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#1
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Riviera Maya - consigli
Eccomi qua.
Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare a zonzo nel mondo!! :-) Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010. Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg Area di interesse Penisola dello Yucatan L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o nell'altro (scalo a DeFe) a Cancun, noleggiare un'auto e da lì scendere in un posto bello a caso tra Tulum e Playa del Carmen. Farci base per girellare tra i vari siti archeologici per 6 giorni circa. Dopo di che arrivare by ferry a Cozumel e fare altri 6 giorni di svacco marino completo. Al termine, giro inverso ovvero Cozumel - Cancun (ev. DeFe) Milano. E' da pazzi? Fa schifo? Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo vecchi), non ce ne frega una cippa della vita notturna, al massimo un ristorantino, budget moderatamente al ribasso (c'è crisi). Attendo commenti. Saludos. E. -- Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti (Johnny Hart - B.C.) |
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#2
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Re: Riviera Maya - consigli
Emanuela ha scritto:
> Attendo commenti. Fare base sulla costa per visitare i siti archeologici non ha senso, poiché ti limiteresti a delle toccate e fuga, arrivandoci soprattutto in piena orda turistica. Tempo fa stilai un itinerario di massima per degli amici, tra l'altro postato anche qui su ihv in qualche occasione. Te lo riposto, tu guardalo, limalo, stringilo, allargalo, insomma, vedi tu, ma rappresenta imho un'ottima base su cui lavorare: Itinerario da vedere consultando e stampando le mappe presenti al sito http://www.maps-of-mexico.com/ cliccando sulla cartina virtuale Mexico State Maps. 1. Italia/Cancun. Arrivo in serata, pernottamento 2. Cancun/Chichén Itzà (circa 200 Km.). Visita del sito archeologico. Pernottamento in loco (io soggiornai qui:hotel Hacienda Chichén http://www.haciendachichen.com/) 3. Mattinata ancora nel sito archeologico. Chichén Itzà/Merida (circa 120 Km.). Pernottamento a Merida. 4. Escursione giornaliera alla Riserva della Biosfera Ria Celestun. Pernottamento a Merida. 5. Merida/Uxmal. Visita del sito archeologico. Pernottamento in loco hotel Hacienda Uxmal. http://www.mayaland.com/hotels.html#huxmal 6. Merida/Campeche (circa 290 Km.) Visita lungo il percorso degli altri siti Puuc e di Edznà. Pernottamento a Campeche. 7. Campeche/Chicannà. Pernottamento al Chicanna Ecovillage Resort od al Riobec Dreams 8. Visita della Calakmul Biosphere Reserve. Proseguimento per Chetumal. 9. Chetumal/Xcalak 10. Xcalak 11. Xcalak 12. Xcalak/Tulum 13. Tulum. Escursione a Cobà 14. Tulum. Escursione alla Sian Ka’an Riserve. 15. Tulum/Cancun/Italia Bnx -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#3
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Re: Riviera Maya - consigli
Emanuela wrote:
> Attendo commenti. A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque... Ciao Ema, Carla |
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#4
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Re: Riviera Maya - consigli
> E' da pazzi?
> Fa schifo? Stasera chiedo alla mia dolce metà e ti so dire: prima di trasferirsi per amore (mio) a Milano, ha vissuto 8 anni a Cancun, per cui qualche idea te la può dare! saluti Papera > Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo > vecchi), non ce ne frega una cippa della vita notturna, al massimo un > ristorantino, budget moderatamente al ribasso (c'è crisi). > > Attendo commenti. > > Saludos. > > E. > > -- > Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT > > Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti > (Johnny Hart - B.C.) > > |
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#5
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Re: Riviera Maya - consigli
Quello strano tipo di carla polastro dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato > Emanuela wrote: > >> Attendo commenti. > > A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque... > Quoto assolutamente. Per evitare inutili rotture di vecchie ossa, c'è sempre l'aereo (volo interno da Merida o Cancun). Inoltre anche l'idea di mettersi "fissi" sulla riviera per girare i siti Maya è da scartare, meglio (visto che prenderanno l'auto) alloggiare direttamente nei pressi. A1 -- Si, lo so, il mio indirizzo non è valido! Ti vedo sbavare dal desiderio di sfrucugliarmi gli zebedei in privato a1(chiocciola)ihv(dot)it |
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#6
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Re: Riviera Maya - consigli
Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato > Eccomi qua. > > Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare a > zonzo nel mondo!! :-) > > Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010. > > Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg Marzo periodo più meglio secondo io :-) Per il resto ho risposto in coda a Carla e non mi va di ripetermi :-))) A1 -- Si, lo so, il mio indirizzo non è valido! Ti vedo sbavare dal desiderio di sfrucugliarmi gli zebedei in privato a1(chiocciola)ihv(dot)it |
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#7
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Re: Riviera Maya - consigli
Albertuan au travail ha spiegato il 26/10/2009 :
> Inoltre anche l'idea di mettersi "fissi" sulla riviera per girare i siti Maya > è da scartare, meglio (visto che prenderanno l'auto) alloggiare direttamente > nei pressi. Mi attacco qui per ringraziare dei consigli. La domanda principale resta irrisolta. Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio tutti fa niente) i siti archeologici? La costa dite di no, ok, Merida allora? Qualche altra cittadina? e poi, non mi dite nulla di Cozumel? E. -- Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti (Johnny Hart - B.C.) |
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#8
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Re: Riviera Maya - consigli
"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:mn.d3de7d9a90fb4778.84824@gmail.com... > L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o nell'altro > (scalo a DeFe) a Cancun, noleggiare un'auto e da lì scendere in un posto > bello a caso tra Tulum e Playa del Carmen. Per i miei gusti non è che i posti belli abbondino, da quelle parti (mentre certamente abbondavano 20 anni fa), ma comunque troverete il modo di rilassarvi.. > Farci base per girellare tra i vari siti archeologici per 6 giorni circa. Scusa ma... che senso ha fare base in un posto per visitare cose che sono da tutt'altra parte, oltre tutto arrivandovi sotto il sole cocente e nell'ora di picco del turismo mordi&fuggi? Se prendete un'auto a noleggio usatela, sennò fermatevi in un resort e fine. In altri termini: se vi "accontentate" di Chichen Itzà e Uxmal tecnicamente si può fare, allo stesso modo in cui si può far base a Bologna per visitare un giorno Siena e la Val D'Orcia e il giorno dopo Venezia; si può, ma mi sembra infinitamente più furbo dormire una notte a Siena e una a Venezia. E poi facendo base in riviera vi perdereste quanto meno gli altri siti della Ruta Puuc e Palenque, non raggiungibile in day-trip, oltre naturalmente a tutte le cose più o meno in strada (dai vari cenotes a Campeche). > Dopo di che arrivare by ferry a Cozumel e fare altri 6 giorni di svacco > marino completo. Insomma: - primi sei giorni di svacco marino salvo un paio di sfacchinate insensate; - secondi sei giorni ancora svacco marino. > E' da pazzi? > Fa schifo? Imho un pochino sì... :-) > Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo > vecchi) Pregasi definire "trottole". Cambiare letto per 4-5 notti consecutive (o anche soltanto 2o 3, se saltate il pur splendido Palenque) al fine di vedere alcuni dei siti archeologici più belli del mondo, salvo poi riposarsi per successivi 6-9gg. di svacco totale, è "fare le trottole"? :-) Ciao Edoardo |
