Chichen è abbastanza assuro e scomodo.

> Merida allora?


Si.

> Qualche altra cittadina?


Valladolid.
>
> e poi, non mi dite nulla di Cozumel?


No.

E Palenque?
Sicura sicura niente Palenque?


A1

--
Arde in te il desiderio di scocciarmi in privato? Allora scarabocchia
a1(chiocciola)ihv(punto)it


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  #14  
Old 10-26-2009, 07:42 PM
luango
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Emanuela ha pensato forte :
> Eccomi qua.
>
> Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare a
> zonzo nel mondo!! :-)
>
> Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010.
>
> Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg
>
> Area di interesse Penisola dello Yucatan

.........
> Attendo commenti.


Ema,
anche io mi aggiungo al coro, IMHO non ha molto senso far sede fissa in
un resort poi andare a fare 300km A/R per visitare un sito, quando
potreste farlo tranquillamente come tappa di un giro, l'esempio fatto
da Edoardo ovviamente è un paradosso ma rende bene l'idea :-)
Seguite l'itinerario proposto da Benedetto, valutando molto molto
seriamente l'idea di andare anche a Palenque.
Diego :-)

Besos
Diego :-)


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  #15  
Old 10-26-2009, 09:30 PM
Ergo Sum
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli



"carla polastro" <carlaTOpolastroGLIMI@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:7klumeF39i5rtU1@mid.individual.net...
> Emanuela wrote:
>
>> Attendo commenti.

>
> A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque...
>


cosa c'è di bello a palenque?

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  #16  
Old 10-27-2009, 12:16 AM
Ponkia
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli


"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.d3de7d9a90fb4778.84824@gmail.com...
> Eccomi qua.
>
> Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare a
> zonzo nel mondo!! :-)
>
> Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010.
>
> Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg
>
> Area di interesse Penisola dello Yucatan
>
> L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o nell'altro
> (scalo a DeFe) a Cancun..................


Mi aggancio a questo messaggio per chiedere se qualcuno conosce compagnie
che volano direttamente su Cancun dall'Italia.
Grazie per l'eventuale segnalazione.
Ponkia



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  #17  
Old 10-27-2009, 06:39 AM
Albertuan au travail
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Quello strano tipo di Ergo Sum dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato
>
> "carla polastro" <carlaTOpolastroGLIMI@inwind.it> ha scritto nel messaggio
> news:7klumeF39i5rtU1@mid.individual.net...
>> Emanuela wrote:
>>
>>> Attendo commenti.

>>
>> A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque...
>>

>
> cosa c'è di bello a palenque?


Stai babbiando vero????????????????? O__O

A1

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  #18  
Old 10-27-2009, 06:42 AM
Albertuan au travail
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Quello strano tipo di Ponkia dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato

>
> Mi aggancio a questo messaggio per chiedere se qualcuno conosce compagnie
> che volano direttamente su Cancun dall'Italia.
> Grazie per l'eventuale segnalazione.
> Ponkia


Che sappia io, diretti ci si arriva solo con dei charter.

A1

--
Non resisti all'insano desiderio di scrivermi in privato?
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  #19  
Old 10-27-2009, 09:27 AM
Emanuela
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Edoardo Vancini ci ha detto :
>
> Non capisco.
> Avete l'auto a noleggio.
> Le strade sono larghe, comode, senza traffico.
> Per quale oscura e misteriossima ragione vorreste dormire sempre nello
> stesso posto????


Ok. Il messaggio è arrivato forte e chiaro.

d'altronde è proprio per questo che ho chiesto....

Pare che che visitare lo Yucatan il sistema migliore sia proprio quello
che volevamo evitare, cioè cambiare letto ogni 1 o 2 sere.

Per me potrebbe anche andare bene, devo convincere la controparte che
così verrebbe una vacanza fantastica! Pfffff..... sarà dura.....

Grazie a tutti per gli spunti preziosi.

E.

--
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  #20  
Old 10-27-2009, 09:31 AM
Albertuan au travail
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato
>
>
> Per me potrebbe anche andare bene, devo convincere la controparte che così
> verrebbe una vacanza fantastica! Pfffff..... sarà dura.....


Guarda che la vacanza sarebbe fantastica sul serio, mica ti devi
inventare chissà che!
La controparte sarebbe Enzo? Digli che si "svecchi" e che smuova le
chiappe :-D

A1

--
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  #21  
Old 10-27-2009, 09:32 AM
Emanuela
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Il 27/10/2009, Albertuan au travail ha detto :

> Guarda che la vacanza sarebbe fantastica sul serio, mica ti devi inventare
> chissà che!
> La controparte sarebbe Enzo?


si

> Digli che si "svecchi" e che smuova le chiappe


Posso chiedere a Mario di convincerlo.... :-D

E.

--
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  #22  
Old 10-27-2009, 09:39 AM
Albertuan au travail
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato
> Il 27/10/2009, Albertuan au travail ha detto :
>
>> Guarda che la vacanza sarebbe fantastica sul serio, mica ti devi inventare
>> chissà che!
>> La controparte sarebbe Enzo?

>
> si


Ma dai!!!!

