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| Il Forum di viaggi in Italia Forum di discussione dei viaggi in Italia by Hoteluri.org (From usenet newsgroup it.hobby.viaggi) |
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#1
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Low cost
Credo che a tutte le compagnie aeree piacerebbe ridurre i costi e
praticare prezzi competitivi pur continuando a guadagnare. Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? Ricordo che le differenze,spesso,sono mostruose! -- Gianni |
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#2
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Re: Low cost
Gianni ha scritto:
>Credo che a tutte le compagnie aeree piacerebbe >ridurre i costi e praticare prezzi competitivi >pur continuando a guadagnare. >Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? >Ricordo che le differenze,spesso,sono mostruose! Per esempio sfruttando i dipendenti. Cosa che a noi frega un cazzo, giusto? Come quando compriamo un paio di Reebok, per capirci. Ciao ciao. -- Postato da Virgilio Newsgroup: lo usi da web ma con le funzioni del newsreader http://newsgroup.virgilio.it Gerarchie it, italia, it-alt, tin, it.binari. Unico! |
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#3
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Re: Low cost
Il 25/08/10 10.00, Gianni ha scritto:
> Credo che a tutte le compagnie aeree piacerebbe ridurre i costi e > praticare prezzi competitivi pur continuando a guadagnare. > Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? > Ricordo che le differenze,spesso,sono mostruose! > non c'è "un" segreto, sono una serie di situazioni che permettono ad una compagnia di poter praticare tariffe più basse, un solo tipo di aeromobile, scali in aeroporti minori... -- MassimoB www.raccontidiviaggio.com |
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#4
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Re: Low cost
MassimoB scriveva :
> sono una serie di situazioni che permettono ad una compagnia di poter > praticare tariffe più basse, > un solo tipo di aeromobile, scali in aeroporti minori... Forse occorre rovesciare la domanda: perchè le compagnie "Higt cost" non riescono a ridurre i prezzi,e come fanno a sopravvivere senza essere competitive? -- Gianni |
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#5
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Re: Low cost
On 25 Ago, 10:18, don camillo <baudspl...@virgilio.it> wrote:
> Gianni ha scritto: > > >Credo che a tutte le compagnie aeree piacerebbe > >ridurre i costi e praticare prezzi competitivi > >pur continuando a guadagnare. > >Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? > >Ricordo che le differenze,spesso,sono mostruose! > > Per esempio sfruttando i dipendenti. Cosa che a noi frega un > cazzo, giusto? Come quando compriamo un paio di Reebok, per > capirci. > > Ciao ciao. > -- > Postato da Virgilio Newsgroup: lo usi da web ma con le funzioni del newsreaderhttp://newsgroup.virgilio.it > Gerarchie it, italia, it-alt, tin, it.binari. Unico! voci di corridoio dicono che i piloti sono sottopagati perche tutti dell'est europeo o buttati fuori da qualche compagnia .... comunque il biglietto te lo farantto pagare pure poco ma se poi per tutta la tratta rompono i zebedei con pubblicita' e spingono per comprare i grattini sai che scatole |
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#6
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Re: Low cost
don camillo scriveva :
> Per esempio sfruttando i dipendenti. Hai qualche notizia più precisa? Al mondo ci saranno una dozzina di low cost e centinaia di higt cost. Come si spiega? E come si spiega che le prime sono in attivo mentre la maggioranza delle altre sono in passivo? Possibile che sia colpa dei costi del personale? -- Gianni |
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#7
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Re: Low cost
Il 25/08/10 10.35, Gianni ha scritto:
> MassimoB scriveva : > >> sono una serie di situazioni che permettono ad una compagnia di poter >> praticare tariffe più basse, >> un solo tipo di aeromobile, scali in aeroporti minori... > > Forse occorre rovesciare la domanda: > perchè le compagnie "Higt cost" non riescono a ridurre i prezzi,e come > fanno a sopravvivere senza essere competitive? > Potrei riovesciarti la risposta, Alitalia, o Lufthansa o altre, non hanno un solo tipo di aeromobile, quindi i costi di manutenzione sono più alti, d'altronde non potresti fare un volo intercontinentale con un boeing 737, le compagnie "High cost" usano scali più costosi, Ryanair non atterra a Francoforte, ma ad Hahn, o invece di Malpensa atterra a Orio al Serio. "sopravvivono" perchè molte tratte non possono essere coperte dalle low-cost, i servizi sono migliori, e non sempre sono più care delle low-cost. -- MassimoB www.raccontidiviaggio.com |