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#9
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Re: Riviera Maya - consigli
"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:mn.d4077d9a58a1ab05.84824@gmail.com... > Albertuan au travail ha spiegato il 26/10/2009 : > >> Inoltre anche l'idea di mettersi "fissi" sulla riviera per girare i siti >> Maya è da scartare, meglio (visto che prenderanno l'auto) alloggiare >> direttamente nei pressi. > > > > e poi, non mi dite nulla di Cozumel? secondo me Cozumel non vale la pena, a meno che non fai immersioni. se vuoi variare con il mare puoi andare a Isla Mujeres che tra l'altro è anche + vicina a Cancun (ferry breve a tiro di taxi dalla città) e non è male. il mare migliore è Tulum, comunque. mz |
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#10
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Re: Riviera Maya - consigli
Emanuela ha scritto:
> La domanda principale resta irrisolta. > Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo > traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio > tutti fa niente) i siti archeologici? Merida per i siti Maya e qualche destinazione sulla costa. > e poi, non mi dite nulla di Cozumel? Ti elenco di seguito le località (con breve descrizione annessa) che ho visitato nel Quintana Roo, vedi quale meglio ti aggrada: CANCUN è una città costruita a tavolino e, oltre ad offrire bel mare (il tratto di fronte all'Hotel El Pueblito è spettacolare, altri tratti possono essere anche bruttini), numerosi centri commerciali, locali, bar, ecc., offre ben poco. Ovviamente parlo della "zona hotelera" (la lunga striscia di sabbia sulla quale si estendono tutti gli alberghi che si affacciano sul mare), poichè alla fine della stessa vi è anche il paese vero e proprio, abitato prevalentemente dai messicani che lavorano negli alberghi. Qui ti consiglio di recarti a cena al ristorante "El tacolote" in Avenida Cobà, dove potrai mangiare per pochi pesos una grande grigliata di carne cotta all'istante ed il caratteristico e squisito "Tacos al pastor", nonchè altre prelibatezze locali. COZUMEL http://www.islacozumel.com.mx/ è quanto di meglio (o quasi) si possa trovare nel Quintana Roo in termini di snorkeling ed immersioni subacquee, ma latita abbastanza dal punto di vista delle spiagge, ed è un tantino più cara rispetto a tutte le altre destinazioni, essendo raggiunta da navi da crociera e da voli diretti proveniente dagli Stati Uniti e dal Canada. ISLA MUJERES http://www.isla-mujeres.net/ Se volete belle spiagge e possibilità di far snorkeling (non comunque ai livelli di Cozumel imho) senza allontanavi troppo da Cancun, Isla Mujeres è un buon posto, tra l'altro sicuramente pià economico e tranquillo, specie nel pomeriggio, quando i gitanti giornalieri provenienti da Cancun se ne sono andati. Il parco nazionale El Garrafon ti offre la possibilità di effettuare un discreto snorkeling, specie nelle prime ore del mattino. Playa Norte è una bellissima spiaggia con mare trasparente e fondale degradante lentamente verso il basso (v. foto) http://www.bnx.it/sea/slides/30.html Nel nostro periodo invernale, l'isola risente delle migrazioni dei turisti nordamericani, che di fatto l'inflazionano turisticamente, mentre nella nostra estate, paradossalmente, è molto più vivibile. AKUMAL http://www.locogringo.com/akumal/ http://www.info-akumal.com/ , Una via di mezzo tra Cozumel ed Isla Mujeres potrebbe essere senza dubbio Akumal, dove potreste effettuare un ottimo snorkeling e dove ci sono anche belle spiagge. TULUM http://www.tulum.com/ http://www.hotelstulum.com/ Tulum offre belle spiagge, ma il reef non è vicino a riva, ed il mare a volte può risultare un pò mosso. E' attualmente la destinazione più in voga per chi voglia sottrarsi alla mondanità statunitense di Cancun, ed italiana di Playa del Carmen, anche se è molto cambiata dall'epoca della mia visita, dove le uniche sistemazioni (a parte El Crucero motel) erano offerte dalle cabanas di Don Armando in cui soggiornai io e da un'altra di cui non ricordo il nome. A sud di Cancun, verso PUNTA ALLEN ci sono bellissime spiagge e posti relativamente isolati, adatti però molto a chi voglia estraniarsi dal mondo. XCALAK http://www.xcalak.info/ Altro posto bellissimo, isolato e difficile da raggiungere (un mezzo a noleggio è davvero consigliato in quel caso) è Xcalak, ai confini con il Belize, sul cui banco Chinchorro, ho fatto una delle più belle immersioni della mia vita. Bnx -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#11
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Re: Riviera Maya - consigli
Il 26/10/2009, Bnx ha detto :
> Emanuela ha scritto: > >> La domanda principale resta irrisolta. > >> Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo >> traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio >> tutti fa niente) i siti archeologici? > > Merida per i siti Maya e qualche destinazione sulla costa. > > Sei meglio di un assegno in banca! So sempre di poter contare su di te! Mille grazie per tutti i preziosi suggerimenti. Comincio a studiare. E. -- Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti (Johnny Hart - B.C.) |
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#12
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Re: Riviera Maya - consigli
"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:mn.d4077d9a58a1ab05.84824@gmail.com... > Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo > traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio > tutti fa niente) i siti archeologici? > > La costa dite di no, ok, > Merida allora? > Qualche altra cittadina? Non capisco. Avete l'auto a noleggio. Le strade sono larghe, comode, senza traffico. Per quale oscura e misteriossima ragione vorreste dormire sempre nello stesso posto???? Se proprio volete un Bignami (ovvero una versione ultra-soft) del valido itinerario di Bnx, potreste fare una notte a Chichen Itzà, quella successiva a Merida (o direttamente nei dintorni di Uxmal, se avete veramente fretta), poi una notte nei dintorni di Uxmal (da vedere nell'area anche qualcuno dei bei siti della Ruta Puuc), poi: - o 8-9 gg. di svacco in riviera maya; - o - ed è l'opzione che io preferirei - una notte a Campeche e - soprattutto - una notte a Palenque prima di darsi alle spiagge. Ciao Edoardo |
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#13