>
>> Digli che si "svecchi" e che smuova le chiappe

>
> Posso chiedere a Mario di convincerlo.... :-D


O lo convince o lo uccide di argomentazioni :-D

A1

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  #23  
Old 10-27-2009, 10:27 AM
Ergo Sum
 
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Re: Riviera Maya - consigli



"Albertuan au travail" <albertuan@nacinacitours.to.invalid> ha scritto nel
messaggio news:hc612a$dd1$1@tdi.cu.mi.it...
> Quello strano tipo di Ergo Sum dopo arduo muoversi di neuroni ha
> dichiarato
>>
>> "carla polastro" <carlaTOpolastroGLIMI@inwind.it> ha scritto nel
>> messaggio news:7klumeF39i5rtU1@mid.individual.net...
>>> Emanuela wrote:
>>>
>>>> Attendo commenti.
>>>
>>> A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque...
>>>

>>
>> cosa c'è di bello a palenque?

>
> Stai babbiando vero????????????????? O__O
>

ehm no
non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque, quindi mi
sono incuriosito

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  #24  
Old 10-27-2009, 10:33 AM
carla polastro
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Ergo Sum wrote:

> ehm no
> non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque, quindi mi
> sono incuriosito


Giuro che credevo anch'io che stessi scherzando.:-)

http://it.wikipedia.org/wiki/Palenque

http://whc.unesco.org/en/list/411

Ciao,

Carla


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  #25  
Old 10-27-2009, 10:37 AM
Bnx
 
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Re: Riviera Maya - consigli

Ergo Sum ha scritto:

> ehm no
> non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque, quindi > mi

sono incuriosito

Se sei sempre curioso e ti va di leggere, ti posto di seguito il mio
resoconto su Palenque, dove aldilà della mia esperienza personale,
troverai alcune informazioni su quello che è a mio avviso il più bel sito
Maya:


L’indomani lasciamo definitivamente San Cristobal de Las Casas, cittadina
che, malgrado i suoi evidenti contrasti a cui accennavo, ci è comunque
piaciuta molto, ed in cinque ore di autobus di linea raggiungiamo nel
primo pomeriggio il desolato paesino di Palenque. Con facilità reperiamo
un alloggio a buon mercato dove stazioneremo nei prossimi giorni, e dopo
una doverosa doccia, prendiamo al volo un colectivo, che in breve tempo
coprirà gli otto chilometri che separano il paese dalle rovine maya, vero
motivo che ci ha indotti a percorrere tanta strada, per giungere fin qui.
Nell’ultimo anno, ad eccezione di Copàn in Honduras, abbiamo visitato
quasi tutti i più celebri siti maya, eppure, dopo aver varcato l’ingresso
delle rovine archeologiche di Palenque, ed aver percorso poche decine di
metri, restiamo attoniti ed ammutoliti dinnanzi alla maestosità del
“Tempio delle Iscrizioni”, che troviamo sulla nostra destra, e del
“Palazzo”, il quale si erge imponente di fronte a noi. L’ubicazione di
Palenque è a dir poco sensazionale. L’intero complesso si sviluppa su una
superficie enorme, tuttavia, grazie al disboscamento praticato unicamente
attorno alle principali rovine, sono accessibili facilmente solo le aeree
centrali dove ci troviamo ora, le quali occupano una minima parte
dell’intera zona in cui si estende il sito, mentre tutto il resto è
coperto da una fittissima ed impenetrabile vegetazione tropicale, in
attesa che in futuro, i fondi economici saranno sufficienti per
permettere agli archeologi chissà quante altre sensazionali scoperte. Poco
dopo le quindici, ci accingiamo a salire il primo dei 69 gradini che
compongono la scalinata centrale del Tempio delle Iscrizioni, il quale si
eleva di circa 23 metri dal suolo. La fatica dovuta all’ascesa, complice
senza dubbio il notevole tasso di umidità presente, è ripagata dalla
sublime visuale che godiamo dalla sommità di questa piramide, la quale ci
offre tra l’altro una spettacolare vista sul sottostante “Palazzo”,
complesso monumentale di notevole bellezza e frutto di almeno un paio di
secoli di complesse attività architettoniche. Il tempio su cui ci
troviamo, deve il proprio nome al ritrovamento sulla sua sommità di tre
serie di iscrizioni, ognuna delle quali è costituita da lastre finemente
incise da glifi. Ma la più grande scoperta effettuata a Palenque, fu senza
dubbio quella della cripta sotterranea presente nello stesso tempio e,
mentre scendiamo lentamente i 67 ripidi scalini che conducono alla stessa,
soffocando letteralmente dal caldo e grondando di sudore, proviamo ad
immaginare cosa possa aver provato nel 1959 l’archeologo messicano Alberto
Ruz Lhuillier, quando scoprì la scala che stiamo discendendo, allora
sepolta da pietrisco, ed ai piedi della quale c’era un passaggio sbarrato.
Gli archeologi lavorarono ben tre anni in quello stesso passaggio, fino a
quando poterono entrare nella camera sepolcrale di Pakal, re che governò
per una settantina d’anni, portando la città di Palenque ai suoi massimi
fasti. Il corpo del sovrano era coperto da un lastrone finemente scolpito
pesante ben cinque tonnellate, che richiese una settimana di duro lavoro
per riuscire a sollevarlo, prima di trovare le spoglie del leggendario re,
assieme al suo prezioso corredo funerario, costituito da un pregevole
diadema e da una sublime maschera di giada a mosaico, che abbiamo potuto
ammirare qualche settimana fa nel museo di antropologia di Città del
Messico. La scoperta di Lhuillier fu sensazionale a livello archeologico,
perché permise di sfatare la credenza secondo cui le piramidi maya
servissero unicamente a scopi cerimoniali, mentre la cripta di Pakal ha
permesso di conoscerle anche in veste di camere sepolcrali. Visitata la
cripta, chiusa da un cancello di ferro, ed illuminata appositamente da un
faro, facciamo un piccolo giro orientativo tra le rovine, perché si sta
avvicinando l’orario di chiusura del sito, a cui dedicheremo l’intera
giornata di domani, come del resto merita. Il giorno seguente infatti,
alle otto in punto, entriamo nuovamente in questa antica città maya,
visitando con la dovuta calma le sue tante costruzioni. Prima tra tutte il
“Palazzo”, labirinto di stanze e corridoi, elevato su una piattaforma di
dieci metri di altezza, e di quasi cento di lunghezza, nel quale sono
presenti pregevoli figure in stucco e varie iscrizioni, e dove spicca la
sua torre a quattro piani, la quale si pensa servisse come osservatorio ai
sapienti astronomi maya. Poi è la volta dei templi del cosiddetto “gruppo
della croce” e di altre costruzioni minori che si snodano nell’area del
sito, tutte altrettanto suggestive, degne di nota, ed attorno alle quali
non c’è però anima viva, ma forse il bello della visita che stiamo
compiendo è proprio questo, ovvero poter contemplare in perfetta
solitudine queste autentiche meraviglie architettoniche, edificate secoli
fa da uno dei più affascinanti popoli di tutti tempi. Così, ci spostiamo
tra le rovine più isolate, vivendo un’esperienza da novelli indiana jones,
ed addentrandoci quindi anche nella circostante foresta che lambisce
l’area principale del complesso archeologico, dove dietro ogni albero si
nasconde una fatiscente costruzione, senza dubbio meritevole di restauro,
dove la vegetazione diventa a tratti così fitta da impedire ai raggi del
sole di filtrare, dove le scimmie urlatrici, autentiche protagoniste di
questa selva tropicale, sembrano divertirsi a dettare la colonna sonora in
questa suggestiva parte di mondo, che stiamo intensamente assaporando.
Proviamo a risalire il corso del Rio Otolum, poco più che un torrente in
piena, il quale forma però spesso all’interno della foresta delle
affascinanti cascatelle, che sembrano non stonare affatto in questo
attraente contesto in cui ci troviamo, costituito da una fittissima
vegetazione tropicale che ricopre quasi inghiottendo alcune piccole
misteriose rovine, scale in pietra che emergono come per incanto dal suolo
fangoso, mille versi misteriosi, appartenenti ad animali più o meno
conosciuti. Anche questo è Palenque, senza dubbio una delle città maya tra
le più affascinanti, tra quelle visitate. Dopo aver trascorso l’intera
giornata tra le rovine, poco dopo le diciassette torniamo in paese,
fermandoci presso un’agenzia locale, al fine di acquistare i biglietti per
il trasporto alle cascate di Misol-ha ed Agua Azul, che vorremmo visitare
domani. All’interno però, ci si profila l’opportunità di visitare un altro
sito maya, Bonampak, ubicato in piena selva lacandona. Due anziani turisti
tedeschi vorrebbero recarvisi domani mattina, ma la spesa è alta, ed il
proprietario dell’agenzia ci propone di dividerla con loro: 80 dollari usa
a testa, per volare su un aereo a quattro posti alla volta di questa città
isolata nella giungla e tornare in giornata a Palenque. Ci consultiamo
rapidamente, abbiamo ancora diversi giorni di viaggio davanti a noi e come
sempre abbiamo già sforato il budget, ma l’opportunità è allettante, ed in
fondo, anche se costosa, non ci ridurrà certo sul lastrico. Accettiamo,
domani effettueremo questa visita non preventivata, ma di sicuro fascino,
allungando quindi di un giorno in più il nostro soggiorno nel Chiapas. Il
giorno seguente, nel primo pomeriggio, eccoci quindi a bordo di questo
piccolo velivolo in compagnia dei due tedeschi. I due anziani coniugi sono
simpatici e ci raccontano della propria passione per le civiltà
mesoamericane. In poco più di mezz’ora copriamo i quasi 180 chilometri che
separano Bonampak da Palenque, ammirando dall’alto un monotono panorama
costituito da una fittissima selva. Il piccolo giocattolo alato vira sopra
alcune rovine, Yaxchilan a quanto ci dicono, peccato davvero non poterle
annoverare nella visita odierna, ma l’accoppiata costava veramente troppo,
