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Old 01-06-2008, 10:45 PM
edo66
 
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Capodanno in Andalusia - il mio diario

Capodanno in Andalusia con la famiglia

Inizio: 29 dicembre 2007
Fine: 03 gennaio 2008

Tappe
Granada
Cordoba
Siviglia

Partecipanti: Edo (41), Laura (40), Marco (13), Luca (10)
Mezzi di trasporto: Aereo, auto a noleggio, bus, piedi
29-12-2007 Partenza (Orio al Serio – Granada)
Quest’anno abbiamo scelto come meta per il Capodanno l’Andalusia. Il
nostro primo assaggio di Spagna.
Preso, con qualche patema per il nostro, ormai patologico, ritardo un
volo RyanAir da Bergamo per Granada siamo giunti a destinazione in
tempo per fare un prima passeggiata i questa citt*.
Abbiamo avuto, in verit* ben più di un patema: prima l’aereo preso
anche se siamo arrivati al check-in 5 minuti dopo la sua chiusura. La
gentilezza dell’operatrice e la sua ostinazione a farci partire
nonostante gli addetti al volo non volessero farci imbarcare ci ha
aperto le porte per l’Andalusia. Purtroppo non so come si chiami ma
sappia che le siamo veramente grati per l’impegno che ha profuso.
Partite in orario! Noi non lo facciamo mai e non potr* sempre andarci
bene.
Il secondo intoppo l’abbiamo avuto quando, arrivati all’albergo, ci
hanno comunicato che per un errore nella prenotazione non c’era più
posto per tutti (avevano prenotato una stanza invece di due). Per
fortuna siamo riusciti a dimostrare che l’errore era da parte loro e
ci hanno trasferiti, senza spese aggiunte, in un altro albergo a 5
stelle (Hotel Nazaries, vicino al centro commerciale Neptuno) invece
del nostro che ne aveva 3 (Hotel Luna Arabial. 260€ 2 doppie con
colazione). Un lusso!
Tornando alla passeggiata: le vie di Granada sono piene di gente. Per
me, di Savigliano (Cuneo), che sono abituato a vedere qualcuno in giro
dopo la messa domenicale delle 10 è stata una bella scoperta.
Un bravo turista, però, non può perdersi in passeggiate e così abbiamo
dato un’occhiata alla Cattedrale. Eravamo, io almeno, troppo stanchie
provati dai disguidi avuti che non abbiamo apprezzato molto questa
visita. Forse era meglio passeggiare! O forse non siamo dei bravi
turisti.
Per cena siamo andati in un bar ristorante, il Bibalferax, in Plaza
Bib Rambla (subito a destra del ristorante Manolo, più famoso) per una
paella ed un assaggio di Jamon Serrano. Il bar era pieno di gente per
le tapas, un bel modo di passare la serata. Con i figli, però, è
troppo complicato. Stare in piedi per molto tempo e mangiare al banco
non è l’ideale per una famiglia, molto più fattibile se siè in coppia
o con amici. Anche da seduti, comunque, si gode dell’ottima atmosfera.

30-12-2007 Granada (Alhambra)