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Re: Riviera Maya - consigli
Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato > La domanda principale resta irrisolta. > > Dove possiamo fermarci a dormire, posto che non vogliamo > traslocare tutti i giorni, per vedere un po' (anche se non sono proprio tutti > fa niente) i siti archeologici? Ed io cito e quoto Edoardo: perchè no? > > La costa dite di no, ok, No no, se ti piace il mare la costa si, ma farci base fissa per visitare (chesso') Merida e/o Chichen è abbastanza assuro e scomodo. > Merida allora? Si. > Qualche altra cittadina? Valladolid. > > e poi, non mi dite nulla di Cozumel? No. E Palenque? Sicura sicura niente Palenque? A1 -- Arde in te il desiderio di scocciarmi in privato? Allora scarabocchia a1(chiocciola)ihv(punto)it |
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#14
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Re: Riviera Maya - consigli
Emanuela ha pensato forte :
> Eccomi qua. > > Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare a > zonzo nel mondo!! :-) > > Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010. > > Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg > > Area di interesse Penisola dello Yucatan ......... > Attendo commenti. Ema, anche io mi aggiungo al coro, IMHO non ha molto senso far sede fissa in un resort poi andare a fare 300km A/R per visitare un sito, quando potreste farlo tranquillamente come tappa di un giro, l'esempio fatto da Edoardo ovviamente è un paradosso ma rende bene l'idea :-) Seguite l'itinerario proposto da Benedetto, valutando molto molto seriamente l'idea di andare anche a Palenque. Diego :-) Besos Diego :-) |
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#15
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Re: Riviera Maya - consigli
"carla polastro" <carlaTOpolastroGLIMI@inwind.it> ha scritto nel messaggio news:7klumeF39i5rtU1@mid.individual.net... > Emanuela wrote: > >> Attendo commenti. > > A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque... > cosa c'è di bello a palenque? |
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#16
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Re: Riviera Maya - consigli
"Emanuela" <ema.at.ng@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:mn.d3de7d9a90fb4778.84824@gmail.com... > Eccomi qua. > > Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per andare a > zonzo nel mondo!! :-) > > Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010. > > Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg > > Area di interesse Penisola dello Yucatan > > L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o nell'altro > (scalo a DeFe) a Cancun.................. Mi aggancio a questo messaggio per chiedere se qualcuno conosce compagnie che volano direttamente su Cancun dall'Italia. Grazie per l'eventuale segnalazione. Ponkia |
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#17
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Re: Riviera Maya - consigli
Quello strano tipo di Ergo Sum dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato > > "carla polastro" <carlaTOpolastroGLIMI@inwind.it> ha scritto nel messaggio > news:7klumeF39i5rtU1@mid.individual.net... >> Emanuela wrote: >> >>> Attendo commenti. >> >> A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque... >> > > cosa c'è di bello a palenque? Stai babbiando vero????????????????? O__O A1 -- Arde in te il desiderio di scocciarmi in privato? Allora scarabocchia a1(chiocciola)ihv(punto)it |
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#18
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Re: Riviera Maya - consigli
Quello strano tipo di Ponkia dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato > > Mi aggancio a questo messaggio per chiedere se qualcuno conosce compagnie > che volano direttamente su Cancun dall'Italia. > Grazie per l'eventuale segnalazione. > Ponkia Che sappia io, diretti ci si arriva solo con dei charter. A1 -- Non resisti all'insano desiderio di scrivermi in privato? a1(at)ihv(punto)it |
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#19
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Re: Riviera Maya - consigli
Edoardo Vancini ci ha detto :
> > Non capisco. > Avete l'auto a noleggio. > Le strade sono larghe, comode, senza traffico. > Per quale oscura e misteriossima ragione vorreste dormire sempre nello > stesso posto???? Ok. Il messaggio è arrivato forte e chiaro. d'altronde è proprio per questo che ho chiesto.... Pare che che visitare lo Yucatan il sistema migliore sia proprio quello che volevamo evitare, cioè cambiare letto ogni 1 o 2 sere. Per me potrebbe anche andare bene, devo convincere la controparte che così verrebbe una vacanza fantastica! Pfffff..... sarà dura..... Grazie a tutti per gli spunti preziosi. E. -- Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti (Johnny Hart - B.C.) |
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#20
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Re: Riviera Maya - consigli
Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato > > > Per me potrebbe anche andare bene, devo convincere la controparte che così > verrebbe una vacanza fantastica! Pfffff..... sarà dura..... Guarda che la vacanza sarebbe fantastica sul serio, mica ti devi inventare chissà che! La controparte sarebbe Enzo? Digli che si "svecchi" e che smuova le chiappe :-D A1 -- Non resisti all'insano desiderio di scrivermi in privato? a1(at)ihv(punto)it |
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#21
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Re: Riviera Maya - consigli
Il 27/10/2009, Albertuan au travail ha detto :
> Guarda che la vacanza sarebbe fantastica sul serio, mica ti devi inventare > chissà che! > La controparte sarebbe Enzo? si > Digli che si "svecchi" e che smuova le chiappe Posso chiedere a Mario di convincerlo.... :-D E. -- Responsabile servizio Catering e Banqueting NNT Ostriche Occhiute Osservano Oscuri Orizzonti (Johnny Hart - B.C.) |
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#22
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Re: Riviera Maya - consigli
Quello strano tipo di Emanuela dopo arduo muoversi di neuroni ha
dichiarato > Il 27/10/2009, Albertuan au travail ha detto : > >> Guarda che la vacanza sarebbe fantastica sul serio, mica ti devi inventare >> chissà che! >> La controparte sarebbe Enzo? > > si Ma dai!!!! > >> Digli che si "svecchi" e che smuova le chiappe > > Posso chiedere a Mario di convincerlo.... :-D O lo convince o lo uccide di argomentazioni :-D A1 -- Si, lo so, il mio indirizzo non è valido! Ti vedo sbavare dal desiderio di sfrucugliarmi gli zebedei in privato a1(chiocciola)ihv(dot)it |
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#23
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Re: Riviera Maya - consigli
"Albertuan au travail" <albertuan@nacinacitours.to.invalid> ha scritto nel messaggio news:hc612a$dd1$1@tdi.cu.mi.it... > Quello strano tipo di Ergo Sum dopo arduo muoversi di neuroni ha > dichiarato >> >> "carla polastro" <carlaTOpolastroGLIMI@inwind.it> ha scritto nel >> messaggio news:7klumeF39i5rtU1@mid.individual.net... >>> Emanuela wrote: >>> >>>> Attendo commenti. >>> >>> A me sembra un gran peccato andare in Messico e non visitare Palenque... >>> >> >> cosa c'è di bello a palenque? > > Stai babbiando vero????????????????? O__O > ehm no ![]() non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque, quindi mi sono incuriosito ![]() |