malgrado la notevole vicinanza tra i due siti. In breve atterriamo nella
foresta, quasi radendo le cime degli alberi. Durante il lungo tragitto che
si snoda dall’ingresso fino alle rovine, dobbiamo ricorrere immediatamente
a massicce spruzzate di Autan, per impedire alle fameliche zanzare che
sembrano proliferare da queste parti, di ridurci la pelle a qualcosa che
somigli ad un colabrodo. Il sito di Bonampak non colpisce certo per la
maestosità dei suoi monumenti. Si sviluppa attorno ad una circoscritta
area disboscata dalla forma rettangolare, chiamata “Grande Piazza”, i cui
lati, contornati da nove spogli edifici, misureranno nemmeno un centinaio
di metri. Sulla parte nord della Grande Piazza spicca una collinetta
(acropoli) terrazzata, sulla quale ci sono alcuni piccoli templi, tra
l’altro abbastanza fatiscenti. Andando verso l’acropoli, s’incontrano tre
stele, nella prima delle quali, alta quasi sei metri, è raffigurato Chan
Muan II, il sovrano di Bonampak, mentre nelle altre due sono incise scene
più cruente, con lo stesso sovrano che esibisce una testa tagliata e dei
prigionieri di guerra. Ad esser sinceri, a parte l’affascinante contesto
in cui sorge, il sito non è architettonicamente un granché, niente quindi
a che vedere con gli altri che abbiamo visitato tra Messico e Guatemala,
ma riveste un ruolo di primaria importanza nell’archeologia maya, a causa
delle pitture contenute in un piccolo tempio sulla destra dell’acropoli,
che ci accingiamo a visitare. Sembra che Bonampak debba la sua scoperta ad
un obiettore di conoscenza statunitense, il quale si rifugiò nel 1946 in
un piccolo villaggio del Chiapas e strinse amicizia con un giovane
lacandone, divenendo in breve un membro della comunità stessa, composta da
poco più di duecento individui. Frey, questo è il nome del giovane yankee,
venne quindi in seguito a conoscenza di questo antichissimo centro
cerimoniale sepolto nella giungla, dove fu condotto dagli stessi
lacandoni. Il giovane avvertì le autorità messicane dell’importante
ritrovamento, ma non ottenne grandi consensi, probabilmente a causa
dell’inaccessibilità del luogo, tanto da organizzare personalmente nel
1949 una spedizione sponsorizzata dall’Istituto Nazionale Messicano delle
Belle Arti. Charles Frey stesso, perse però la vita nella medesima
spedizione, annegando nelle impetuose acque del rio Lacanha, ma la città
di Bonampak aprì le proprie porte al mondo dell’archeologia. Sulla prima
terrazza dell’acropoli, visitiamo quindi il piccolo “Tempio delle
pitture”, a cui il sito deve la propria fama. Nelle tre stanze interne,
non comunicanti tra loro, ci sono una serie infinita di affreschi
policromi, che raffigurano i momenti salienti della vita del regno, come
l’incoronazione del sovrano, scene di una violenta battaglia e la
celebrazione della vittoria, con dipinti cruenti di sacrifici dei
prigionieri, a cui viene strappato il cuore per offrirlo alle divinità, e
di autosacrifici, in cui il re e la sua corte, si fanno passare una
cordicella attraverso la lingua. Bonampak segnò una svolta determinante
nello studio dei maya, poiché le pitture presenti nelle tre stanze, hanno
fatto definitivamente cadere l’ipotesi che gli stessi fossero un popolo
pacifico. Purtroppo i colori sono assai sbiaditi, considerato che fu fatto
dagli archeologi l’errore imperdonabile di lavare le pareti con il
kerosene, dopo aver grattato il calcare depositatosi sugli affreschi nel
corso degli anni. Il kerosene sbiadì notevolmente gli affreschi, ed
accelerò il deterioramento delle mura del tempio. Trascorriamo diverso
tempo contemplando queste pitture, ed in un paio d’ore complessive
visitiamo l’intero sito, concordando comunque sul fatto che è valsa la
pena visitarlo. Atterriamo a Palenque nel tardo pomeriggio, soddisfatti di
quest’altra giornata trascorsa nelle magie di questo bellissimo stato
messicano. Il giorno dopo partiamo alla volta delle cascate di Misol-ha ed
Agua Azul, come da nostri programmi iniziali. Effettuiamo la visita a
bordo di un colectivo, che ci consente di effettuare l’escursione in piena
autonomia, pagando solo il trasporto. Visitiamo dapprima le cascate di
Misol-ha, dove ci fermiamo però brevemente, meno di un’ora, ammirando il
bel salto d’acqua di oltre 30 metri, ed il laghetto sottostante, ubicati
in un contesto naturalistico di rara bellezza. Ci spostiamo
successivamente ad Agua Azul, dove in pratica stiamo gran parte della
giornata. Il posto è altamente spettacolare e comprende oltre 500
impetuose cascate di varie dimensioni, che si susseguono lungo la discesa
del rio Yax Ha, il quale scorre interamente circondato da una
lussureggiante vegetazione tropicale. Decidiamo di risalire il corso del
fiume, effettuando una piacevole passeggiata sulla sua sponda sinistra, ed
osservando con meraviglia un paesaggio che alterna delle zone erbose a dei
piccoli campi coltivati, intervallati da tratti in cui la foresta pluviale
prende il sopravvento, con i mille rumori di sottofondo che la
contraddistinguono, mischiati al fragore delle impetuose acque. Man mano
che ci allontaniamo, i turisti si dilatano, fino a rimanere praticamente
soli in questo piccolo trionfo della natura. Lungo il percorso,
incontriamo saltuariamente delle spoglie capanne, e qualche bambino che
scende a vendere frutta o piccoli oggetti di artigianato. Un piccolo
gruppetto ci chiede con fare aggressivo dei “cicle”, e non ricevendo
risposta positiva da parte nostra, inizia a tirarci delle pietre, ed a
gridarci delle parole davvero incomprensibili. Hanno ragione anche loro.
Dopo aver camminato per almeno un paio d’ore, ci accampiamo in una piccola
radura, dove il fiume scorre placidamente e nel quale il silenzio è rotto
unicamente dal cinguettio di mille invisibili uccelli. Momenti magici.
Vorrei rimanere qui in eterno, lontano da tutto e tutti. Peccato solo che,
a causa delle abbondanti piogge che cadono in questa stagione, le acque,
anziché essere azzurrognole, come dal nome stesso delle cascate, siano di
un colore simile ad un caffellatte. Già, le piogge di stagione, decidono
di ricordarsi anche di noi e della nostra fortuna, che ci assistito
finora. Giù quindi una sorta di diluvio universale, che non ci lascia
scampo. Via con una folle corsa in discesa, fermandoci ogni tanto sotto
qualche albero, o in prossimità di un capanno, sperando che possa cessare.
Il cielo però è di un cupo che non lascia dubbi e via dunque, di nuovo a
correre, bagnandoci come pulcini, malgrado la protezione dei keyway. Piede
del sottoscritto in fuorigioco e scivolone di almeno tre metri lungo la
fanghiglia, con relative risate di entrambi, sotto dei gettiti d’acqua
degni delle cascate in cui ci troviamo. Torniamo nel tardo pomeriggio al
paesino di Palenque. Ultima mediocre cena, qui abbiamo sempre mangiato
male, cosa strana per noi in Messico. Domani, in un paio d’ore di autobus
raggiungeremo Villahermosa, da cui poi ci sposteremo nello Yucatan e
Quintana Roo per qualche giorno di mare, a degna conclusione di questo
lungo viaggio. Questa settimana dedicata al Chiapas è trascorsa
velocemente, troppo, tanto che lasciamo questo stato sentendo che qualcosa
ci manca e provando uno spiacevole senso d’incompletezza, misto al normale
rammarico. Spero davvero che la sua gente possa avere miglior sorte in
futuro, che possa alzare la testa dopo secoli di soprusi ed oppressioni,
anche se in cuor mio so che è una speranza vana, purtroppo utopica. Ce ne
andiamo davvero a malincuore. Questa terra ci rimarrà dentro lo so, spero
un giorno di tornarci, di poter passeggiare ancora tra le lastricate
stradine coloniali dei suoi paesi, di visitare i villaggi della sua gente,
di perdermi nella sua inebriante natura, di ammirare, ancora una volta, i
mille colori del Chiapas.