Per oggi abbiamo i biglietti prenotati per l’Alhambra alle 13:00.
Mattinata dedicata alla Capilla Real (dopo una colazione imperiale nel
nostro 5 stelle!).
La cappella è molto interessante: una cancellata imponente, molto
elaborata con diverse figure, divide l’edificio in due ambienti:
scopriremo un ampio uso di queste inferriate.
La zona dedicata al sepolcro dei Re Cattolici Ferdinando I e Isabella
di Castiglia è quella principale. I Re Cattolici (dovevano esserlo
veramente tanto, cattolici: sono sempre ritratti in ginocchio e
preganti) sono quelli che avevano finito di “liberare” la Spagna dagli
arabi ed avevano dato tre canotti (no, caravelle! Viste le loro
dimensioni la differenza è poca) a Colombo per mandarlo a cercare le
Indie ad ovest.
Il sepolcro è imponente ma le bare, custodite nella cripta
sottostante, sono veramente modeste, in nome della devozione che
impediva loro di essere troppo sfarzosi.
Preso un autobus (il 30 che provvisoriamente passa in Plaza Isabel la
Catolica, sempre lei) siamo arrivati all’Alhambra: centinaia di
persone in coda!
Prenotate gente, prenotate! (www.alhambra-tickets.es). Noi, belli
belli, abbiamo ritirato i nostri biglietti alle casse automatiche,
senza nessuna coda, e siamo partiti per una visita, credetemi,
paradisiaca.
Abbiamo iniziato dal Palacio Nazaries (dei Nasridi) che, sinceramente,
non ci si aspettava fosse così … rilassante. È la parola giusta per
spiegare cosa si prova nel passare in stanze completamente adornate di
stucchi delicati (sembrava di stare in una pasticceria per la quantit*
e la qualit* delle decorazioni) e giardini con vasche, fontane
zampillanti e piante di aranci. Gli arabi avevano capito bene come ci
si gode la vita, quelli ricchi per lo meno.
Non so descrivere bene i luoghi ma la sensazione che si prova è: la
pace. Pensare, poi, che a visitare l’Alhambra saremo state 5/6000
persone!
Meno soddisfacente e appagante è il Palazzo di Carlo V. Stona un po’,
secondo me, all’interno di un ambiente “moresco” un palazzo
rinascimentale (e non dei più belli. Noi italiani, padri del
Rinascimento, eravamo più bravi).
Dall’Alcazaba si gode una stupenda vista sulla valle del Darro e di
Granada.
La nostra visita è stata fatta con l’ausilio delle audioguide. Lo
consiglio vivamente (3 € l’una), soprattutto se avete dei figli.
Riescono a seguire molto meglio l’itinerario.
L’Alhambra … non potete venire in Andalusia senza visitare questi
luoghi.
Finita la visita siamo saliti su un bus (n° 32. 1€ a persona) diretti
all’Albayzin, il quartiere arabo. Dopo aver girato un po’ a vuoto
abbiamo, finalmente, trovato il Mirador San Nicol*s dove abbiamo
atteso il tramonto tra flamenco suonato da ambulanti e la vista
stupenda sull’Alhambra.
Eravamo talmente presi che abbiamo saltato pranzo (anche perché
nell’Alhambra non si può mangiare).
Dopo una pennichella ristoratrice per questa stancante giornata
abbiamo cenato sempre nella stessa Plaza Bib Ramala ma in un altro
ristorante (Alhambra nell’angolo opposto alla Cattedrale). Ieri 62€
oggi 64€ mangiando paella e calamari per i ragazzi.

31 Dicembre Cordoba-Siviglia

Con la nostra solita calma partiamo, alle 10:30, alla volta di
Cordoba. La strada è una provinciale non velocissima ed, in più, per
parecchi chilometri abbiamo dovuto seguire una macchina della polizia
che rispettava, ovviamente, i limiti di velocit*.
Morale: la cattedrale di Cordoba (obiettivo principale della nostra
visita) chiudeva alle 14 e noi alle 12:45 eravamo ancora alla ricerca
di un parcheggio (credo di aver nominato tutti i santi del calendario.
Non pregavo, però!).
Finalmente entriamo nella Mezquita Catedral. Immaginate un vivaio di
pioppi e sostituite ai pioppi le colonne: ecco, avete davanti il colpo
d’occhio che da l’interno della Moschea.
Gi* è stupefacente l’ambiente così com’èma la meraviglia aumenta
quando, varcato un arco, ci ritroviamo in una grande cattedrale
rinascimentale. Anche se lo si sapeva che era così ci si stupisce
ugualmente.
Dall’islam al cristianesimo in due passi: impossibile pensare due
religioni così lontane nella realt* e così vicine, invece,
nell’architettura.
I cristiani ed i mussulmani, probabilmente, rispettano più le cose
delle persone, ora come allora. Va detto che le proteste dei cittadini
del 1500 hanno impedito che i cattolici radessero al suolo la moschea
per erigere la cattedrale e così abbiamo quest’edificio che ha
dell’incredibile.
Dopo questa visita che mi ha veramente colpito, ed un pranzetto a base
di bocadillos (panini,ma è più bella la parola spagnola), facciamodue
passi nel quartiere della Juderìa. Decine di viuzze su cui si aprono i
cortili delle case (patii): dei piccoli gioielli con fiori e fontane.
Proviamo a immaginare la bellezza di questi posti con i vasi di
gerani, presenti ovunque, fioriti. Che pace dev’essere vivere qui!
Saltiamo in macchina e ci avviamo verso Siviglia.
Luca, calciatore in erba, ha apprezzato molto che il nostro hotel
(Novotel 331€ tre notti in una doppia con due letti aggiunti senza
colazione) fosse di fianco allo stadio Pizjuan del Siviglia Futbol
Club.
Stasera è Capodanno ed andiamo in cerca di un posto dove mangiare.
Un’impresa in cui sono impegnate, oltre a noi, altre centinaia di
persone resa ancor più ardua dai numerosi locali chiusi. Scegliamo un
posto vicino alla Cattedrale (se non abbiamo una Cattedrale vicino,
noi non si mangia!) con la coda di gente in attesa più corta e qui
conosciamo Fabio & Anna, una coppia di Roma molto simpatica. Il locale
non è un ristorante ma un bar dove si sono organizzati per lo
spennamento di polli: è capodanno e non ci facciamo molto caso. Per
questo non vi dico né posto né costo.
Passeggiatina con Fabio e Anna e poi loro alla ricerca di un caffé noi
in Plaza Nueva epicentro dei festeggiamenti sivigliani ad attendere il
2008.
Un’usanza dice che mangiare un acino d’uva ad ogni rintocco della
mezzanotte porti fortuna. Ci attrezziamo della nostra dozzina di acini
ed aspettiamo: scocca la mezzanotte ma la campana suoner* solo 4
minuti dopo …e tutti ci eravamo gi* mangiato l’uva. Porter* bene
ugualmente? Ai posteri. Feliz año!! Buon 2008!
1 gennaio – Siviglia

