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Il Forum di viaggi in Italia Forum di discussione dei viaggi in Italia by Hoteluri.org (From usenet newsgroup it.hobby.viaggi)

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Old 10-15-2004, 02:41 PM
Dingo Mandingo, al buio...
 
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[RECE] Romania, Sibiu - 3a parte

Sibiu, 7 ottobre 2004

Le donne rumene e l’arte: i simpatici quadri 60x20

Un viaggio in Romania non può prescindere da un’analisi delle belle
ragazze originarie di quei luoghi. Non esistono posti in cui le ragazze
siano in assoluto più belle di altre; tuttavia la popolazione femminile
giovane di alcuni Paesi assume dei comportamenti talmente differenti dai
nostri da risultare, diciamo così, più visibile. E se è vero che alcuni di
questi comportamenti ci aggrada particolarmente, è fondato il dubbio che
ci faccia supporre l’esistenza del rovescio della medaglia.
Le ragazze rumene hanno generalmente una voce sottile, resa più simpatica
dal loro forte accento orientale che infondono al loro italiano stentato.
I loro pensieri sono espressi in forme discorsive molto semplici e si
rivelano piuttosto ingenue quando si discute dei grandi dilemmi della
vita. L’atteggiamento semplicistico e banalizzante nei confronti
dell’esistenza è una caratteristica tipica di chi ne ha passate di tutti i
colori. Le ragazze rumene non vengono meno a questa regola culturale.
Semmai a un uomo italiano dovesse piacere una ragazza del luogo, lei
stessa o le sue amiche gli chiederebbero la data del matrimonio. Senza
tanti dilemmi. “Easy come, easy go”. Deve essere molto semplice trovare
una moglie in Romania. Il divorzio si ottiene in sei mesi circa. La norma
“Easy” mi sembra ben applicata. Per tutte e due le facce della medaglia.
Le donne sono delle sirene incantatrici per parecchi degli uomini, qui
più che altrove: voce sensuale, corpi scultorei e in bella vista, capelli
neri corvini e occhi felini e decisamente ammiccanti. Un supplizio di
Tantalo anche per chi cerca di relativizzare e rendere in maniera
distaccata la melliflua realtà che lo circonda. Non si riesce a non pensar
male nell’ammirare dei simpatici quadretti che si incontrano fin dalla
partenza, ovvero quelle strane ed eterogenee coppie formate da un italiano
tra i cinquanta e i sessanta e una rumena tra i diciassette e i ventisei.
Spesso le dimensioni di questi quadri sono piuttosto sbilanciate, i
rettangoli appaiono di dimensioni strette e parecchio lunghe, diciamo 60 ×
20. È difficile credere alla potenza dell’amore e alla sua capacità di
superare qualsiasi barriera, anche quella dei quarant’anni di differenza.
Piuttosto, è ammirevole la spaventosa forza di attrazione di questa
giovanette verso i nostri penosi vegliardi, immolando l’anima e il giovane
corpo all’altare del benessere e del suo dio. Conosciuto con il nome di
Euro.
Tornando alle coppiette molto “rettangolari”, talvolta è difficile non
inquadrarle come un insieme padre-figlia. I reciproci gesti d’amore
assumono un tratto prevalentemente paterno e affettuoso. L’enigma degli
osservatori più scettici potrebbe consistere proprio nella problematica
simulazione di un eventuale congiungimento tra due entità fisiche così
dissimili. Elementari e scontate le insinuazioni dell’osservatore intorno
alla veridicità di tante paroline sussurrate all’orecchio di “papà”.
Tant’è, loro sono lì, di fronte a me, abbracciati. Lui un grassottello
dagli occhi azzurri e vivaci, pochi capelli in testa, con un perfetto
cerchio che mostra la pelata luccicante sotto i neon. Spiritosetto, voce
sottile, toscano identico a Marco Messeri, con la stessa parlantina
veloce, simple mind, sempre apparentemente a suo agio. Un nerd ante
litteram, senza gli occhiali, però; uno sfigato cresciutello, magari già
sposato e divorziato, con uno o due figli coevi alla sua fidanzatina. Lei
bella sì, ma non bellissima, comunque un faro nella tenebra se paragonata
a lui. La guardo e sorrido della sua disgrazia. Lei mi vede. Si tiene ben
stretto il suo tesoro, anzi lo “sponsor”, come dicono qui, giocando sul
doppio senso di “sposo” e di “finanziatore”. È alta, leggermente in carne,
il viso pulito, la carnagione chiara e vellutata. Le sopracciglia
incorniciano con un’onda sinuosa due profondi occhi, talmente scuri che
la pupilla sembra essersi mimetizzata nell’iride. Il loro taglio è
decisamente rumeno, felino e un po’ spiovente, come gli abbaini di Sibiu.
Rivolge i suoi occhioni in maniera dolce e distaccata, mantenendo la
stessa espressione se rivolti a un oggetto o a una persona. Un bel sorriso
illumina il suo raggiante volto, sereno e leggermente ammiccante. Si
accarezza i capelli con un gesto stanco e ripetitivo mentre sfoglia un
pieghevole insieme a… Marco Messeri. Lei rivolge i suoi desideri al suo