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Reply With Quote
  #26  
Old 10-28-2009, 09:52 AM
tile
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Bnx wrote:
> Ergo Sum ha scritto:
>
>> ehm no
>> non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque,
>> quindi > mi sono incuriosito

>
> Se sei sempre curioso e ti va di leggere, ti posto di seguito il mio
> resoconto su Palenque, dove aldilà della mia esperienza personale,
> troverai alcune informazioni su quello che è a mio avviso il più bel
> sito Maya:
>
>
> L'indomani lasciamo definitivamente San Cristobal de Las Casas,
> cittadina che, malgrado i suoi evidenti contrasti a cui accennavo, ci
> è comunque piaciuta molto, ed in cinque ore di autobus di linea
> raggiungiamo nel primo pomeriggio il desolato paesino di Palenque.
> Con facilità reperiamo un alloggio a buon mercato dove stazioneremo
> nei prossimi giorni, e dopo una doverosa doccia, prendiamo al volo un
> colectivo, che in breve tempo coprirà gli otto chilometri che
> separano il paese dalle rovine maya, vero motivo che ci ha indotti a
> percorrere tanta strada, per giungere fin qui. Nell'ultimo anno, ad
> eccezione di Copàn in Honduras, abbiamo visitato quasi tutti i più
> celebri siti maya, eppure, dopo aver varcato l'ingresso delle rovine
> archeologiche di Palenque, ed aver percorso poche decine di metri,
> restiamo attoniti ed ammutoliti dinnanzi alla maestosità del "Tempio
> delle Iscrizioni", che troviamo sulla nostra destra, e del "Palazzo",
> il quale si erge imponente di fronte a noi. L'ubicazione di Palenque
> è a dir poco sensazionale. L'intero complesso si sviluppa su una
> superficie enorme, tuttavia, grazie al disboscamento praticato
> unicamente attorno alle principali rovine, sono accessibili
> facilmente solo le aeree centrali dove ci troviamo ora, le quali
> occupano una minima parte dell'intera zona in cui si estende il sito,
> mentre tutto il resto è coperto da una fittissima ed impenetrabile
> vegetazione tropicale, in attesa che in futuro, i fondi economici
> saranno sufficienti per permettere agli archeologi chissà quante
> altre sensazionali scoperte. Poco dopo le quindici, ci accingiamo a
> salire il primo dei 69 gradini che compongono la scalinata centrale
> del Tempio delle Iscrizioni, il quale si eleva di circa 23 metri dal
> suolo. La fatica dovuta all'ascesa, complice senza dubbio il notevole
> tasso di umidità presente, è ripagata dalla sublime visuale che
> godiamo dalla sommità di questa piramide, la quale ci offre tra
> l'altro una spettacolare vista sul sottostante "Palazzo", complesso
> monumentale di notevole bellezza e frutto di almeno un paio di secoli
> di complesse attività architettoniche. Il tempio su cui ci troviamo,
> deve il proprio nome al ritrovamento sulla sua sommità di tre serie
> di iscrizioni, ognuna delle quali è costituita da lastre finemente
> incise da glifi. Ma la più grande scoperta effettuata a Palenque, fu
> senza dubbio quella della cripta sotterranea presente nello stesso
> tempio e, mentre scendiamo lentamente i 67 ripidi scalini che
> conducono alla stessa, soffocando letteralmente dal caldo e grondando
> di sudore, proviamo ad immaginare cosa possa aver provato nel 1959
> l'archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier, quando scoprì la scala
> che stiamo discendendo, allora sepolta da pietrisco, ed ai piedi
> della quale c'era un passaggio sbarrato. Gli archeologi lavorarono
> ben tre anni in quello stesso passaggio, fino a quando poterono
> entrare nella camera sepolcrale di Pakal, re che governò per una
> settantina d'anni, portando la città di Palenque ai suoi massimi
> fasti. Il corpo del sovrano era coperto da un lastrone finemente
> scolpito pesante ben cinque tonnellate, che richiese una settimana di
> duro lavoro per riuscire a sollevarlo, prima di trovare le spoglie
> del leggendario re, assieme al suo prezioso corredo funerario,
> costituito da un pregevole diadema e da una sublime maschera di giada
> a mosaico, che abbiamo potuto ammirare qualche settimana fa nel museo
> di antropologia di Città del Messico. La scoperta di Lhuillier fu
> sensazionale a livello archeologico, perché permise di sfatare la
> credenza secondo cui le piramidi maya servissero unicamente a scopi
> cerimoniali, mentre la cripta di Pakal ha permesso di conoscerle
> anche in veste di camere sepolcrali. Visitata la cripta, chiusa da un
> cancello di ferro, ed illuminata appositamente da un faro, facciamo
> un piccolo giro orientativo tra le rovine, perché si sta avvicinando
> l'orario di chiusura del sito, a cui dedicheremo l'intera giornata di
> domani, come del resto merita. Il giorno seguente infatti, alle otto
> in punto, entriamo nuovamente in questa antica città maya, visitando
> con la dovuta calma le sue tante costruzioni. Prima tra tutte il
> "Palazzo", labirinto di stanze e corridoi, elevato su una piattaforma
> di dieci metri di altezza, e di quasi cento di lunghezza, nel quale
> sono presenti pregevoli figure in stucco e varie iscrizioni, e dove
> spicca la sua torre a quattro piani, la quale si pensa servisse come
> osservatorio ai sapienti astronomi maya. Poi è la volta dei templi
> del cosiddetto "gruppo della croce" e di altre costruzioni minori che
> si snodano nell'area del sito, tutte altrettanto suggestive, degne di
> nota, ed attorno alle quali non c'è però anima viva, ma forse il
> bello della visita che stiamo compiendo è proprio questo, ovvero
> poter contemplare in perfetta solitudine queste autentiche meraviglie