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#24
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Re: Riviera Maya - consigli
Ergo Sum wrote:
> ehm no ![]() > non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque, quindi mi > sono incuriosito ![]() Giuro che credevo anch'io che stessi scherzando.:-) http://it.wikipedia.org/wiki/Palenque http://whc.unesco.org/en/list/411 Ciao, Carla |
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#25
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Re: Riviera Maya - consigli
Ergo Sum ha scritto:
> ehm no ![]() > non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque, quindi > mi sono incuriosito ![]() Se sei sempre curioso e ti va di leggere, ti posto di seguito il mio resoconto su Palenque, dove aldilà della mia esperienza personale, troverai alcune informazioni su quello che è a mio avviso il più bel sito Maya: L’indomani lasciamo definitivamente San Cristobal de Las Casas, cittadina che, malgrado i suoi evidenti contrasti a cui accennavo, ci è comunque piaciuta molto, ed in cinque ore di autobus di linea raggiungiamo nel primo pomeriggio il desolato paesino di Palenque. Con facilità reperiamo un alloggio a buon mercato dove stazioneremo nei prossimi giorni, e dopo una doverosa doccia, prendiamo al volo un colectivo, che in breve tempo coprirà gli otto chilometri che separano il paese dalle rovine maya, vero motivo che ci ha indotti a percorrere tanta strada, per giungere fin qui. Nell’ultimo anno, ad eccezione di Copàn in Honduras, abbiamo visitato quasi tutti i più celebri siti maya, eppure, dopo aver varcato l’ingresso delle rovine archeologiche di Palenque, ed aver percorso poche decine di metri, restiamo attoniti ed ammutoliti dinnanzi alla maestosità del “Tempio delle Iscrizioni”, che troviamo sulla nostra destra, e del “Palazzo”, il quale si erge imponente di fronte a noi. L’ubicazione di Palenque è a dir poco sensazionale. L’intero complesso si sviluppa su una superficie enorme, tuttavia, grazie al disboscamento praticato unicamente attorno alle principali rovine, sono accessibili facilmente solo le aeree centrali dove ci troviamo ora, le quali occupano una minima parte dell’intera zona in cui si estende il sito, mentre tutto il resto è coperto da una fittissima ed impenetrabile vegetazione tropicale, in attesa che in futuro, i fondi economici saranno sufficienti per permettere agli archeologi chissà quante altre sensazionali scoperte. Poco dopo le quindici, ci accingiamo a salire il primo dei 69 gradini che compongono la scalinata centrale del Tempio delle Iscrizioni, il quale si eleva di circa 23 metri dal suolo. La fatica dovuta all’ascesa, complice senza dubbio il notevole tasso di umidità presente, è ripagata dalla sublime visuale che godiamo dalla sommità di questa piramide, la quale ci offre tra l’altro una spettacolare vista sul sottostante “Palazzo”, complesso monumentale di notevole bellezza e frutto di almeno un paio di secoli di complesse attività architettoniche. Il tempio su cui ci troviamo, deve il proprio nome al ritrovamento sulla sua sommità di tre serie di iscrizioni, ognuna delle quali è costituita da lastre finemente incise da glifi. Ma la più grande scoperta effettuata a Palenque, fu senza dubbio quella della cripta sotterranea presente nello stesso tempio e, mentre scendiamo lentamente i 67 ripidi scalini che conducono alla stessa, soffocando letteralmente dal caldo e grondando di sudore, proviamo ad immaginare cosa possa aver provato nel 1959 l’archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier, quando scoprì la scala che stiamo discendendo, allora sepolta da pietrisco, ed ai piedi della quale c’era un passaggio sbarrato. Gli archeologi lavorarono ben tre anni in quello stesso passaggio, fino a quando poterono entrare nella camera sepolcrale di Pakal, re che governò per una settantina d’anni, portando la città di Palenque ai suoi massimi fasti. Il corpo del sovrano era coperto da un lastrone finemente scolpito pesante ben cinque tonnellate, che richiese una settimana di duro lavoro per riuscire a sollevarlo, prima di trovare le spoglie del leggendario re, assieme al suo prezioso corredo funerario, costituito da un pregevole diadema e da una sublime maschera di giada a mosaico, che abbiamo potuto ammirare qualche settimana fa nel museo di antropologia di Città del Messico. La scoperta di Lhuillier fu sensazionale a livello archeologico, perché permise di sfatare la credenza secondo cui le piramidi maya servissero unicamente a scopi cerimoniali, mentre la cripta di Pakal ha permesso di conoscerle anche in veste di camere sepolcrali. Visitata la cripta, chiusa da un cancello di ferro, ed illuminata appositamente da un faro, facciamo un piccolo giro orientativo tra le rovine, perché si sta avvicinando l’orario di chiusura del sito, a cui dedicheremo l’intera giornata di domani, come del resto merita. Il giorno seguente infatti, alle otto in punto, entriamo nuovamente in questa antica città maya, visitando con la dovuta calma le sue tante costruzioni. Prima tra tutte il “Palazzo”, labirinto di stanze e corridoi, elevato su una piattaforma di dieci metri di altezza, e di quasi cento di lunghezza, nel quale sono presenti pregevoli figure in stucco e varie iscrizioni, e dove spicca la sua torre a quattro piani, la quale si pensa servisse come osservatorio ai sapienti astronomi maya. Poi è la volta dei templi del cosiddetto “gruppo della croce” e di altre costruzioni minori che si snodano nell’area del sito, tutte altrettanto suggestive, degne di nota, ed attorno alle quali non c’è però anima viva, ma forse il bello della visita che stiamo compiendo è proprio questo, ovvero poter contemplare in perfetta solitudine queste autentiche meraviglie architettoniche, edificate secoli fa da uno dei più affascinanti popoli di tutti tempi. Così, ci spostiamo tra le rovine più isolate, vivendo un’esperienza da novelli indiana jones, ed addentrandoci quindi anche nella circostante foresta che lambisce l’area principale del complesso archeologico, dove dietro ogni albero si nasconde una fatiscente costruzione, senza dubbio meritevole di restauro, dove la vegetazione diventa a tratti così fitta da impedire ai raggi del sole di filtrare, dove le scimmie urlatrici, autentiche protagoniste di questa selva tropicale, sembrano divertirsi a dettare la colonna sonora in questa suggestiva parte di mondo, che stiamo intensamente assaporando. Proviamo a risalire il corso del Rio Otolum, poco più che un torrente in piena, il quale forma però spesso all’interno della foresta delle affascinanti cascatelle, che sembrano non stonare affatto in questo attraente contesto in cui ci troviamo, costituito da una fittissima vegetazione tropicale che ricopre quasi inghiottendo alcune piccole misteriose rovine, scale in pietra che emergono come per incanto dal suolo fangoso, mille versi misteriosi, appartenenti