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#8
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Re: Low cost
andreapetrus ha detto :
> comunque il biglietto te lo farantto pagare pure poco ma se poi per > tutta la tratta rompono i zebedei con pubblicita' e spingono per > comprare i grattini sai che scatole Beh,scansare il grattino,domenica prossima sul Malaga Milano ti coterebbe sui 230¤ (Iberia 477-Ryanair 246,e ho pescato una dataccia!In altre date Iberia resta a 477 mentre Ryan e Easy scendono a 20¤!) Fai un po tu:-)) -- Gianni |
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#9
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Re: Low cost
Gianni ha detto :
higt cost. Mannaggia,ancora! High:-)) A volte,per pigrizia,avendo un dubbio sulla grafia di una parola,non faccio altro che introdurla in google e vedere se mi saltano fuori risultati che confermino o correggano. Provate a cercare "Hight":-) -- Gianni |
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#10
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Re: Low cost
On Wed, 25 Aug 2010 10:35:32 +0200, Gianni wrote:
> MassimoB scriveva : > >> sono una serie di situazioni che permettono ad una compagnia di poter >> praticare tariffe più basse, >> un solo tipo di aeromobile, scali in aeroporti minori... > > Forse occorre rovesciare la domanda: > perchè le compagnie "Higt cost" non riescono a ridurre i prezzi,e come > fanno a sopravvivere senza essere competitive? Li stanno riducendo eccome. Austrian non va mai sopra i 100 euro per la Germania e ha spesso offerte dui 69 A/R per varie cittÃ* europee. Lufthansa, KLM e British idem. -- Soprano |
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#11
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Re: Low cost
ma sono piu' sicuri? io non mi fido dei low cost....
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#12
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Re: Low cost
Scriveva MassimoB
> Potrei riovesciarti la risposta, > Alitalia, o Lufthansa o altre, non hanno un solo tipo di aeromobile, quindi i > costi di manutenzione sono più alti, d'altronde non potresti fare un volo > intercontinentale con un boeing 737, Può essere certamente una causa,ma non una giustificazione:sarebbe come dire che la Mercedes,siccome produce anche macchine di alta gamma,vende la Polo ad un prezzo doppio rispetto a modelli simili dei concorrenti! Nessuno glielo impedisce,ma resteranno invendute! > le compagnie "High cost" usano scali più costosi, Ryanair non atterra a > Francoforte, ma ad Hahn, o invece di Malpensa atterra a Orio al Serio. Easyjet e Vueling(quelle che conosco) usano prevalentemente gli stessi aeroporti delle grandi compagnie. > "sopravvivono" perchè molte tratte non possono essere coperte dalle low-cost, > i servizi sono migliori, e non sempre sono più care delle low-cost. Il problema non riguarda le tratte non coperte dalle low cost,ma quelle coperte. Che senso ha per Iberia mantenere un volo Malaga/Valencia a 161¤,quando la stessa rotta è coperta da Ryanair per 20¤? Una spiegazione ci sarà di sicuro,ed è proprio quello che mi piacerebbe capire! Ricordo che Iberia,pochi anni fa,creò la sua Low cost (Clickair/Vueling) e anche di questa operazione non sono chiare le motivazioni.Perchè creare una nuova compagnia,in luogo di ottimizzare i propri costi trasformandosi direttamente in low cost? -- Gianni |
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#13
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Re: Low cost
> ma sono piu' sicuri? io non mi fido dei low cost.... non devono essere più sicuri... e poi il concetto di sicurezza è relativo... secondo te, chi investiva di più in manutenzione e sicurezza fino all'anno scorso: alitalia o ryanair? Secondo me tutte e due, così come Lufthansa, Air France ecc ecc... non stiamo mica parlando di vecchi Tupolev in servizio nelle rotte domestiche in Russia o di carlinghe ipoaccessoriate a Katmandu, ma di aerei praticamente nuovi che volano sui cieli europei... se non sono sicuri loro... ciao gianluca __________ Informazioni da ESET NOD32 Antivirus, versione del database delle firme digitali 5395 (20100825) __________ Il messaggio è stato controllato da ESET NOD32 Antivirus. www.nod32.it |
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#14
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Re: Low cost
Il 25/08/10 11.12, Stef ha scritto:
> ma sono piu' sicuri? io non mi fido dei low cost.... la manutenzione, e quindi la sicurezza, è stabilita da norme internazionali e vale allo stesso modo, per le low-cost che per le "tradizionali". io non ho mai volato low-cost, solo perchè ho trovato tariffe più conveniente con compagnie "tradizionali", ma se capitasse, perchè no? -- MassimoB www.raccontidiviaggio.com |
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#15
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Re: Low cost
> non devono essere più sicuri... e poi il concetto di sicurezza è
> relativo... secondo te, chi investiva di più in manutenzione e sicurezza > fino all'anno scorso: alitalia o ryanair? > Secondo me tutte e due, così come Lufthansa, Air France ecc ecc... non > stiamo mica parlando di vecchi Tupolev in servizio nelle rotte domestiche > in Russia o di carlinghe ipoaccessoriate a Katmandu, ma di aerei > praticamente nuovi che volano sui cieli europei... se non sono sicuri > loro... > ciao gianluca lo spero...pensa che io non sono mai andato in aereo...ma ora e' il momento di provare a 30 anni! sto cercando un volo breve...mi ha trasmesso mia madre questo terrore (lei non ha mai preso un aereo) e solo l'idea di guardare un sito di voli mi sudano le mani....fai un po' te... |
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#16
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Re: Low cost
Gianni ha scritto:
> Hai qualche notizia più precisa? Conoscevo un pilota inglese della "tanto amata" Ryanair perchè stava con un'amica e volava principalmente tra Roma e il Regno Unito. Essendosi lasciati non ho più occasione di sentirlo, ma quello che mi raccontava all'epoca (e credo di averlo riportato pure qui) si riassume nel concetto che ti dicevo prima: sfruttamento dei dipendenti. Ovviamente non è solo questa la ragione dei bassi costi, però credo che sia una delle voci che maggiormente incide. > Possibile che sia colpa dei costi del personale? Colpa? Ah, sarebbe pure una colpa? Forse ti sei espresso male, oppure non ho capito io. Ciao ciao. -- Postato da Virgilio Newsgroup: lo usi da web ma con le funzioni del newsreader http://newsgroup.virgilio.it Gerarchie it, italia, it-alt, tin, it.binari. Unico! |
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#17
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Re: Low cost
Gianni ha scritto:
> Forse occorre rovesciare la domanda: > perchè le compagnie "Higt cost" non riescono a > ridurre i prezzi,e come > fanno a sopravvivere senza essere competitive? Per un motivo banalissimo: perchè, nonostante la crisi, gente che può spendere ce n'è tanta. Ciao ciao. -- Postato da Virgilio Newsgroup: lo usi da web ma con le funzioni del newsreader http://newsgroup.virgilio.it Gerarchie it, italia, it-alt, tin, it.binari. Unico! |
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#18
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Re: Low cost
Il 25/08/10 11.19, Gianni ha scritto:
> Scriveva MassimoB > >> Potrei riovesciarti la risposta, >> Alitalia, o Lufthansa o altre, non hanno un solo tipo di aeromobile, >> quindi i costi di manutenzione sono più alti, d'altronde non potresti >> fare un volo intercontinentale con un boeing 737, > > Può essere certamente una causa,ma non una giustificazione:sarebbe come > dire che la Mercedes,siccome produce anche macchine di alta gamma,vende > la Polo ad un prezzo doppio rispetto a modelli simili dei concorrenti! > Nessuno glielo impedisce,ma resteranno invendute! infatti la mercedes non vende la polo :-) rimanendo alla mercedes questa vende la smart ad un prezzo decisamente alto, e ne vende tante. il fatto che una compagnia low-cost abbia la flotta di soli boeing 737 abbassa, ed in maniera piuttosto decisa, i costi di manutenzione. ti faccio un esempio più concreto visto che hai parlato di auto, ti sei chiesto come mai le case automobilistiche usino lo stesso pianale per molti modelli di auto? >> le compagnie "High cost" usano scali più costosi, Ryanair non atterra >> a Francoforte, ma ad Hahn, o invece di Malpensa atterra a Orio al Serio. > > Easyjet e Vueling(quelle che conosco) usano prevalentemente gli stessi > aeroporti delle grandi compagnie. e non sempre le low-cost sono più economiche, quella degli aeroporti è solo una delle motivazioni. >> "sopravvivono" perchè molte tratte non possono essere coperte dalle >> low-cost, i servizi sono migliori, e non sempre sono più care delle >> low-cost. > > Il problema non riguarda le tratte non coperte dalle low cost,ma quelle > coperte. > Che senso ha per Iberia mantenere un volo Malaga/Valencia a 161¤,quando > la stessa rotta è coperta da Ryanair per 20¤? > Una spiegazione ci sarà di sicuro,ed è proprio quello che mi piacerebbe > capire! > Ricordo che Iberia,pochi anni fa,creò la sua Low cost (Clickair/Vueling) > e anche di questa operazione non sono chiare le motivazioni.Perchè > creare una nuova compagnia,in luogo di ottimizzare i propri costi > trasformandosi direttamente in low cost? io credo si tratta semplicemente di marketing, semplicemente cambiando verniciatura agli aerei probabilmente hanno calcolato un introito maggiore rispetto alle spese. -- MassimoB www.raccontidiviaggio.com |