tutore in maniera continua, cambia spesso la mèta dei luoghi che devono
essere descritti sul foglietto colorato. Non intende scegliere soltanto
uno dei posti da vedere, si limita ad aggiungere una destinazione dietro
l’altra. Il vecchietto, sembra più anziano perché ricurvo sulla sua
modesta statura, annuisce, promette, non discute mai, non osa
contraddirla, la sua stellina. Seguito a guardarli con strafottenza, ma
per lui non esisto nemmeno, la vecchia volpe! Mi sembra di vivere
all’interno di una striscia di Milo Manara, nel triangolo lui-vecchio,
lei-giovane, l’altro-giovane. Si alzano, lei si guarda un po’ intorno con
aria distratta, lui farfuglia qualcosa e ridacchia. È ora di partire.
Procedono. Sono una coppia buffa e sghemba.
Scene più gustose di quella sopra descritte si possono vivere nei locali
notturni. Quella che mi è rimasta più impressa si è svolta in un pub.
Musica “commerciale” anni Novanta, pavimento in parquet lucidissimo color
ciliegio, pareti e tetto in tono, luci soffuse, bicchierino con la candela
su ogni tavolo a rischiarare dal basso i volti degli avventori. Nel mezzo
della sala si trova un grande tavolo circolare con un signore che ha
agevolmente superato i sessanta e due ragazze al seguito. Lui ha i capelli
lunghi, candidi, un po’ spettinati quel tanto da conferirgli l’aria un po’
bohémienne e artistoide. È stravaccato sulla sedia, si gusta l’aria
intrisa di fumo, finge di seguire il ritmo di canzonette che certamente
non gli appartengono, con tutto che sono un po’ datate. Tutta lo
spettacolo appare come un fermo immagine tanto le persone conservano la
loro solenne immobilità. Entrando mi volto verso le ragazze per guardarle
meglio in volto. La prima è vestita in maniera giovanile, come si confà a
un’adolescente della sua età. Castana, belloccia, dall’aspetto un po’ anni
Ottanta, con le spalline imbottite e il trucco degli occhi dalle forme
aggressive. Accanto le siede la biondina, ossigenata, capelli dal taglio
dozzinale e peggio pettinati. Indossa una specie di top aderente lungo,
direi una bizzarra maglietta a pelle di leopardo, di viscosa, che evoca
delle atmosfere dei film soft porno datati. Gonna nera e scarpette nere e
lucide, messe in bella vista dalle gambe maliziosamente accavallate. Dei
tre astanti è la “signorina leopardo” la figura che spicca maggiormente, a
causa della sua triviale e maldestra appariscenza. L’uomo sembra essere
orgoglioso della duplice dolce compagnia, siede con le due ragazzette
compiaciuto come un alfiere che ostenti il suo stendardo in una parata. È
sicuro di sé, realizzato, quasi fosse giunto al caffè del dopo pranzo. I
tre sembrano leggermente annoiati, costretti alla parata senza troppa
convinzione, giusto per fare qualcosa la sera. Ah! La forza dell’amore,
anche se, dalle mie parti più che al nobile sentimento si pensa
maliziosamente al detto del paio di robusti buoi…
Di fronte a tanta avvenenza congiunta ad altrettanto opportunismo
l’Italiano attempato non ha proprio scampo: non si contano gli aneddoti di
famiglie abbandonate, di fughe d’amore, diciamo così, di passioni che
esasperano e fanno esplodere latenti conflitti domestici. Non mi sento di
biasimare coloro che hanno condotto una vita mediocre e piatta, che si
sono sposati senza troppa convinzione, che hanno trascinato un’esistenza
anonima e piatta. E che si ritrovano in un Paese di Bengodi, affascinati
da queste illusorie ninfette profittatrici e desiderose di rimettere in
sesto la propria vita. Né mi sento in grado di disapprovare il
comportamento delle ragazze a cui è stata rubata l’infanzia e che vogliono
rifarsi nell’adolescenza. Una visione cinica del rapporto potrebbe
mostrare una coppia che si regge tutto sommato in equilibrio: lei che si
dà a un vecchietto, con la prospettiva che non dovrà sopportarlo per
troppo tempo; lui che si concede gli ultimi barlumi della crepuscolare
vita sessuale. Lui ha la pecunia, lei ci mette l’amore, acquistano l’uno
dall’altra due sentimenti posticci, barattano le diverse felicità e vivono
attraverso una funzionale economia di guerra, dove ogni bassezza e ogni
cinismo sono coperti dalla grande coperta dell’amore, vero o presunto. Un
amore che si svolge nell’hortus conclusus della coppia, come se i due
vivessero in una stanza dalle pareti specchiate e trasparenti all’esterno,
dove gli altri guardano, sghignazzano, giudicano e pontificano. E loro che
si chiudono al mondo esterno dentro la complicità di amanti
semi-clandestini. Pensando alla vanitas vanitatum omnia vanitas,
aggiungendo un po’ di distaccato Panta rei e concludendo con oggi ci
siamo, domani chissà, la ruota della vita continua a girare anche per
questi amori sbilenchi, con buona pace delle famiglie abbandonate o degli
amici ammiccanti e anche un po’ invidiosi.
Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non sorgerà
il sole.


* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Busie old foole, unruly Sunne,
Why dost thou thus,
Through windowes, and through curtaines call on us?


John Donne, “The Sunne Rising”.

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

--
"A pensar male non si va in paradiso, ma non si sbaglia mai."
Giulio Andreotti

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it


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Old 10-16-2004, 10:04 PM
Tolomeo
 
Posts: n/a
Re: [RECE] Romania, Sibiu - 3a parte

In article <ckogh6$fpj$1@news.newsland.it>, Dingo Mandingo, al buio...
<dingo.mandingo@vivacity.it> wrote:

> Sibiu, 7 ottobre 2004
>
> Le donne rumene e l’arte: i simpatici quadri 60x20
> Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non sorgerà
> il sole.


Grazie davvero per questi tre post, che mi hanno interessato,
divertito, incuriosito su una parte dell'Europa che non ho mai, neppure
lontanamente, presa in considerazione per una visita, e forse di viaggi
ne vale piu' di uno
complimenti per come scrivi
cordialmente tolo
(che si e' quasi sempre mosso - e tanto- spinto dalla suggestione di
conoscere qualche paese sulle orme di qualche libro letto - e tanti
anche in questo caso)
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  #3  
Old 10-17-2004, 02:21 PM
Boodmann
 
Posts: n/a
Re: [RECE] Romania, Sibiu - 3a parte

Dingo Mandingo, al buio... ha scritto:

> Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non
> sorgerà il sole.


Mi è piaciuto molto il modo in cui hai raccontato di questo tuo viaggio
descrivendo le espressioni, i modi e le abitudini di chi hai avuto la
fortuna di incontrare e di osservare.

Ti ringrazio per la lettura.

Boodmann


--

... a proposito di me ...
http://xoomer.virgilio.it/rebel8





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  #4  
Old 10-17-2004, 02:57 PM
Marcaval
 
Posts: n/a
Re: [RECE] Romania, Sibiu - 3a parte

> Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non sorgerà
> il sole.


Ho letto e salvato le tre puntate del tuo bellissimo racconto.

Grazie e Ciao Marco




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Hai un dente solo? Sorridi almeno con quello! (proverbio malgascio)
http://www.marcocavallini.it
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