ad animali più o meno conosciuti. Anche questo è Palenque, senza dubbio una delle città maya tra le più affascinanti, tra quelle visitate. Dopo aver trascorso l’intera giornata tra le rovine, poco dopo le diciassette torniamo in paese, fermandoci presso un’agenzia locale, al fine di acquistare i biglietti per il trasporto alle cascate di Misol-ha ed Agua Azul, che vorremmo visitare domani. All’interno però, ci si profila l’opportunità di visitare un altro sito maya, Bonampak, ubicato in piena selva lacandona. Due anziani turisti tedeschi vorrebbero recarvisi domani mattina, ma la spesa è alta, ed il proprietario dell’agenzia ci propone di dividerla con loro: 80 dollari usa a testa, per volare su un aereo a quattro posti alla volta di questa città isolata nella giungla e tornare in giornata a Palenque. Ci consultiamo rapidamente, abbiamo ancora diversi giorni di viaggio davanti a noi e come sempre abbiamo già sforato il budget, ma l’opportunità è allettante, ed in fondo, anche se costosa, non ci ridurrà certo sul lastrico. Accettiamo, domani effettueremo questa visita non preventivata, ma di sicuro fascino, allungando quindi di un giorno in più il nostro soggiorno nel Chiapas. Il giorno seguente, nel primo pomeriggio, eccoci quindi a bordo di questo piccolo velivolo in compagnia dei due tedeschi. I due anziani coniugi sono simpatici e ci raccontano della propria passione per le civiltà mesoamericane. In poco più di mezz’ora copriamo i quasi 180 chilometri che separano Bonampak da Palenque, ammirando dall’alto un monotono panorama costituito da una fittissima selva. Il piccolo giocattolo alato vira sopra alcune rovine, Yaxchilan a quanto ci dicono, peccato davvero non poterle annoverare nella visita odierna, ma l’accoppiata costava veramente troppo, malgrado la notevole vicinanza tra i due siti. In breve atterriamo nella foresta, quasi radendo le cime degli alberi. Durante il lungo tragitto che si snoda dall’ingresso fino alle rovine, dobbiamo ricorrere immediatamente a massicce spruzzate di Autan, per impedire alle fameliche zanzare che sembrano proliferare da queste parti, di ridurci la pelle a qualcosa che somigli ad un colabrodo. Il sito di Bonampak non colpisce certo per la maestosità dei suoi monumenti. Si sviluppa attorno ad una circoscritta area disboscata dalla forma rettangolare, chiamata “Grande Piazza”, i cui lati, contornati da nove spogli edifici, misureranno nemmeno un centinaio di metri. Sulla parte nord della Grande Piazza spicca una collinetta (acropoli) terrazzata, sulla quale ci sono alcuni piccoli templi, tra l’altro abbastanza fatiscenti. Andando verso l’acropoli, s’incontrano tre stele, nella prima delle quali, alta quasi sei metri, è raffigurato Chan Muan II, il sovrano di Bonampak, mentre nelle altre due sono incise scene più cruente, con lo stesso sovrano che esibisce una testa tagliata e dei prigionieri di guerra. Ad esser sinceri, a parte l’affascinante contesto in cui sorge, il sito non è architettonicamente un granché, niente quindi a che vedere con gli altri che abbiamo visitato tra Messico e Guatemala, ma riveste un ruolo di primaria importanza nell’archeologia maya, a causa delle pitture contenute in un piccolo tempio sulla destra dell’acropoli, che ci accingiamo a visitare. Sembra che Bonampak debba la sua scoperta ad un obiettore di conoscenza statunitense, il quale si rifugiò nel 1946 in un piccolo villaggio del Chiapas e strinse amicizia con un giovane lacandone, divenendo in breve un membro della comunità stessa, composta da poco più di duecento individui. Frey, questo è il nome del giovane yankee, venne quindi in seguito a conoscenza di questo antichissimo centro cerimoniale sepolto nella giungla, dove fu condotto dagli stessi lacandoni. Il giovane avvertì le autorità messicane dell’importante ritrovamento, ma non ottenne grandi consensi, probabilmente a causa dell’inaccessibilità del luogo, tanto da organizzare personalmente nel 1949 una spedizione sponsorizzata dall’Istituto Nazionale Messicano delle Belle Arti. Charles Frey stesso, perse però la vita nella medesima spedizione, annegando nelle impetuose acque del rio Lacanha, ma la città di Bonampak aprì le proprie porte al mondo dell’archeologia. Sulla prima terrazza dell’acropoli, visitiamo quindi il piccolo “Tempio delle pitture”, a cui il sito deve la propria fama. Nelle tre stanze interne, non comunicanti tra loro, ci sono una serie infinita di affreschi policromi, che raffigurano i momenti salienti della vita del regno, come l’incoronazione del sovrano, scene di una violenta battaglia e la celebrazione della vittoria, con dipinti cruenti di sacrifici dei prigionieri, a cui viene strappato il cuore per offrirlo alle divinità, e di autosacrifici, in cui il re e la sua corte, si fanno passare una cordicella attraverso la lingua. Bonampak segnò una svolta determinante nello studio dei maya, poiché le pitture presenti nelle tre stanze, hanno fatto definitivamente cadere l’ipotesi che gli stessi fossero un popolo pacifico. Purtroppo i colori sono assai sbiaditi, considerato che fu fatto dagli archeologi l’errore imperdonabile di lavare le pareti con il kerosene, dopo aver grattato il calcare depositatosi sugli affreschi nel corso degli anni. Il kerosene sbiadì notevolmente gli affreschi, ed accelerò il deterioramento delle mura del tempio. Trascorriamo diverso tempo contemplando queste pitture, ed in un paio d’ore complessive visitiamo l’intero sito, concordando comunque sul fatto che è valsa la pena visitarlo. Atterriamo a Palenque nel tardo pomeriggio, soddisfatti di quest’altra giornata trascorsa nelle magie di questo bellissimo stato messicano. Il giorno dopo partiamo alla volta delle cascate di Misol-ha ed Agua Azul, come da nostri programmi iniziali. Effettuiamo la visita a bordo di un colectivo, che ci consente di effettuare l’escursione in piena autonomia, pagando solo il trasporto. Visitiamo dapprima le cascate di Misol-ha, dove ci fermiamo però brevemente, meno di un’ora, ammirando il bel salto d’acqua di oltre 30 metri, ed il laghetto sottostante, ubicati in un contesto naturalistico di rara bellezza. Ci spostiamo successivamente ad Agua Azul, dove in pratica stiamo gran parte della giornata. Il posto è altamente spettacolare e comprende oltre 500 impetuose cascate di varie dimensioni, che si susseguono lungo la discesa del rio Yax Ha, il quale scorre interamente circondato da una lussureggiante vegetazione tropicale. Decidiamo di risalire il corso del fiume, effettuando una piacevole passeggiata sulla sua sponda sinistra, ed osservando con meraviglia un paesaggio che alterna delle zone erbose a dei piccoli campi coltivati, intervallati da tratti in cui la foresta pluviale prende il sopravvento, con i mille rumori di sottofondo che la contraddistinguono, mischiati al fragore delle impetuose acque. Man mano che ci allontaniamo, i turisti si dilatano, fino a rimanere praticamente soli in questo piccolo trionfo della natura. Lungo il percorso, incontriamo saltuariamente delle spoglie capanne, e qualche bambino che scende a vendere frutta o piccoli oggetti di artigianato. Un piccolo gruppetto ci chiede con fare aggressivo dei “cicle”, e non ricevendo risposta positiva da