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[RECE] Romania, Sibiu - 3a parte
Sibiu, 7 ottobre 2004
Le donne rumene e l’arte: i simpatici quadri 60x20 Un viaggio in Romania non può prescindere da un’analisi delle belle ragazze originarie di quei luoghi. Non esistono posti in cui le ragazze siano in assoluto più belle di altre; tuttavia la popolazione femminile giovane di alcuni Paesi assume dei comportamenti talmente differenti dai nostri da risultare, diciamo così, più visibile. E se è vero che alcuni di questi comportamenti ci aggrada particolarmente, è fondato il dubbio che ci faccia supporre l’esistenza del rovescio della medaglia. Le ragazze rumene hanno generalmente una voce sottile, resa più simpatica dal loro forte accento orientale che infondono al loro italiano stentato. I loro pensieri sono espressi in forme discorsive molto semplici e si rivelano piuttosto ingenue quando si discute dei grandi dilemmi della vita. L’atteggiamento semplicistico e banalizzante nei confronti dell’esistenza è una caratteristica tipica di chi ne ha passate di tutti i colori. Le ragazze rumene non vengono meno a questa regola culturale. Semmai a un uomo italiano dovesse piacere una ragazza del luogo, lei stessa o le sue amiche gli chiederebbero la data del matrimonio. Senza tanti dilemmi. “Easy come, easy go”. Deve essere molto semplice trovare una moglie in Romania. Il divorzio si ottiene in sei mesi circa. La norma “Easy” mi sembra ben applicata. Per tutte e due le facce della medaglia. Le donne sono delle sirene incantatrici per parecchi degli uomini, qui più che altrove: voce sensuale, corpi scultorei e in bella vista, capelli neri corvini e occhi felini e decisamente ammiccanti. Un supplizio di Tantalo anche per chi cerca di relativizzare e rendere in maniera distaccata la melliflua realtà che lo circonda. Non si riesce a non pensar male nell’ammirare dei simpatici quadretti che si incontrano fin dalla partenza, ovvero quelle strane ed eterogenee coppie formate da un italiano tra i cinquanta e i sessanta e una rumena tra i diciassette e i ventisei. Spesso le dimensioni di questi quadri sono piuttosto sbilanciate, i rettangoli appaiono di dimensioni strette e parecchio lunghe, diciamo 60 × 20. È difficile credere alla potenza dell’amore e alla sua capacità di superare qualsiasi barriera, anche quella dei quarant’anni di differenza. Piuttosto, è ammirevole la spaventosa forza di attrazione di questa giovanette verso i nostri penosi vegliardi, immolando l’anima e il giovane corpo all’altare del benessere e del suo dio. Conosciuto con il nome di Euro. Tornando alle coppiette molto “rettangolari”, talvolta è difficile non inquadrarle come un insieme padre-figlia. I reciproci gesti d’amore assumono un tratto prevalentemente paterno e affettuoso. L’enigma degli osservatori più scettici potrebbe consistere proprio nella problematica simulazione di un eventuale congiungimento tra due entità fisiche così dissimili. Elementari e scontate le insinuazioni dell’osservatore intorno alla veridicità di tante paroline sussurrate all’orecchio di “papà”. Tant’è, loro sono lì, di fronte a me, abbracciati. Lui un grassottello dagli occhi azzurri e vivaci, pochi capelli in testa, con un perfetto cerchio che mostra la pelata luccicante sotto i neon. Spiritosetto, voce sottile, toscano identico a Marco Messeri, con la stessa parlantina veloce, simple mind, sempre apparentemente a suo agio. Un nerd ante litteram, senza gli occhiali, però; uno sfigato cresciutello, magari già sposato e divorziato, con uno o due figli coevi alla sua fidanzatina. Lei bella sì, ma non bellissima, comunque un faro nella tenebra se paragonata a lui. La guardo e sorrido della sua disgrazia. Lei mi vede. Si tiene ben stretto il suo tesoro, anzi lo “sponsor”, come dicono qui, giocando sul doppio senso di “sposo” e di “finanziatore”. È alta, leggermente