> architettoniche, edificate secoli fa da uno dei più affascinanti
> popoli di tutti tempi. Così, ci spostiamo tra le rovine più isolate,
> vivendo un'esperienza da novelli indiana jones, ed addentrandoci
> quindi anche nella circostante foresta che lambisce l'area principale
> del complesso archeologico, dove dietro ogni albero si nasconde una
> fatiscente costruzione, senza dubbio meritevole di restauro, dove la
> vegetazione diventa a tratti così fitta da impedire ai raggi del sole
> di filtrare, dove le scimmie urlatrici, autentiche protagoniste di
> questa selva tropicale, sembrano divertirsi a dettare la colonna
> sonora in questa suggestiva parte di mondo, che stiamo intensamente
> assaporando. Proviamo a risalire il corso del Rio Otolum, poco più
> che un torrente in piena, il quale forma però spesso all'interno
> della foresta delle affascinanti cascatelle, che sembrano non stonare
> affatto in questo attraente contesto in cui ci troviamo, costituito
> da una fittissima vegetazione tropicale che ricopre quasi
> inghiottendo alcune piccole misteriose rovine, scale in pietra che
> emergono come per incanto dal suolo fangoso, mille versi misteriosi,
> appartenenti ad animali più o meno conosciuti. Anche questo è
> Palenque, senza dubbio una delle città maya tra le più affascinanti,
> tra quelle visitate. Dopo aver trascorso l'intera giornata tra le
> rovine, poco dopo le diciassette torniamo in paese, fermandoci presso
> un'agenzia locale, al fine di acquistare i biglietti per il trasporto
> alle cascate di Misol-ha ed Agua Azul, che vorremmo visitare domani.
> All'interno però, ci si profila l'opportunità di visitare un altro
> sito maya, Bonampak, ubicato in piena selva lacandona. Due anziani
> turisti tedeschi vorrebbero recarvisi domani mattina, ma la spesa è
> alta, ed il proprietario dell'agenzia ci propone di dividerla con
> loro: 80 dollari usa a testa, per volare su un aereo a quattro posti
> alla volta di questa città isolata nella giungla e tornare in
> giornata a Palenque. Ci consultiamo rapidamente, abbiamo ancora
> diversi giorni di viaggio davanti a noi e come sempre abbiamo già
> sforato il budget, ma l'opportunità è allettante, ed in fondo, anche
> se costosa, non ci ridurrà certo sul lastrico. Accettiamo, domani
> effettueremo questa visita non preventivata, ma di sicuro fascino,
> allungando quindi di un giorno in più il nostro soggiorno nel
> Chiapas. Il giorno seguente, nel primo pomeriggio, eccoci quindi a
> bordo di questo piccolo velivolo in compagnia dei due tedeschi. I due
> anziani coniugi sono simpatici e ci raccontano della propria passione
> per le civiltà mesoamericane. In poco più di mezz'ora copriamo i
> quasi 180 chilometri che separano Bonampak da Palenque, ammirando
> dall'alto un monotono panorama costituito da una fittissima selva. Il
> piccolo giocattolo alato vira sopra alcune rovine, Yaxchilan a quanto
> ci dicono, peccato davvero non poterle annoverare nella visita
> odierna, ma l'accoppiata costava veramente troppo, malgrado la
> notevole vicinanza tra i due siti. In breve atterriamo nella foresta,
> quasi radendo le cime degli alberi. Durante il lungo tragitto che si
> snoda dall'ingresso fino alle rovine, dobbiamo ricorrere
> immediatamente a massicce spruzzate di Autan, per impedire alle
> fameliche zanzare che sembrano proliferare da queste parti, di
> ridurci la pelle a qualcosa che somigli ad un colabrodo. Il sito di
> Bonampak non colpisce certo per la maestosità dei suoi monumenti. Si
> sviluppa attorno ad una circoscritta area disboscata dalla forma
> rettangolare, chiamata "Grande Piazza", i cui lati, contornati da
> nove spogli edifici, misureranno nemmeno un centinaio di metri. Sulla
> parte nord della Grande Piazza spicca una collinetta (acropoli)
> terrazzata, sulla quale ci sono alcuni piccoli templi, tra l'altro
> abbastanza fatiscenti. Andando verso l'acropoli, s'incontrano tre
> stele, nella prima delle quali, alta quasi sei metri, è raffigurato
> Chan Muan II, il sovrano di Bonampak, mentre nelle altre due sono
> incise scene più cruente, con lo stesso sovrano che esibisce una
> testa tagliata e dei prigionieri di guerra. Ad esser sinceri, a parte
> l'affascinante contesto in cui sorge, il sito non è
> architettonicamente un granché, niente quindi a che vedere con gli
> altri che abbiamo visitato tra Messico e Guatemala, ma riveste un
> ruolo di primaria importanza nell'archeologia maya, a causa delle
> pitture contenute in un piccolo tempio sulla destra dell'acropoli,
> che ci accingiamo a visitare. Sembra che Bonampak debba la sua
> scoperta ad un obiettore di conoscenza statunitense, il quale si
> rifugiò nel 1946 in un piccolo villaggio del Chiapas e strinse
> amicizia con un giovane lacandone, divenendo in breve un membro della
> comunità stessa, composta da poco più di duecento individui. Frey,
> questo è il nome del giovane yankee, venne quindi in seguito a
> conoscenza di questo antichissimo centro cerimoniale sepolto nella
> giungla, dove fu condotto dagli stessi lacandoni. Il giovane avvertì
> le autorità messicane dell'importante ritrovamento, ma non ottenne
> grandi consensi, probabilmente a causa dell'inaccessibilità del
> luogo, tanto da organizzare personalmente nel 1949 una spedizione
> sponsorizzata dall'Istituto Nazionale Messicano delle Belle Arti.
> Charles Frey stesso, perse però la vita nella medesima spedizione,
> annegando nelle impetuose acque del rio Lacanha, ma la città di