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#19
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Re: Low cost
On Wed, 25 Aug 2010 09:39:28 +0000, don camillo wrote:
> Gianni ha scritto: > >> Forse occorre rovesciare la domanda: >> perchè le compagnie "Higt cost" non riescono a ridurre i prezzi,e come >> fanno a sopravvivere senza essere competitive? > > Per un motivo banalissimo: perchè, nonostante la crisi, gente che può > spendere ce n'è tanta. questa storia di "nonostante la crisi, gente che può spendere ce n'è tanta" si legge ovunque, ma chi ha mantenuto il lavoro non ci ha rimesso economicamente con "la crisi", anzi i prezzi in molti casi si sono abbassati. La crisi si è abbattuta su chi ha perso lavoro e/o lo cercava, ma chi il lavoro lo ha ancora i soldi da spendere li ha eccome. -- Soprano |
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#20
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Re: Low cost
Soprano ha scritto:
>questa storia di "nonostante la crisi, gente che può >spendere ce n'Ãa tanta" si legge ovunque, Magari sarà anche vero, che dici? >anzi i prezzi in molti casi si sono abbassati. Quali, per esempio? >La crisi si Ãa abbattuta su chi ha perso >lavoro e/o lo cercava, ma chi il lavoro lo ha >ancora i soldi da spendere li ha eccome. Sono d'accordo, ma io, semplicemente, rispondevo al post in cui cui ci si chiedeva come facessero a sopravvivere le compagnie di bandiera dicendo, e lo ripeto, che nonostante la crisi c'è molta gente in grado di poter spendere e quindi di poter utilizzare quel tipo di voli. Ciao ciao. -- Postato da Virgilio Newsgroup: lo usi da web ma con le funzioni del newsreader http://newsgroup.virgilio.it Gerarchie it, italia, it-alt, tin, it.binari. Unico! |
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Re: Low cost
"Gianni" <easybiker69@hotmail.com> ha scritto nel messaggio news:i52iic$va3$1@tdi.cu.mi.it... > Credo che a tutte le compagnie aeree piacerebbe ridurre i costi e > praticare prezzi competitivi pur continuando a guadagnare. > Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? > Ricordo che le differenze,spesso,sono mostruose! > Le compagnie aeree forniscono una gamma di servizi ampia: -posti a sedere più o meno larghi -preassegnazione dei posti -più o meno bagaglio -aereo più o meno nuovi -rotte limitate ad un continente o intercontinentali -aeroporti primari o secondari (che magari sponsorizzano la compagnia) -possibilità di avere voli in coincidenza -pasti a bordo più o meno buoni -intrattenimento -flessibilità delle prenotazioni -programmi frequent flyer -accordi di code sharing con altre compagnie -classe business o prima -..... Come quando si compra un'auto e, per mille motivi, una persona compra la Dacia Logan e l'altra una Maserati, allo stesso modo un passeggero sceglie Ryanair e l'altro Lufthansa. La capacità delle compagnie aeree deve essere quella di offrire il pacchetto più adatto ad un prezzo giusto per incontrare le esigenze di un sufficiente numero di passeggeri che permetta alla compagnia di guadagnare. Questa è la parte più complicata della gestione di una compagnia aerea e ci sono reparti di decine di persone in ogni compagnia che valutano e decidono quasi giornalmente come adattare la politica aziendale per arrivare agli utili. E non credo certo che vadano a raccontare in giro i propri segreti o che noi su un ng possiamo immaginarci come le compagnie possano o meno guadagnare. Poi ormai la distinzione tra low cost e compagnie tradizionali è diventata piuttosto labile, soprattutto sui voli continentali. Fare un Milano-Istanbul con Alitalia o con Pegasus non è così diverso, tranne che su Alitalia ti danno le noccioline comprese nel prezzo mentre con Pegasus non hai le noccioline ma con 10 euro ti prendi il filetto alla griglia. Ciao Ric |
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#22
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Re: Low cost
On Wed, 25 Aug 2010 10:15:08 +0000, don camillo wrote:
> Soprano ha scritto: > >>questa storia di "nonostante la crisi, gente che può spendere ce n'Ãa >>tanta" si legge ovunque, > > Magari sarÃ* anche vero, che dici? > > >>anzi i prezzi in molti casi si sono abbassati. > > Quali, per esempio? Per esempio quelli dei tassi sui mutui ai minimi storici da tre anni ormai. Tutte le famiglie con mutuo a tasso variabile si sono ritrovate con 100/200 euro al mese in più sul conto, e in un anno con quei soldi ci tiri fuori la vacanzetta in Europa. >>La crisi si Ãa abbattuta su chi ha perso lavoro e/o lo cercava, ma chi >>il lavoro lo ha ancora i soldi da spendere li ha eccome. > > Sono d'accordo, ma io, semplicemente, rispondevo al post in cui cui ci > si chiedeva come facessero a sopravvivere le compagnie di bandiera > dicendo, e lo ripeto, che nonostante la crisi c'è molta gente in grado > di poter spendere e quindi di poter utilizzare quel tipo di voli. > > Ciao ciao. E io ti ho risposto che è normale che ci sia molta gente che sia in grado di spendere, sono tutti quelli che non hanno perso il lavoro nonostante la crisi, e che la crisi non l'hanno sentita per nulla. -- Soprano |
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#23
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Re: Low cost
Soprano ha scritto:
>E io ti ho risposto che Ãa normale che ci sia molta >gente che sia in grado di spendere, Non riesco a farmi capire. Dormiremo entrambi lo stesso )Ciao ciao. -- Postato da Virgilio Newsgroup: lo usi da web ma con le funzioni del newsreader http://newsgroup.virgilio.it Gerarchie it, italia, it-alt, tin, it.binari. Unico! |
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#24
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Re: Low cost
On 25 Ago, 12:23, "Ric" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:
> La capacità delle compagnie aeree deve essere quella di offrire il pacchetto > più adatto ad un prezzo giusto per incontrare le esigenze di un sufficiente > numero di passeggeri che permetta alla compagnia di guadagnare. > Questa è la parte più complicata della gestione di una compagnia aerea e ci > sono reparti di decine di persone in ogni compagnia che valutano e decidono > quasi giornalmente come adattare la politica aziendale per arrivare agli > utili. E non credo certo che vadano a raccontare in giro i propri segretio > che noi su un ng possiamo immaginarci come le compagnie possano o meno > guadagnare. Sono d'accordo, per lo più. Da tenere presente che si pongono in confronto sempre due realtà completamente diverse, ovvero da una parte una compagnia aerea diciamo tradizionale dall'altra una cosiddetta low cost. Non sono affatto la stessa cosa anche se entrambe si occupano di trasporto aereo. Sarebbe come generalizzare e dire che i ristoranti gourmet sono a livello di McDonald, comunque servono cibo. Un vettore tradizionale , oltre agli argomenti che hai già citato, nasce e si sviluppa con lo scopo di trasportare ovunque (quindi internazionale) aquisendo rotte ( che costano), acquistando aerei a seconda delle esigenze di rotta , avendo perciò piloti con diverse abilitazioni che sono, al pari del resto del personale, inquadrati in un ambito aziendale improntato solidamente sulla carriera, quindi sulla crescita sia professionale che economica secondo le diverse attitudini e capacità. Questo sia per il settore passeggeri che per quello merci (cargo). Il cliente resta il punto principale dell'attività a cui adattare le proprie politiche commerciali su cui definire le scelte tecniche. Testimoni sono i vari programmi di fidelizzazione. Un vettore a corto-medio raggio non ha mecessità di operare le scelte di cui sopra. Lavora con un sistema di calcolo costi ricavi completamente differente. Solamente per le spese assicurative spende un ottavo rispetto ad una linea che ha rotte transcontinentali e che trasporta merci e passeggeri con aerei del costo di quattro volte maggiore di un 737. Il risparmio sul personale è evidente, a parte i piloti che devono portare loro l'abilitazione ( costa circa 30mila dollari per un 737-500) , i contratti sono sempre a tempo determinato. Solo così si possono attivare e far rimanere a terra senza troppi scossoni quelli che altrimenti non trovano lavoro comodo vicino a casa ( comunque in ambito europeo). Idem per le hostess che sono già in numero minore rispetto ad una linea convenzionale, e così via dai banchi del check in, ai gate, agli uffici. Chi ha avuto necessità di parlare con un qualche funzionario di compagnia low cost credo abbia incontrato solamente dei volonterosi operatori ci call center, abili fino ad un certo punto. Sono d'accordo sulla poca utilità per voli di una o due ore del catering, ma poi offrirlo a pagamento diventa una furbata evidente. Insomma checchè se ne dica se serve l'aereo al momento per una