in carne, il viso pulito, la carnagione chiara e vellutata. Le sopracciglia incorniciano con un’onda sinuosa due profondi occhi, talmente scuri che la pupilla sembra essersi mimetizzata nell’iride. Il loro taglio è decisamente rumeno, felino e un po’ spiovente, come gli abbaini di Sibiu. Rivolge i suoi occhioni in maniera dolce e distaccata, mantenendo la stessa espressione se rivolti a un oggetto o a una persona. Un bel sorriso illumina il suo raggiante volto, sereno e leggermente ammiccante. Si accarezza i capelli con un gesto stanco e ripetitivo mentre sfoglia un pieghevole insieme a… Marco Messeri. Lei rivolge i suoi desideri al suo tutore in maniera continua, cambia spesso la mèta dei luoghi che devono essere descritti sul foglietto colorato. Non intende scegliere soltanto uno dei posti da vedere, si limita ad aggiungere una destinazione dietro l’altra. Il vecchietto, sembra più anziano perché ricurvo sulla sua modesta statura, annuisce, promette, non discute mai, non osa contraddirla, la sua stellina. Seguito a guardarli con strafottenza, ma per lui non esisto nemmeno, la vecchia volpe! Mi sembra di vivere all’interno di una striscia di Milo Manara, nel triangolo lui-vecchio, lei-giovane, l’altro-giovane. Si alzano, lei si guarda un po’ intorno con aria distratta, lui farfuglia qualcosa e ridacchia. È ora di partire. Procedono. Sono una coppia buffa e sghemba. Scene più gustose di quella sopra descritte si possono vivere nei locali notturni. Quella che mi è rimasta più impressa si è svolta in un pub. Musica “commerciale” anni Novanta, pavimento in parquet lucidissimo color ciliegio, pareti e tetto in tono, luci soffuse, bicchierino con la candela su ogni tavolo a rischiarare dal basso i volti degli avventori. Nel mezzo della sala si trova un grande tavolo circolare con un signore che ha agevolmente superato i sessanta e due ragazze al seguito. Lui ha i capelli lunghi, candidi, un po’ spettinati quel tanto da conferirgli l’aria un po’ bohémienne e artistoide. È stravaccato sulla sedia, si gusta l’aria intrisa di fumo, finge di seguire il ritmo di canzonette che certamente non gli appartengono, con tutto che sono un po’ datate. Tutta lo spettacolo appare come un fermo immagine tanto le persone conservano la loro solenne immobilità. Entrando mi volto verso le ragazze per guardarle meglio in volto. La prima è vestita in maniera giovanile, come si confà a un’adolescente della sua età. Castana, belloccia, dall’aspetto un po’ anni Ottanta, con le spalline imbottite e il trucco degli occhi dalle forme aggressive. Accanto le siede la biondina, ossigenata, capelli dal taglio dozzinale e peggio pettinati. Indossa una specie di top aderente lungo, direi una bizzarra maglietta a pelle di leopardo, di viscosa, che evoca delle atmosfere dei film soft porno datati. Gonna nera e scarpette nere e lucide, messe in bella vista dalle gambe maliziosamente accavallate. Dei tre astanti è la “signorina leopardo” la figura che spicca maggiormente, a causa della sua triviale e maldestra appariscenza. L’uomo sembra essere orgoglioso della duplice dolce compagnia, siede con le due ragazzette compiaciuto come un alfiere che ostenti il suo stendardo in una parata. È sicuro di sé, realizzato, quasi fosse giunto al caffè del dopo pranzo. I tre sembrano leggermente annoiati, costretti alla parata senza troppa convinzione, giusto per fare qualcosa la sera. Ah! La forza dell’amore, anche se, dalle mie parti più che al nobile sentimento si pensa maliziosamente al detto del paio di robusti buoi… Di fronte a tanta avvenenza congiunta ad altrettanto opportunismo l’Italiano attempato non ha proprio scampo: non si contano gli aneddoti di famiglie abbandonate, di fughe d’amore, diciamo così, di passioni che esasperano e fanno esplodere latenti conflitti domestici. Non mi sento di biasimare coloro che hanno condotto una vita mediocre