Parte della mattina la passiamo a letto e parte a cercare un locale
per la colazione.
Trovato un bar, in Avenida de la Costitucion davanti alla Cattedrale
(e dove se no?) scopriamo che, quasi sicuramente, è l’unico aperto nel
raggio di parecchio (si dice?) e quindi … coda! Abbiamo guardato con
occhi piangenti la gente seduta e finalmente e non grazie ai nostri
sguardi viene il nostro turno: tè cappuccino croissant e tostadas con
Jamon York y mantequilla (prosaicamente: panino caldo al prosciutto
cotto e burro).
Oggi è tutto chiuso: Cattedrale, Alcazar, bar … tutto o, come
scopriremo, quasi.
Ci dirigiamo verso il Guadalquivir e, sotto la bella Torre del Oro, ci
imbarchiamo su un battello per una piccola crociera sul fiume. Avanti
e indietro sotto i tanti ponti: belli quello di Triana, progettato
dalla scuola di Eiffel, la Barqueta e el Alamillo di Calatrava. Penso
che l’esposizione universale che si è tenuta qui nel ’92
(cinquecentenario della scoperta dell’America) abbia radicalmente
cambiato il volto di questa citt* vista la quantit* di edifici
costruiti per l’occasione: palazzi, torri, ponti, auditorium, ecc.
Nonostante il clima qui sia meraviglioso (16-19° di media) sul
battello abbiamo decisamente battuto i denti.
Dopo pranzo (al McDonald, i figli so’ pezz ‘e core!) abbiamoscoperto
che la Plaza de Toros era aperta e l’abbiamo visitata: è un luogo
affascinante, è l’arena più antica di Spagna o la seconda.Penso la
corrida sia una tradizione che va scomparendo: la guida (parla solo
spagnolo e inglese) diceva che raramente l’arena si riempie, ormai.
Travolti dall’atmosfera da toreador abbiamo fatto fare un poster, di
quelli soliti, a Marco & Luca con il loro nome.
Marco desiderava vedere Plaza de España e quindi ci dirigiamo l*
passando dalla riva opposta del fiume, a Triana che è abbastanza
desolata con tutti i locali chiusi.
Ragazzi, non fate come noi, usate il bus! La scarpinata è stata
interminabile ma ne valeva la pena.
La piazza, a semicerchio, è molto scenografica (è stata girata una
scena di Episode II di Star Wars, controllate) con le panchine tutte
ricoperte di ceramiche e ponticelli sul canale che la circonda
rivestite di azulejos.
Un po’ di riposo in piazza e poi ritorno in albergo.
Alla sera ceniamo all’aperto! Il 1° gennaio! Non è stata proprio una
nostra scelta (anche perché non faceva così caldo): non si trovavaun
buco neanche a pagarlo. Comunque da Carmela in Calle Santa Maria la
Blanca si mangia proprio bene ed io ho anche apprezzato la cameriera:
simpatica e carina. Laura ha apprezzato solo la simpatia, boh! Ho
anche mangiato una cosa buonissima, per me: torticas con manzana y
queso, una, diciamo, piadina con mele e formaggio. Una delizia!