> Bonampak aprì le proprie porte al mondo dell'archeologia. Sulla prima
> terrazza dell'acropoli, visitiamo quindi il piccolo "Tempio delle
> pitture", a cui il sito deve la propria fama. Nelle tre stanze
> interne, non comunicanti tra loro, ci sono una serie infinita di
> affreschi policromi, che raffigurano i momenti salienti della vita
> del regno, come l'incoronazione del sovrano, scene di una violenta
> battaglia e la celebrazione della vittoria, con dipinti cruenti di
> sacrifici dei prigionieri, a cui viene strappato il cuore per
> offrirlo alle divinità, e di autosacrifici, in cui il re e la sua
> corte, si fanno passare una cordicella attraverso la lingua. Bonampak
> segnò una svolta determinante nello studio dei maya, poiché le
> pitture presenti nelle tre stanze, hanno fatto definitivamente cadere
> l'ipotesi che gli stessi fossero un popolo pacifico. Purtroppo i
> colori sono assai sbiaditi, considerato che fu fatto dagli archeologi
> l'errore imperdonabile di lavare le pareti con il kerosene, dopo aver
> grattato il calcare depositatosi sugli affreschi nel corso degli
> anni. Il kerosene sbiadì notevolmente gli affreschi, ed accelerò il
> deterioramento delle mura del tempio. Trascorriamo diverso tempo
> contemplando queste pitture, ed in un paio d'ore complessive
> visitiamo l'intero sito, concordando comunque sul fatto che è valsa
> la pena visitarlo. Atterriamo a Palenque nel tardo pomeriggio,
> soddisfatti di quest'altra giornata trascorsa nelle magie di questo
> bellissimo stato messicano. Il giorno dopo partiamo alla volta delle
> cascate di Misol-ha ed Agua Azul, come da nostri programmi iniziali.
> Effettuiamo la visita a bordo di un colectivo, che ci consente di
> effettuare l'escursione in piena autonomia, pagando solo il
> trasporto. Visitiamo dapprima le cascate di Misol-ha, dove ci
> fermiamo però brevemente, meno di un'ora, ammirando il bel salto
> d'acqua di oltre 30 metri, ed il laghetto sottostante, ubicati in un
> contesto naturalistico di rara bellezza. Ci spostiamo successivamente
> ad Agua Azul, dove in pratica stiamo gran parte della giornata. Il
> posto è altamente spettacolare e comprende oltre 500 impetuose
> cascate di varie dimensioni, che si susseguono lungo la discesa del
> rio Yax Ha, il quale scorre interamente circondato da una
> lussureggiante vegetazione tropicale. Decidiamo di risalire il corso
> del fiume, effettuando una piacevole passeggiata sulla sua sponda
> sinistra, ed osservando con meraviglia un paesaggio che alterna delle
> zone erbose a dei piccoli campi coltivati, intervallati da tratti in
> cui la foresta pluviale prende il sopravvento, con i mille rumori di
> sottofondo che la contraddistinguono, mischiati al fragore delle
> impetuose acque. Man mano che ci allontaniamo, i turisti si dilatano,
> fino a rimanere praticamente soli in questo piccolo trionfo della
> natura. Lungo il percorso, incontriamo saltuariamente delle spoglie
> capanne, e qualche bambino che scende a vendere frutta o piccoli
> oggetti di artigianato. Un piccolo gruppetto ci chiede con fare
> aggressivo dei "cicle", e non ricevendo risposta positiva da parte
> nostra, inizia a tirarci delle pietre, ed a gridarci delle parole
> davvero incomprensibili. Hanno ragione anche loro. Dopo aver
> camminato per almeno un paio d'ore, ci accampiamo in una piccola
> radura, dove il fiume scorre placidamente e nel quale il silenzio è
> rotto unicamente dal cinguettio di mille invisibili uccelli. Momenti
> magici. Vorrei rimanere qui in eterno, lontano da tutto e tutti.
> Peccato solo che, a causa delle abbondanti piogge che cadono in
> questa stagione, le acque, anziché essere azzurrognole, come dal nome
> stesso delle cascate, siano di un colore simile ad un caffellatte.
> Già, le piogge di stagione, decidono di ricordarsi anche di noi e
> della nostra fortuna, che ci assistito finora. Giù quindi una sorta
> di diluvio universale, che non ci lascia scampo. Via con una folle
> corsa in discesa, fermandoci ogni tanto sotto qualche albero, o in
> prossimità di un capanno, sperando che possa cessare. Il cielo però è
> di un cupo che non lascia dubbi e via dunque, di nuovo a correre,
> bagnandoci come pulcini, malgrado la protezione dei keyway. Piede del
> sottoscritto in fuorigioco e scivolone di almeno tre metri lungo la
> fanghiglia, con relative risate di entrambi, sotto dei gettiti
> d'acqua degni delle cascate in cui ci troviamo. Torniamo nel tardo
> pomeriggio al paesino di Palenque. Ultima mediocre cena, qui abbiamo
> sempre mangiato male, cosa strana per noi in Messico. Domani, in un
> paio d'ore di autobus raggiungeremo Villahermosa, da cui poi ci
> sposteremo nello Yucatan e Quintana Roo per qualche giorno di mare, a
> degna conclusione di questo lungo viaggio. Questa settimana dedicata
> al Chiapas è trascorsa velocemente, troppo, tanto che lasciamo questo
> stato sentendo che qualcosa ci manca e provando uno spiacevole senso
> d'incompletezza, misto al normale rammarico. Spero davvero che la sua
> gente possa avere miglior sorte in futuro, che possa alzare la testa
> dopo secoli di soprusi ed oppressioni, anche se in cuor mio so che è
> una speranza vana, purtroppo utopica. Ce ne andiamo davvero a
> malincuore. Questa terra ci rimarrà dentro lo so, spero un giorno di
> tornarci, di poter passeggiare ancora tra le lastricate stradine
> coloniali dei suoi paesi, di visitare i villaggi della sua gente, di
> perdermi nella sua inebriante natura, di ammirare, ancora una volta,
> i mille colori del Chiapas.