parte nostra, inizia a tirarci delle pietre, ed a gridarci delle parole davvero incomprensibili. Hanno ragione anche loro. Dopo aver camminato per almeno un paio d’ore, ci accampiamo in una piccola radura, dove il fiume scorre placidamente e nel quale il silenzio è rotto unicamente dal cinguettio di mille invisibili uccelli. Momenti magici. Vorrei rimanere qui in eterno, lontano da tutto e tutti. Peccato solo che, a causa delle abbondanti piogge che cadono in questa stagione, le acque, anziché essere azzurrognole, come dal nome stesso delle cascate, siano di un colore simile ad un caffellatte. Già, le piogge di stagione, decidono di ricordarsi anche di noi e della nostra fortuna, che ci assistito finora. Giù quindi una sorta di diluvio universale, che non ci lascia scampo. Via con una folle corsa in discesa, fermandoci ogni tanto sotto qualche albero, o in prossimità di un capanno, sperando che possa cessare. Il cielo però è di un cupo che non lascia dubbi e via dunque, di nuovo a correre, bagnandoci come pulcini, malgrado la protezione dei keyway. Piede del sottoscritto in fuorigioco e scivolone di almeno tre metri lungo la fanghiglia, con relative risate di entrambi, sotto dei gettiti d’acqua degni delle cascate in cui ci troviamo. Torniamo nel tardo pomeriggio al paesino di Palenque. Ultima mediocre cena, qui abbiamo sempre mangiato male, cosa strana per noi in Messico. Domani, in un paio d’ore di autobus raggiungeremo Villahermosa, da cui poi ci sposteremo nello Yucatan e Quintana Roo per qualche giorno di mare, a degna conclusione di questo lungo viaggio. Questa settimana dedicata al Chiapas è trascorsa velocemente, troppo, tanto che lasciamo questo stato sentendo che qualcosa ci manca e provando uno spiacevole senso d’incompletezza, misto al normale rammarico. Spero davvero che la sua gente possa avere miglior sorte in futuro, che possa alzare la testa dopo secoli di soprusi ed oppressioni, anche se in cuor mio so che è una speranza vana, purtroppo utopica. Ce ne andiamo davvero a malincuore. Questa terra ci rimarrà dentro lo so, spero un giorno di tornarci, di poter passeggiare ancora tra le lastricate stradine coloniali dei suoi paesi, di visitare i villaggi della sua gente, di perdermi nella sua inebriante natura, di ammirare, ancora una volta, i mille colori del Chiapas. -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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Re: Riviera Maya - consigli
Bnx wrote:
> Ergo Sum ha scritto: > >> ehm no ![]() >> non conosco il messico e non ho mai sentito parlare di palenque, >> quindi > mi sono incuriosito ![]() > > Se sei sempre curioso e ti va di leggere, ti posto di seguito il mio > resoconto su Palenque, dove aldilà della mia esperienza personale, > troverai alcune informazioni su quello che è a mio avviso il più bel > sito Maya: > > > L'indomani lasciamo definitivamente San Cristobal de Las Casas, > cittadina che, malgrado i suoi evidenti contrasti a cui accennavo, ci > è comunque piaciuta molto, ed in cinque ore di autobus di linea > raggiungiamo nel primo pomeriggio il desolato paesino di Palenque. > Con facilità reperiamo un alloggio a buon mercato dove stazioneremo > nei prossimi giorni, e dopo una doverosa doccia, prendiamo al volo un > colectivo, che in breve tempo coprirà gli otto chilometri che > separano il paese dalle rovine maya, vero motivo che ci ha indotti a > percorrere tanta strada, per giungere fin qui. Nell'ultimo anno, ad > eccezione di Copàn in Honduras, abbiamo visitato quasi tutti i più > celebri siti maya, eppure, dopo aver varcato l'ingresso delle rovine > archeologiche di Palenque, ed aver percorso poche decine di metri, > restiamo attoniti ed ammutoliti dinnanzi alla maestosità del "Tempio > delle Iscrizioni", che troviamo sulla nostra destra, e del "Palazzo", > il quale si erge imponente di fronte a noi. L'ubicazione di Palenque > è a dir poco sensazionale. L'intero complesso si sviluppa su una > superficie enorme, tuttavia, grazie al disboscamento praticato > unicamente attorno alle principali rovine, sono accessibili > facilmente solo le aeree centrali dove ci troviamo ora, le quali > occupano una minima parte dell'intera zona in cui si estende il sito, > mentre tutto il resto è coperto da una fittissima ed impenetrabile > vegetazione tropicale, in attesa che in futuro, i fondi economici > saranno sufficienti per permettere agli archeologi chissà quante > altre sensazionali scoperte. Poco dopo le quindici, ci accingiamo a > salire il primo dei 69 gradini che compongono la scalinata centrale > del Tempio delle Iscrizioni, il quale si eleva di circa 23 metri dal > suolo. La fatica dovuta all'ascesa, complice senza dubbio il notevole > tasso di umidità presente, è ripagata dalla sublime visuale che > godiamo dalla sommità di questa piramide, la quale ci offre tra > l'altro una spettacolare vista sul sottostante "Palazzo", complesso > monumentale di notevole bellezza e frutto di almeno un paio di secoli > di complesse attività architettoniche. Il tempio su cui ci troviamo, > deve il proprio nome al ritrovamento sulla sua sommità di tre serie > di iscrizioni, ognuna delle quali è costituita da lastre finemente > incise da glifi. Ma la più grande scoperta effettuata a Palenque, fu > senza dubbio quella della cripta sotterranea presente nello stesso > tempio e, mentre scendiamo lentamente i 67 ripidi scalini che > conducono alla stessa, soffocando letteralmente dal caldo e grondando > di sudore, proviamo ad immaginare cosa possa aver provato nel 1959 > l'archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier, quando scoprì la scala > che stiamo discendendo, allora sepolta da pietrisco, ed ai piedi > della quale c'era un passaggio sbarrato. Gli archeologi lavorarono > ben tre anni in quello stesso passaggio, fino a quando poterono > entrare nella camera sepolcrale di Pakal, re che governò per una > settantina d'anni, portando la città di Palenque ai suoi massimi > fasti. Il corpo del sovrano era coperto da un lastrone finemente > scolpito pesante ben cinque tonnellate, che richiese una settimana di > duro lavoro per riuscire a sollevarlo, prima di trovare le spoglie > del leggendario re, assieme al suo prezioso corredo funerario, > costituito da un pregevole diadema e da una sublime maschera di giada > a mosaico, che abbiamo potuto ammirare qualche settimana fa nel museo > di antropologia di Città del Messico. La scoperta di Lhuillier fu > sensazionale a livello archeologico, perché permise di sfatare la > credenza secondo cui le piramidi maya servissero unicamente a scopi > cerimoniali, mentre la cripta di Pakal ha permesso di conoscerle > anche in veste di camere sepolcrali. Visitata la cripta, chiusa da un > cancello di ferro, ed illuminata appositamente da un faro, facciamo > un piccolo giro orientativo tra le rovine, perché si sta avvicinando > l'orario di chiusura del sito, a cui dedicheremo l'intera giornata di > domani, come del resto merita. Il giorno seguente infatti, alle otto > in punto, entriamo nuovamente in questa antica città maya, visitando > con la dovuta calma le sue tante costruzioni. Prima tra tutte il > "Palazzo", labirinto di stanze e corridoi, elevato su una piattaforma > di dieci metri di altezza, e di quasi cento di lunghezza, nel quale > sono presenti pregevoli figure in stucco e varie iscrizioni, e dove > spicca la sua torre a quattro piani, la quale si pensa servisse come > osservatorio ai sapienti astronomi maya. Poi è la volta dei templi > del cosiddetto "gruppo della croce" e di altre costruzioni minori che > si snodano nell'area del sito, tutte altrettanto suggestive, degne di > nota, ed attorno alle quali non c'è però anima viva, ma forse il > bello della visita che stiamo compiendo è proprio questo, ovvero > poter contemplare in perfetta solitudine queste autentiche meraviglie > architettoniche, edificate secoli fa da uno dei più affascinanti > popoli di tutti tempi. Così, ci spostiamo tra le rovine più isolate, > vivendo un'esperienza da novelli indiana jones, ed addentrandoci > quindi anche nella circostante foresta che lambisce l'area principale > del complesso archeologico, dove dietro ogni albero si nasconde una > fatiscente costruzione, senza dubbio meritevole di restauro, dove la > vegetazione diventa a tratti così fitta da impedire ai raggi del sole > di filtrare, dove le scimmie urlatrici, autentiche protagoniste di > questa selva tropicale, sembrano divertirsi a dettare la colonna > sonora in questa suggestiva parte di mondo, che stiamo intensamente > assaporando. Proviamo a risalire il corso del Rio Otolum, poco più > che un torrente in piena, il quale forma però spesso all'interno > della foresta delle affascinanti cascatelle, che sembrano non stonare > affatto in questo attraente contesto in cui ci troviamo, costituito > da una fittissima vegetazione tropicale che ricopre quasi > inghiottendo alcune piccole misteriose rovine, scale in pietra che > emergono come per incanto dal suolo fangoso, mille versi misteriosi, > appartenenti ad animali più o meno conosciuti. Anche questo è > Palenque, senza dubbio una delle città maya tra le più affascinanti, > tra quelle visitate. Dopo aver trascorso l'intera giornata tra le > rovine, poco dopo le diciassette torniamo in paese, fermandoci presso > un'agenzia locale, al fine di acquistare i biglietti per il trasporto > alle cascate di Misol-ha ed Agua Azul, che vorremmo visitare domani. > All'interno però, ci si profila l'opportunità di visitare un altro > sito maya, Bonampak, ubicato in piena selva lacandona. Due anziani > turisti tedeschi vorrebbero recarvisi domani mattina, ma la spesa è > alta, ed il proprietario dell'agenzia ci propone di dividerla con > loro: 80 dollari usa a testa, per volare su un aereo a quattro posti > alla volta di questa città isolata nella giungla e tornare in > giornata a Palenque. Ci consultiamo rapidamente, abbiamo ancora > diversi giorni di viaggio davanti a noi e come sempre abbiamo già > sforato il budget, ma l'opportunità è allettante, ed in fondo, anche > se costosa, non ci ridurrà certo sul lastrico. Accettiamo, domani > effettueremo questa visita non preventivata, ma di sicuro fascino, > allungando quindi di un giorno in più il nostro soggiorno nel > Chiapas. Il giorno seguente, nel primo pomeriggio, eccoci quindi a > bordo di questo piccolo velivolo in compagnia dei due tedeschi. I due > anziani coniugi sono simpatici e ci raccontano della propria passione > per le civiltà mesoamericane. In poco più di mezz'ora copriamo i > quasi 180 chilometri che separano Bonampak da Palenque, ammirando > dall'alto un monotono panorama costituito da una fittissima selva. Il > piccolo giocattolo alato vira sopra alcune rovine, Yaxchilan a quanto > ci dicono, peccato davvero non poterle annoverare nella visita > odierna, ma l'accoppiata costava veramente troppo, malgrado la > notevole vicinanza tra i due siti. In breve atterriamo nella foresta, > quasi radendo le cime degli alberi. Durante il lungo tragitto che si > snoda dall'ingresso fino alle rovine, dobbiamo ricorrere > immediatamente a massicce spruzzate di Autan, per impedire alle > fameliche zanzare che sembrano proliferare da queste parti, di > ridurci la pelle a qualcosa che somigli ad un colabrodo. Il sito di > Bonampak non colpisce certo per la maestosità dei suoi monumenti. Si > sviluppa attorno ad una circoscritta area disboscata dalla forma > rettangolare, chiamata "Grande Piazza", i cui lati, contornati da > nove spogli edifici, misureranno nemmeno un centinaio di metri. Sulla > parte nord della Grande Piazza spicca una collinetta (acropoli) > terrazzata, sulla quale ci sono alcuni piccoli templi, tra l'altro > abbastanza fatiscenti. Andando verso l'acropoli, s'incontrano tre > stele, nella prima delle quali, alta quasi sei metri, è raffigurato > Chan Muan II, il sovrano di Bonampak, mentre nelle altre due sono > incise scene più cruente, con lo stesso sovrano che esibisce una > testa tagliata e dei prigionieri di guerra. Ad esser sinceri, a parte > l'affascinante contesto in cui sorge, il sito non è > architettonicamente un granché, niente quindi a che vedere con gli > altri che abbiamo visitato tra Messico e Guatemala, ma riveste un > ruolo di primaria importanza nell'archeologia maya, a causa delle > pitture contenute in un piccolo tempio sulla destra dell'acropoli, > che ci accingiamo a visitare. Sembra che Bonampak debba la sua > scoperta ad un obiettore di conoscenza statunitense, il quale si > rifugiò nel 1946 in un piccolo villaggio del Chiapas e strinse > amicizia con un giovane lacandone, divenendo in breve un membro della > comunità stessa, composta da poco più di duecento individui. Frey, > questo è il nome del giovane yankee, venne quindi in seguito a > conoscenza di questo antichissimo centro cerimoniale sepolto nella > giungla, dove fu condotto dagli stessi lacandoni. Il giovane avvertì > le autorità messicane dell'importante ritrovamento, ma non ottenne > grandi consensi, probabilmente a causa dell'inaccessibilità del > luogo, tanto da organizzare personalmente nel 1949 una spedizione > sponsorizzata dall'Istituto Nazionale Messicano delle Belle Arti. > Charles Frey stesso, perse però la vita nella medesima spedizione, > annegando nelle impetuose acque del rio Lacanha, ma la città di > Bonampak aprì le proprie porte al mondo dell'archeologia. Sulla prima > terrazza dell'acropoli, visitiamo quindi il piccolo "Tempio delle > pitture", a cui il sito deve la propria fama. Nelle tre stanze > interne, non comunicanti tra loro, ci sono una serie infinita di > affreschi policromi, che raffigurano i momenti salienti della vita > del regno, come l'incoronazione del sovrano, scene di una violenta > battaglia e la celebrazione della vittoria, con dipinti cruenti di > sacrifici dei prigionieri, a cui viene strappato il cuore per > offrirlo alle divinità, e di autosacrifici, in cui il re e la sua > corte, si fanno passare una cordicella attraverso la lingua. Bonampak > segnò una svolta determinante nello studio dei maya, poiché le > pitture presenti nelle tre stanze, hanno fatto definitivamente cadere > l'ipotesi che gli stessi fossero un popolo pacifico. Purtroppo i > colori sono assai sbiaditi, considerato che fu fatto dagli archeologi > l'errore imperdonabile di lavare le pareti con il kerosene, dopo aver > grattato il calcare depositatosi sugli affreschi nel corso degli > anni. Il