e piatta, che si sono sposati senza troppa convinzione, che hanno trascinato un’esistenza anonima e piatta. E che si ritrovano in un Paese di Bengodi, affascinati da queste illusorie ninfette profittatrici e desiderose di rimettere in sesto la propria vita. Né mi sento in grado di disapprovare il comportamento delle ragazze a cui è stata rubata l’infanzia e che vogliono rifarsi nell’adolescenza. Una visione cinica del rapporto potrebbe mostrare una coppia che si regge tutto sommato in equilibrio: lei che si dà a un vecchietto, con la prospettiva che non dovrà sopportarlo per troppo tempo; lui che si concede gli ultimi barlumi della crepuscolare vita sessuale. Lui ha la pecunia, lei ci mette l’amore, acquistano l’uno dall’altra due sentimenti posticci, barattano le diverse felicità e vivono attraverso una funzionale economia di guerra, dove ogni bassezza e ogni cinismo sono coperti dalla grande coperta dell’amore, vero o presunto. Un amore che si svolge nell’hortus conclusus della coppia, come se i due vivessero in una stanza dalle pareti specchiate e trasparenti all’esterno, dove gli altri guardano, sghignazzano, giudicano e pontificano. E loro che si chiudono al mondo esterno dentro la complicità di amanti semi-clandestini. Pensando alla vanitas vanitatum omnia vanitas, aggiungendo un po’ di distaccato Panta rei e concludendo con oggi ci siamo, domani chissà, la ruota della vita continua a girare anche per questi amori sbilenchi, con buona pace delle famiglie abbandonate o degli amici ammiccanti e anche un po’ invidiosi. Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non sorgerà il sole. * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * Busie old foole, unruly Sunne, Why dost thou thus, Through windowes, and through curtaines call on us? John Donne, “The Sunne Rising”. * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * -- "A pensar male non si va in paradiso, ma non si sbaglia mai." Giulio Andreotti questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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Re: [RECE] Romania, Sibiu - 3a parte
In article <ckogh6$fpj$1@news.newsland.it>, Dingo Mandingo, al buio...
<dingo.mandingo@vivacity.it> wrote: > Sibiu, 7 ottobre 2004 > > Le donne rumene e l’arte: i simpatici quadri 60x20 > Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non sorgerà > il sole. Grazie davvero per questi tre post, che mi hanno interessato, divertito, incuriosito su una parte dell'Europa che non ho mai, neppure lontanamente, presa in considerazione per una visita, e forse di viaggi ne vale piu' di uno complimenti per come scrivi cordialmente tolo (che si e' quasi sempre mosso - e tanto- spinto dalla suggestione di conoscere qualche paese sulle orme di qualche libro letto - e tanti anche in questo caso) |
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#3
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Re: [RECE] Romania, Sibiu - 3a parte
Dingo Mandingo, al buio... ha scritto:
> Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non > sorgerà il sole. Mi è piaciuto molto il modo in cui hai raccontato di questo tuo viaggio descrivendo le espressioni, i modi e le abitudini di chi hai avuto la fortuna di incontrare e di osservare. Ti ringrazio per la lettura. Boodmann -- ... a proposito di me ... http://xoomer.virgilio.it/rebel8 |
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#4
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Re: [RECE] Romania, Sibiu - 3a parte
> Il buio della notte nasconde gli innamorati. Almeno fin quando non sorgerà
> il sole. Ho letto e salvato le tre puntate del tuo bellissimo racconto. Grazie e Ciao Marco **************************** Hai un dente solo? Sorridi almeno con quello! (proverbio malgascio) http://www.marcocavallini.it **************************** |
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