nei pressi di Palenque c'e' una zona paludosa protetta, e c'e' la
possibilita' di fare qualche bella escursione su una delle lance che
attendono i pochi turisti che arrivano da queste parti. Mi pare che il luogo
si chiami LAGUNAS

dato il costo irrisorio di un colectivo da Palenque, e del noleggio di una
lancia, vale veramente la pena fare questa escursione.

Occhio che spesso Palenque va sott'acqua.. e che il sito rimane chiuso per
qualche tempo.

Mi risulta che la Tomba di Pakla sia chiusa .. e che non esista una data
per la riapertura.
sono stato 3 volte a Palenque e nn sono mai risucito a visitarla.
Gli Indios Lacandoni sono quelli vestiti di bianco..


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  #27  
Old 10-28-2009, 10:45 AM
tile
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

Emanuela wrote:
> Eccomi qua.
>
> Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per
> andare a zonzo nel mondo!! :-)
>
> Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010.
>
> Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg
>
> Area di interesse Penisola dello Yucatan
>
> L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o
> nell'altro (scalo a DeFe) a Cancun, noleggiare un'auto e da lì
> scendere in un posto bello a caso tra Tulum e Playa del Carmen. Farci
> base per girellare tra i vari siti archeologici per 6 giorni circa.
>
> Dopo di che arrivare by ferry a Cozumel e fare altri 6 giorni di
> svacco marino completo.
>
> Al termine, giro inverso ovvero Cozumel - Cancun (ev. DeFe) Milano.
>
> E' da pazzi?
> Fa schifo?
>
> Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo
> vecchi), non ce ne frega una cippa della vita notturna, al massimo un
> ristorantino, budget moderatamente al ribasso (c'è crisi).
>
> Attendo commenti.
>
> Saludos.
>
> E.


una buona compagnia per CANCUN diretto e' la Martinair, che fa anche prezzi
abbastanza umani. ( E' Olandese, ma si puo' predere il volo di coincidenza
dall'Italia, incluso nel prezzo)


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  #28  
Old 10-28-2009, 09:46 PM
Bnx
 
Posts: n/a
Re: Riviera Maya - consigli

"tile" ha scritto:

> sono stato 3 volte a Palenque e nn sono mai risucito a visitarla.


Pensa che sfiga, io ci sono stato una volta sola e ci sono sceso...

Ehm, tile, non è che io sia un fanatico della netiquette, intendiamoci, ma
il tuo fregarsene di certe regole, nonostante ti sia stato fatto notare in
più occasioni, a volta rasenta la stucchevolezza.
Possibile che per scrivere poche righe quoti una rece???
Inoltre, fai una cosa imho gradita nel postare determinate notizie, perchè
non citi mai la fonte delle stesse?

Bnx


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