necessità improvvisa le low cost non sono convenienti , almeno quanto le tradizionali. Se si ha mla possibilità di anticipare parecchio l'acquisto in ambito europeo si possono avere tariffe in odore di dumping. Resta da valutare se tutte le scomodità fin troppo note di una low cost valgono la differenza eventuale rispetto ad un biglietto con volo di linea, su cui ho regole chiare e note, è modificabile e rimborsabile, posso fare stop over, ho il bagaglio compreso, ecc ecc e se mi reco fuori Europa ho la certezza di avere una coincidenza adeguata e non devo passare le notti in un aereoporto per prendere il volo di connessione la sera dopo. Perdere tempo secondo me è una perdita massima rispetto ad una spesa superiore ma certa. Comunque esistono nel frattempo libri, per lo più in inglese, sulla fenomenologia low cost. Sono interessanti perchè le analisi ed ipotesi dopo dieci anni convergono verso un ripensamento graduale. Non è un caso che l'unico settore che ha vissuto un aumento del 19 % ( fonte IATA Bullettin mese di giugno 10) sono le classi Premium ( first e business) di ogni compagnia. In fondo il solo ortodosso rimane Ryanair, analogamente ad altri settori rimarrà l'unico a poter agire come sta facendo, altri che hanno provato sono falliti oppure hanno cambiato policy ( vedi Easy Jet). Il Yeld management è una prerogativa che non funziona per tutti, rimane un fenomeno come E-Bay imitatissimo ma nessuno è mai riuscito a porsi accanto lontanamente. Alberto " A gentleman is a person able to play a trumpet , but he doesn't" |
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#25
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Re: Low cost
On Wed, 25 Aug 2010 10:00:21 +0200, Gianni <easybiker69@hotmail.com>
wrote: >Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? fra le altre: essere sul mercato da molto tempo ciao, Jasmine |
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#26
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Re: Low cost
alberto scriveva :
> Insomma checchè se ne dica se serve l'aereo al momento per una > necessità improvvisa le low cost non sono convenienti , almeno quanto > le tradizionali. Sicuramente saprai indicare un esempio di quello che dici. Io ho fatto una simulazione per un Milano/Parigi domani,e questi sono i prezzi: AirFrance 489 Alitalia 488 RyanAir 165 EasyJet 118 Anche considerando la franchigia per i bagagli e un imbarco prioritario per avere un buon posto,mi pare che non ci sia confronto! Ecco,sarei curioso di sapere chi sono quei "satrapi" che pagano 488¤:-)) -- Gianni |
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#27
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Re: Low cost
On 25 Ago, 04:00, Gianni <easybike...@hotmail.com> wrote:
> Credo che a tutte le compagnie aeree piacerebbe ridurre i costi e > praticare prezzi competitivi pur continuando a guadagnare. > Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? > Ricordo che le differenze,spesso,sono mostruose! > Secondo me parte del segreto è che la maggior parte dei viaggi sono per lavoro, e non per turismo. E la gente se li fa rimborsare dall'azienza/compagnia/ecc. per cui lavora. Quindi, in questi casi la gente guarda più al confort che al risparmio, che non incide "direttamente" sulle proprie tasche. ciao Lorenzo |
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#28
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Re: Low cost
"alberto" <submaris@tiscali.it> ha scritto nel messaggio news:22eed00a-bd92-4a5a-bffa-5e1c106727ed@d8g2000yqf.googlegroups.com... >Sono d'accordo, per lo più. Da tenere presente che si pongono in >confronto sempre due realtà completamente diverse, ovvero da una parte >una compagnia aerea diciamo tradizionale dall'altra una cosiddetta low >cost. Non sono affatto la stessa cosa anche se entrambe si occupano di >trasporto aereo. Sarebbe come generalizzare e dire che i ristoranti >gourmet sono a livello di McDonald, comunque servono cibo. Io non ne sono convinto. Prendi ad esempio Airasia che negli ultimi due anni è stata votata come migliore low cost mondiale. Ora sta incrementando la sua presenza anche sull'intercontinentale e, su alcune rotte, sta incominciando ad offrire la possibilità di voli in coincidenza a KL. >Un vettore tradizionale , oltre agli argomenti che hai già citato, >nasce e si sviluppa con lo scopo di trasportare ovunque (quindi >internazionale) aquisendo rotte ( che costano), acquistando aerei a >seconda delle esigenze di rotta , avendo perciò piloti con diverse >abilitazioni che sono, al pari del resto del personale, inquadrati in >un ambito aziendale improntato solidamente sulla carriera, quindi >sulla crescita sia professionale che economica secondo le diverse >attitudini e capacità. Questo sia per il settore passeggeri che per >quello merci (cargo). Il cliente resta il punto principale >dell'attività a cui adattare le proprie politiche commerciali su cui >definire le scelte tecniche. Testimoni sono i vari programmi di >fidelizzazione. I vettori tradizionali sono quasi tutti nati su spinta dei governi per creare collegamenti internazionali con l'obiettivo di creare relazioni e ricadute positive nella propria nazione. Sono compagnie storiche i cui dipendenti hanno goduto, e in gran parte godono, di privilegi che sono difficili da eliminare (vedasi British recentemente). Molte di queste compagnie vanno ancora bene e producono utili e alcune ora sono privatizzate. Io credo però che, se un investitore privato decidesse di creare una compagnia aerea da zero anche con gli stessi servizi delle compagnie tradizionali, difficilmente sceglierebbe il modello di gestione di queste compagnie ma creerebbe strutture più leggere con molti servizi esternalizzati per poter essere più competitivo nelle fluttuazioni del mercato. E' quello che stanno facendo in tutti i settori dell'economia. >Un vettore a corto-medio raggio non ha mecessità di operare le scelte >di cui sopra. Lavora con un sistema di calcolo costi ricavi >completamente differente. Solamente per le spese assicurative spende >un ottavo rispetto ad una linea che ha rotte transcontinentali e che >trasporta merci e passeggeri con aerei del costo di quattro volte >maggiore di un 737. >Il risparmio sul personale è evidente, a parte i piloti che devono >portare loro l'abilitazione ( costa circa 30mila dollari per un >737-500) , i contratti sono sempre a tempo determinato. Solo così si >possono attivare e far rimanere a terra senza troppi scossoni quelli >che altrimenti non trovano lavoro comodo vicino a casa ( comunque in >ambito europeo). Sono cose che una compagnia tradizionale potrebbe e vorrebbe fare se non fosse bloccata da vertenze sindacali e diritti pregressi. Per il passeggero la cosa è assolutamente trasparente >Idem per le hostess che sono già in numero minore >rispetto ad una linea convenzionale, e così via dai banchi del check >in, ai gate, agli uffici. Qui entriamo nel discorso fatto prima dei servizi offerti. Si sa che alcune compagnie hanno meno servizi e si paga meno. Se una compagnia decidesse di fornire più servizi aumentando i prezzi, basterebbe assumere più personale. >Chi ha avuto necessità di parlare con un >qualche funzionario di compagnia low cost credo abbia incontrato >solamente dei volonterosi operatori ci call center, abili fino ad un >certo punto. Ultimamente ho avuto modo di apprezzare che l'assistenza viene offerta. >Sono d'accordo sulla poca utilità per voli di una o due >ore del catering, ma poi offrirlo a pagamento diventa una furbata >evidente. Iberia fa pagare il cibo a bordo però non è considerata una low cost. Perchè? >Insomma checchè se ne dica se serve l'aereo al momento per una >necessità improvvisa le low cost non sono convenienti , almeno quanto >le tradizionali. E' tutto da verificare perchè tutte le compagnie aumentano le tariffe vicino alla partenza. Ho sperimentato che se devi partire immediatamente e vai in biglietteria, spesso non c'è altro che la tariffa piena. > Resta da valutare se tutte le scomodità fin troppo note di >una low cost valgono la differenza eventuale rispetto ad un biglietto >con volo di linea, su cui ho regole chiare e note, è modificabile e >rimborsabile, posso fare stop over, ho il bagaglio compreso, ecc ecc e >se mi reco fuori Europa ho la certezza di avere una coincidenza >adeguata e non devo passare le notti in un aereoporto per prendere il >volo di connessione la sera dopo. Perdere tempo secondo me è una >perdita massima rispetto ad una spesa superiore ma certa. Appunto. Ognuno valuta cosa gli conviene. C'è però da considerare che alcune low cost garantiscono le coincidenze (Pegasus e Air Berlin per esempio), danno il bagaglio incluso nel prezzo, hanno tariffe modificabili (mentre alcune compagnie tradizionali hanno anche tariffe non modificabili). Poi le low cost tendono ad avere moltissimi hub mentre lo tradizionali ne hanno da 1 a 3: Con una compagnia tradizionale ho magari un volo Bologna-Francoforte-Siviglia mentre con Ryanair ho un volo diretto. Una compagnia tradizionale, in genere, raggiunge 70-80 destinazioni e nella maggiorparte di queste destinazioni ha una sola rotta, di solito diretta al proprio hub. Ryanair ha 160 destinazioni e in ognuna di esse ha diverse rotte, in genere una decina ma anche 60-70. Se hai il volo diretto e che costa poco, che