2 Gennaio – Siviglia (Cattedrale – Alcazar)

Piove! Non ci scoraggiamo: io in vena ottimistica per me inusuale ho
detto: “Entro poco smette”.
Colazione in un posto segnalata (così come “Da Carmela”)
dall’immancabile Lonely: la Cervecerìa Giralda. Laura, piùsalutista,
ha optato per una colazione normale mentre io, Luca e Marco abbiamo
mangiato una buonissima tostadas con jamon serrano y mantequilla
(prosciutto crudo e formaggio) che ha preso residenza nel mio apparato
digerente e “ancor non m’abbandona”. L’ambiente è veramente bello, era
un vecchio bagno arabo con le arcate tipiche e le ceramiche alle
pareti. Usciamo e … piove ancora ed io: “Entro poco smette”: 10 minuti
e non piove più! D’ora in poi faccio il meteorologo.
Ci mettiamo in coda per la Cattedrale. Dall’esterno si capisce che è
proprio grande ma è disordinata, per me, inoltre non ha la facciata.
Ho bisogno di certezze, io.
L’interno è maestoso (è la 3a chiesa più grande del mondo) ed ospita,
tra l’altro, il corpo di Cristoforo Colombo che qui trovò soldie
barche (canotti) per le sue imprese.
Colombo ha, almeno, due tombe: una qui ed una a Santo Domingo e sembra
sia presente in entrambe (così dice il test del DNA): è stato
veramente un uomo fuori dal comune.
Saliamo sulla Giralda per ammirare, anzi vedere, il panorama così così
di Siviglia. La Giralda, invece, è un bel campanile ricavato dal
minareto della moschea presente qui ai tempi della dominazione araba.
Finita la visita della Cattedrale, pranzo (McDonald, di nuovo …).
Usciti abbiamo incontrato Fabio e Anna che stavano partendo per Roma:
baci, abbracci ed un arrivederci in qualche altro posto d’Europa. Chi
lo sa?
Al nostro programma manca solo l’Alcazar, l’Alhambra di Siviglia.
Purtroppo per Marco & Luca, ma anche per noi, le audio guide sono
terminate (le abbiamo sempre usate perché le trovo utili). Giriamo
quindi con le indicazioni stavolta non proprio chiarissime della
Lonely (nessuno è perfetto).
La residenza è bella ma, secondo me, va vista prima dell’Alhambra
altrimenti lascia un po’ delusi. Anche qui c’è un mistotra
architettura araba e rinascimentale. Pedro I credo fosse uno strano
individuo: crudele, spietato e libertino (uccideva e fornicava in
ugual misura) ma dai gusti raffinati. Il palazzo che porta il suo nome
è stupendo: patii, stanze completamente arabescate. Un paradiso.
Dopo l’Alcazar ci sediamo in piazza del Triunfo e conosciamo una
coppia di arzilli vecchietti ‘d Turin (noi siamo della provincia di
Cuneo) con cui chiacchieriamo, anche un po’ in dialetto. Ecco, vorrei
invecchiare come loro: è un mese che sono qui in Andalusia e l’hanno
visitata tutta, con calma. Rispetto chi invecchia guardando i cantieri
c’è una bella differenza!
Qualche acquisto (Laura fa collezione di calamite, Marco & Luca hanno
una piccola mostra di souvenir da integrare) e poi due passi nel
Barrio Santa Cruz. Bellissimo: stradine con case tenute benissimo con
i balconcini e piazzette come quella di Doña Elvira con gli aranci e
panchine inceramicate (neologismo). Da non perdere soprattutto se
siete una coppietta di innamorati: è un luogo romantico e pieno di
poesia.
Dormitina in albergo e poi cena da Modesto consigliato dalla Lonely.
La miglior paella del nostro viaggio ma il locale, forse, è più adatto
a gente più vecchia di noi (che siamo giovanissimi!).
Il nostro viaggio è finito. Domani si torna a casa.

L’Andalusia lascia in noi un ottimo ricordo. Abbiamo trovato una
organizzazione eccellente. La gente di qui non è affabilissima ma noi,
che siamo piemonteis, ci siamo abituati.

Qualche nota tecnica:
Per un viaggio come il nostro credo non sia necessario noleggiare la
macchina. La nostra è stata più nei parcheggi, a pagamento, che altro.
Per l’Alhambra prenotate assolutamente i biglietti, vi viene dato una
fascia oraria entro la quale dovete entrare nel Palacio Nazaries ma
poi potete stare quanto volete all’interno del complesso (www.alhambra-
tickets.es). Un piccolo sovrapprezzo vi ripaga dall’evitare la coda
più lunga che abbia mai visto.
Fate l’itinerario inverso al nostro: Siviglia, Cordoba, Granada.
L’Alhambra, secondo me, va lasciata per ultima così da non offuscare
il resto dei luoghi visitati.
Non so dare consigli su come risparmiare perché noi non ci riusciamo
mai. Anche se vorremmo, almeno io.
Buen viaje! (Buon viaggio!)



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