kerosene sbiadì notevolmente gli affreschi, ed accelerò il > deterioramento delle mura del tempio. Trascorriamo diverso tempo > contemplando queste pitture, ed in un paio d'ore complessive > visitiamo l'intero sito, concordando comunque sul fatto che è valsa > la pena visitarlo. Atterriamo a Palenque nel tardo pomeriggio, > soddisfatti di quest'altra giornata trascorsa nelle magie di questo > bellissimo stato messicano. Il giorno dopo partiamo alla volta delle > cascate di Misol-ha ed Agua Azul, come da nostri programmi iniziali. > Effettuiamo la visita a bordo di un colectivo, che ci consente di > effettuare l'escursione in piena autonomia, pagando solo il > trasporto. Visitiamo dapprima le cascate di Misol-ha, dove ci > fermiamo però brevemente, meno di un'ora, ammirando il bel salto > d'acqua di oltre 30 metri, ed il laghetto sottostante, ubicati in un > contesto naturalistico di rara bellezza. Ci spostiamo successivamente > ad Agua Azul, dove in pratica stiamo gran parte della giornata. Il > posto è altamente spettacolare e comprende oltre 500 impetuose > cascate di varie dimensioni, che si susseguono lungo la discesa del > rio Yax Ha, il quale scorre interamente circondato da una > lussureggiante vegetazione tropicale. Decidiamo di risalire il corso > del fiume, effettuando una piacevole passeggiata sulla sua sponda > sinistra, ed osservando con meraviglia un paesaggio che alterna delle > zone erbose a dei piccoli campi coltivati, intervallati da tratti in > cui la foresta pluviale prende il sopravvento, con i mille rumori di > sottofondo che la contraddistinguono, mischiati al fragore delle > impetuose acque. Man mano che ci allontaniamo, i turisti si dilatano, > fino a rimanere praticamente soli in questo piccolo trionfo della > natura. Lungo il percorso, incontriamo saltuariamente delle spoglie > capanne, e qualche bambino che scende a vendere frutta o piccoli > oggetti di artigianato. Un piccolo gruppetto ci chiede con fare > aggressivo dei "cicle", e non ricevendo risposta positiva da parte > nostra, inizia a tirarci delle pietre, ed a gridarci delle parole > davvero incomprensibili. Hanno ragione anche loro. Dopo aver > camminato per almeno un paio d'ore, ci accampiamo in una piccola > radura, dove il fiume scorre placidamente e nel quale il silenzio è > rotto unicamente dal cinguettio di mille invisibili uccelli. Momenti > magici. Vorrei rimanere qui in eterno, lontano da tutto e tutti. > Peccato solo che, a causa delle abbondanti piogge che cadono in > questa stagione, le acque, anziché essere azzurrognole, come dal nome > stesso delle cascate, siano di un colore simile ad un caffellatte. > Già, le piogge di stagione, decidono di ricordarsi anche di noi e > della nostra fortuna, che ci assistito finora. Giù quindi una sorta > di diluvio universale, che non ci lascia scampo. Via con una folle > corsa in discesa, fermandoci ogni tanto sotto qualche albero, o in > prossimità di un capanno, sperando che possa cessare. Il cielo però è > di un cupo che non lascia dubbi e via dunque, di nuovo a correre, > bagnandoci come pulcini, malgrado la protezione dei keyway. Piede del > sottoscritto in fuorigioco e scivolone di almeno tre metri lungo la > fanghiglia, con relative risate di entrambi, sotto dei gettiti > d'acqua degni delle cascate in cui ci troviamo. Torniamo nel tardo > pomeriggio al paesino di Palenque. Ultima mediocre cena, qui abbiamo > sempre mangiato male, cosa strana per noi in Messico. Domani, in un > paio d'ore di autobus raggiungeremo Villahermosa, da cui poi ci > sposteremo nello Yucatan e Quintana Roo per qualche giorno di mare, a > degna conclusione di questo lungo viaggio. Questa settimana dedicata > al Chiapas è trascorsa velocemente, troppo, tanto che lasciamo questo > stato sentendo che qualcosa ci manca e provando uno spiacevole senso > d'incompletezza, misto al normale rammarico. Spero davvero che la sua > gente possa avere miglior sorte in futuro, che possa alzare la testa > dopo secoli di soprusi ed oppressioni, anche se in cuor mio so che è > una speranza vana, purtroppo utopica. Ce ne andiamo davvero a > malincuore. Questa terra ci rimarrà dentro lo so, spero un giorno di > tornarci, di poter passeggiare ancora tra le lastricate stradine > coloniali dei suoi paesi, di visitare i villaggi della sua gente, di > perdermi nella sua inebriante natura, di ammirare, ancora una volta, > i mille colori del Chiapas. nei pressi di Palenque c'e' una zona paludosa protetta, e c'e' la possibilita' di fare qualche bella escursione su una delle lance che attendono i pochi turisti che arrivano da queste parti. Mi pare che il luogo si chiami LAGUNAS dato il costo irrisorio di un colectivo da Palenque, e del noleggio di una lancia, vale veramente la pena fare questa escursione. Occhio che spesso Palenque va sott'acqua.. e che il sito rimane chiuso per qualche tempo. Mi risulta che la Tomba di Pakla sia chiusa .. e che non esista una data per la riapertura. sono stato 3 volte a Palenque e nn sono mai risucito a visitarla. Gli Indios Lacandoni sono quelli vestiti di bianco.. |
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#27
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Re: Riviera Maya - consigli
Emanuela wrote:
> Eccomi qua. > > Ci abbiamo preso gusto ad abbandonare la nostra amata Grecia per > andare a zonzo nel mondo!! :-) > > Sto iniziando ad occhieggiare qua e là per le vacanze 2010. > > Periodo Feb-Mar-Apr 2010 per 15gg > > Area di interesse Penisola dello Yucatan > > L'idea di massima era di arrivare in un modo (volo diretto) o > nell'altro (scalo a DeFe) a Cancun, noleggiare un'auto e da lì > scendere in un posto bello a caso tra Tulum e Playa del Carmen. Farci > base per girellare tra i vari siti archeologici per 6 giorni circa. > > Dopo di che arrivare by ferry a Cozumel e fare altri 6 giorni di > svacco marino completo. > > Al termine, giro inverso ovvero Cozumel - Cancun (ev. DeFe) Milano. > > E' da pazzi? > Fa schifo? > > Disclaimer: Non vogliamo fare le trottole (cominciamo ad essere troppo > vecchi), non ce ne frega una cippa della vita notturna, al massimo un > ristorantino, budget moderatamente al ribasso (c'è crisi). > > Attendo commenti. > > Saludos. > > E. una buona compagnia per CANCUN diretto e' la Martinair, che fa anche prezzi abbastanza umani. ( E' Olandese, ma si puo' predere il volo di coincidenza dall'Italia, incluso nel prezzo) |
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#28
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Re: Riviera Maya - consigli
"tile" ha scritto:
> sono stato 3 volte a Palenque e nn sono mai risucito a visitarla. Pensa che sfiga, io ci sono stato una volta sola e ci sono sceso... Ehm, tile, non è che io sia un fanatico della netiquette, intendiamoci, ma il tuo fregarsene di certe regole, nonostante ti sia stato fatto notare in più occasioni, a volta rasenta la stucchevolezza. Possibile che per scrivere poche righe quoti una rece??? Inoltre, fai una cosa imho gradita nel postare determinate notizie, perchè non citi mai la fonte delle stesse? Bnx |
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| Tags: consigli, maya, riviera |
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