senso ha pagare di più per un volo con coincidenza? >Non è un >caso che l'unico settore che ha vissuto un aumento del 19 % ( fonte >IATA Bullettin mese di giugno 10) sono le classi Premium ( first e >business) di ogni compagnia. Forse perchè l'anno scorso c'era stato un calo a picco. Sono classi che si riempiono quando l'economia tira. >In fondo il solo ortodosso rimane Ryanair, analogamente ad altri >settori rimarrà l'unico a poter agire come sta facendo, altri che >hanno provato sono falliti oppure hanno cambiato policy ( vedi Easy >Jet). A me sembra che le altre compagnie stiano utilizzando il modello originale di low cost, cioè quello creato dalla Southwest. Ryanair è politiche un po' estreme ma che, finora, hanno sempre pagato. >Il Yeld management è una prerogativa che non funziona per tutti, Controllando diverse volte alla settimana i prezzi di alcune compagnie low cost, mi sembra che sia ampiamente utilizzato con tariffe che cambiano almeno ogni 3-4 giorni. Le campagne pubblicitarie con prezzi stracciati sono nel DNA di queste compagnie. Ciao Ric |
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#29
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Re: Low cost
On 25 Ago, 16:04, Gianni <easybike...@hotmail.com> wrote:
.. > > Sicuramente saprai indicare un esempio di quello che dici. > Io ho fatto una simulazione per un Milano/Parigi domani,e questi sono i > prezzi: > AirFrance 489 > Alitalia 488 > RyanAir 165 > EasyJet 118 > Anche considerando la franchigia per i bagagli e un imbarco prioritario > per avere un buon posto,mi pare che non ci sia confronto! > Ecco,sarei curioso di sapere chi sono quei "satrapi" che pagano > 488¤:-)) > Certo che so dimostrare, è il mio mestiere vendere biglietti.... Devi solamente , per un confronto corretto, considerare l'uguaglianza delle condizioni di tariffa e di rotazione ( vuol dire da quali aereoporti si parte e si riparte). Ciò è possibile solamente sulla base di un andata e ritorno su aereoporti simili. Le compagnie tradizionali pubblicano petr ogni tariffa la lista delle prestazioni previste, le low cost al massimo se il cambio data, ora, volo, persona è possibile e se ed in quale misura è previsto il rimborso ( solitamente sole tasse). Ma queste cose bisogna andarsele a cercare sui loro siti, mentre un ticket IATA a richiesta ti fa la stampata delle ticket rules. Diciamo che voglio seguirti a Parigi (CDG) e riesco a partire il 27 agosto ma devo tornare il 29 agosto. Vorrei non perdere tempo e dovermi recare da Milano a Bergamo e peggio da Beauvais a Parigi. Guardo lo stesso Ryanair e scopro che : partendo alle 6.30 del mattino e tornando col volo delle 20.30 nelle date previste, con un bagaglio e basta pagherò 234,48 Euro più le tasse amministrative di cui ignoro l'importo. Preferisco quindi optare per Easy Jet, parte da >Malpensa, arriva a Charles De Gaulle, orari del menga per chi dovrebbe sfruttare poco tempo per il viaggio ( 11.40 andata e 13.25 il ritorno vabbeh) ma costa 245,73 Euro pagati con Visa card. Entrambi i biglietti fino ad ora descritti consentono modifiche a pagamento tramite call center con la corresponsione delle solite tasse amministrative. Non so se sia complesso oppure no, ma i call center sono anch'essi a pagamento.... Prendo in esame una linea aerea da sceicchi, Lufthansa. Parte ad orari civilissimi, offre sei voli al giorno (diretti), in classe di prenotazione V (cambio consentito, stop over, ecc ecc) e mi costa 245,56 Euro tutto compreso (bagaglio 20 kg, snack, fee carta di credito ecc) Non contento passo in esame Air France ed Alitalia. Sono in code share, quindi le differenze di tariffa ( e dai con ste classi tariffarie...) derivano dalla disponibilità ( leggi maggiori o minori vendite) su quei voli. Per farla breve , Alitalia ha venduto di più perchè può offrirmi solo la classe S a 294,23 Euro mentre Air France chiede 198,23 Euro in classe Q, sempre tutto compreso s'intende. Va da se che offrono cinque voli giornalieri. Questo dimostra come gli argomenti, spesso, vanno discussi con cognizione di causa. Al http://submaris.jimdo.com - i miei viaggi |
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#30
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Re: Low cost
On 25.08.2010 10:00, Gianni wrote:
> Credo che a tutte le compagnie aeree piacerebbe ridurre i costi e > praticare prezzi competitivi pur continuando a guadagnare. > Allora qual'è il "segreto" di quelle che ci riescono? > Ricordo che le differenze,spesso,sono mostruose! > Come qualunque ditta - con attenzione ai dettagli, buona gestione e ovviamente un prodotto un po' diverso. |
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